Voglio una vita come Saetta McQueen… (anche no)
Tra i generi di videogames che ogni anno riempiono gli scaffali, ce n’è uno che da qualche tempo sembra aver perso piede: il tie-in, ovvero il videogioco basato su film o serie famose. Un tempo i tie-in erano una miniera d’oro per le case di produzione, che cavalcando il successo del brand pubblicavano videogiochi non sempre di alta qualità e non sempre fedeli all’opera originale, con risultati altalenanti sia in fatto di vendite che di critica. Col passare degli anni l’industria sembra aver rigettato questo genere, e per quanto tale reazione sia comprensibile, il fallimento del tie-in è comunque un risultato triste.
Tra le poche case rimaste a credere in questo genere c’è Disney (insieme a WB Games), che grazie alla qualità delle produzioni cinematografiche riesce ancora a ritagliarsi un pubblico, soprattutto tra i più piccoli. Cars 3, gioco tratto dall’omonimo film, è chiaramente mirato a questo tipo di utenza. Cosciente quindi del genere e della modesta ambizione del titolo, ho deciso comunque di approcciare il gioco con una mentalità aperta per capire se nel 2017 la scena tie-in abbia qualcosa di nuovo da dire rispetto al passato.
Cars 3 è, indovina indovina, un gioco di corse arcade con protagoniste le automobili del film. Non stiamo parlando quindi di un precisissimo simulatore di guida ma di un prodotto più vicino a Mario Kart, dove per arrivare primi non serve solo tecnica ma anche fantasia e fortuna. Ne consegue che il gameplay risulti concettualmente semplice, con un’attenzione particolare all’uso del turbo e delle derapate.
In questo caso la parola chiave è “concettualmente”. Nella modalità Corsa infatti lo scopo è quello di arrivare primi sfruttando il più possibile il turbo, che accumula energia effettuando acrobazie e manovre particolari. Purtroppo la resa di questa meccanica risulta fin dai primi secondi confusionaria: i (piccoli) messaggi a schermo indicano quali manovre effettuare e come farle, ma tutto ciò viene letteralmente lanciato al giocatore in continuazione senza dargli tempo di digerire le informazioni.
In poche parole guidare normalmente stringendo il più possibile le curve è un modo per perdere. In Cars 3 tutto gira intorno al turbo, ai passaggi segreti nelle piste e agli ostacoli, con risultati che scadono troppo spesso nel macchinoso. Per arrivare primi occorre partire col turbo, guidare in retromarcia per accumulare punti, rigirarsi per derapare, guidare su due ruote, saltare controllando le capriole con l’analogico, evitare le spallate dei nemici, cercare di raccogliere turbo e trovare i passaggi segreti, il tutto in neanche un minuto.
Questo (che ci crediate o no) rende la modalità corsa difficile e non in maniera positiva. Perfino la modalità “facile” richiede una certa concentrazione che però non si traduce in divertimento ma più in un’esecuzione di task alla lunga ripetitivi, sempre e comunque minati dal trial and error. In Cars 3 occorre conoscere le piste quasi a memoria per trionfare, escludendo gli altri problemi legati alla fisica del gioco che potrebbero sparare la vostra auto lontano o bloccarla tra due sassi.
Non stiamo parlando quindi di un prodotto rifinito ed equilibrato, ma di qualcosa più simile ad un’accozzaglia di meccaniche. Detto ciò, il gioco riesce comunque a regalare qualche soddisfazione se si esamina il pacchetto nella sua completezza. Le piste hanno un design decente, con ostacoli da saltare che a volte sorprendono per spettacolarità. Su tutti poi spiccano le diverse modalità di gioco, che riescono ad aggiungere un po’ di varietà alle piste e al gameplay.
La Sfida Automobilistica per esempio incorpora una serie di oggetti da utilizzare all’interno dei tracciati per danneggiare i nemici, con risultati buoni. Per chi amasse saltare facendo evoluzioni invece c’è lo Show delle Acrobazie che assegna punti in base allo stile con cui si gioca, anche in questo caso con una resa più che accettabile. Ci sono poi la modalità Eliminazione, le prove a tempo e gli Eventi per Esperti, perfetti per chi ha voglia di impegnarsi davvero.
Ovviamente nel gioco è presente anche una modalità multiplayer che permette di affrontare fino a tre amici nei vari tracciati. In questo caso non c’è molto da dire: l’aggiunta del multi-giocatore è sempre ben accetta e la modalità svolge il suo lavoro, ma il gioco di fondo rimane comunque lo stesso. Solita guida nevrotica, solita IA troppo aggressiva, solita fisica indulgente. Insomma, diciamo che per divertirsi davvero servirebbero tre fan sfegatati della serie, pronti a perdonare questo genere di cose.
Tutte le modalità, insieme alle auto aggiuntive, i colori delle auto e gli accessori, si sbloccano raggiungendo obbiettivi all’interno del gioco. Ne consegue che numero di sbloccabili in Cars 3 risulti enorme, quasi travolgente. Anzi, lo definirei più “straniante” se confrontato alla scarsa cura riservata ai controlli e al gameplay. Tuttavia questo approccio riesce almeno a regalare la sensazione di aver raggiunto qualcosa, anche quando si arriva settimi in una pista.
Finora abbiamo parlato della parte più tecnica del gioco, ma Cars 3 è un prodotto che punta a valorizzare il brand nella sua interezza. Infatti tutti i personaggi presenti sono presi dalla serie, con tanto di doppiaggio originale. Durante le corse i nemici ripeteranno frasi a volte divertenti, altre volte leggermente fastidiose e fuori contesto, praticamente in linea con i dialoghi dei film (ba dum-tss). Anche in questo caso saranno solo i fan della serie a godere del livello di produzione.
Ultimo ma non meno importante il comparto grafico, che per quanto si sforzi di imitare lo stile dei film Pixar fallisce di fronte a una scarsa cura generale. Gli effetti e le animazioni sono buoni ma tutto il resto, dalle texture sgranate ai modelli grezzi delle auto, risulta deludente, compreso il framerate ballerino. Stesso discorso vale per le musiche, che definirei “senza infamia e senza lode”.
In definitiva Cars 3 è il tipico tie-in, né più né meno: un gioco mirato ai fan della serie e al pubblico più piccolo, che non fa nulla per elevare il genere oltre a ciò. Il gameplay è confusionario e complicato ma a tratti riesce a divertire, grazie anche all’enorme numero di modalità e sbloccabili. Il comparto tecnico e il livello di produzione sono accettabili e il multiplayer ha qualche potenzialità. Consigliato solo a chi proprio non può farne a meno.