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The Legend of Zelda: Link’s Awakening — Con gli occhi dell’Eroe

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Pubblicato il
20 Settembre 2019

Nei panni di Link

Quel giorno il mare era in tempesta. La pioggia era assillante e la barca in preda ai venti. A stento riuscivo a intravedere cosa c’era al di là del mio naso. Iniziò tutto da lì. Dai fulmini.



Quando riaprii gli occhi, c’era una dolce fanciulla a soccorrermi. La mia veste era zuppa d’acqua salata e sulla mia testa troneggiava un sole impietoso. Tossii forte per liberare i polmoni, ma non riuscii a fare di più. Poco dopo, persi nuovamente i sensi.

Al mio secondo risveglio mi ritrovai in un’umile casetta di legno. Accanto al mio letto c’era ancora lei, la fanciulla, poco più distante un uomo dall’aria preoccupata. La giovane si chiamava Marin e l’omaccione che aveva accanto era suo padre, Tarin. Ero naufragato sull’isola di Koholint. O almeno questo è quel che mi raccontarono.



Infilati gli stivali, avevo già una missione da compiere: tornare alla spiaggia dov’ero stato rinvenuto. Tarin mi consegnò uno scudo con affascinanti disegni tribali sul dorso e mi precipitai all’esterno. Attorno a me c’erano altre abitazioni, a nord un bosco dall’aria misteriosa, a est un’infinita distesa di praterie. Non conoscevo quel luogo, ma in quel momento fui sicuro che l’avrei fatto mio.

Serpeggiai tra infide creature e giunsi alla spiaggia. Dalla sabbia fuoriusciva l’elsa di una spada. Quando le mie mani la disseppellirono, m’investì un’impetuosa energia. Avevo uno scudo e una lama, e un mondo da esplorare.

D’improvviso, un’ombra svettò su di me. Un gufo enorme oscurò il sole e d’istinto mi rifugiai dietro lo scudo, con la punta della spada indirizzata verso il nuovo arrivato. Ma il gufo non mi attaccò, bensì parlò: “Il tuo destino è destare il Pesce Vento in cima al monte di Koholint “, mi disse. “Ma, se vuoi riuscire nell’impresa, dovrai trovare gli Otto strumenti delle Sirene”, aggiunse. Dopodiché, il gufo spiccò il volo e bubolò qualcosa a proposito di un bosco che avrei dovuto visitare. Si dissolse nel cielo azzurro e fui solo.



Levai lo sguardo verso i monti a nord. D’un tratto tutto sembrava così familiare… Fui sicuro di esser già stato su quell’isola molto, molto tempo prima.

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