KingKong 2 Pro Controller — Recensione del pad senza drift

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L’alternativa all’originale Pro Controller esiste, e diventerà la vostra prima scelta

Mi sono sempre ritenuto soddisfatto dei controller prodotti da Nintendo — escludendo quelli basati sul motion control — e proprio per questo motivo non ho mai utilizzato periferiche compatibili per le mie console. Ma i tempi cambiano, e con essi le necessità dei giocatori, oggi più esigenti e informati rispetto al passato. Si cercano alternative di pari o superiore qualità rispetto a quanto offerto dalle case madri, per migliorare la propria esperienza di gioco e, purtroppo, perché sugli scaffali c’è carenza di prodotti ufficiali. Il  Pro Controller di Nintendo Switch rientra proprio in quest’ultimo scenario: se state cercando un pad degno di sostituirlo, GuliKit potrebbe essere il vostro nuovo punto di riferimento.

GuliKit, un nome che forse non vi suonerà nuovo. Trattasi di un produttore di accessori e periferiche da gioco, con in testa un obbiettivo ben chiaro: rendere le sessioni di gaming più semplici e divertenti. L’azienda sembra essersi specializzata nell’area Nintendo, com’è facile notare dando un’occhiata al suo store, e di recente ha immesso nel mercato il KingKong 2 Pro Controller, pad che promette di essere immune al fenomeno del drift e che presenta tante funzionalità accessorie che faranno la gioia dei più smanettoni. Per di più, viene venduto allo stesso prezzo del Pro Controller di Switch. L’ho avuto tra le mani per qualche settimana, testato con i giochi più frenetici, e sono quindi pronto a parlarvene.

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Partiamo dal contenuto del box: il controller, un foglio d’istruzioni, un cavetto USB Type C, una cover in plastica rigida semitrasparente e un sostitutivo dello stick elettromagnetico. Gli ultimi due pezzi mi hanno piuttosto sorpreso all’unboxing in quanto denotano un’attenzione per l’acquirente che a mio avviso è andata dispersa nell’ultimo decennio.

Il pad si presenta compatto tra le mani, pesante il giusto, nelle forme si ispira palesemente al mondo Microsoft. Alla pressione tutti i tasti offrono un ottimo feedback, in particolare i grilletti posteriori. Ho trovato i tasti direzionali e quelli frontali (XYBA) un tantino rigidi, ma credo che col tempo acquisteranno la morbidezza giusta. Quelli dedicati alla navigazione (home, cattura immagine ecc) sono tutti in rilievo e ben distanziati, caratteristica che ho apprezzato molto in quanto col Pro Controller ho sempre fatto un po’ fatica a scivolare sul tasto giusto. La sensazione, in ogni caso, è di avere tra le mani un controller di indiscutibile qualità, complice anche la texture posteriore quadrettata che offre un grip davvero degno di attenzione, soprattutto per chi suda le mani come il sottoscritto.

Prima di passare al pairing con Switch, vi farà piacere sapere che il KingKong è compatibile anche con Android e con l’ecosistema Microsoft. Vi è infatti la possibilità di configurarlo con le varie piattaforme supportate, memorizzarle e switchare tra loro con la semplice pressione di un tasto dedicato. Può sembrare una banalità, ma è in realtà un enorme punto di forza se avete più piattaforme a cui dedicarvi e non volete perder tempo a riconfigurare il vostro controller.

Come effettuare il pairing di KingKong 2 Pro Controller con Nintendo Switch? Ci sono due modi, così come ci sono due modi di utilizzarlo durante le vostre sessioni di gioco: col cavo o wireless.

Metodo numero 1:

  • Andate nelle impostazioni per i controller su Switch e accedete alla voce “Cambia impugnatore/ordine”. Tenete premuto il tasto dedicato al pairing per 2 secondi, inizierà a lampeggiare. Pochi secondi e la console lo rivelerà.

Metodo numero 2:

  • Collegate il pad alla console in docked mode utilizzando il cavo: Switch riconoscerà subito il controller e, scollegando il cavo, il pairing senza fili sarà comunque configurato.

Devo ammettere che il primo metodo mi ha dato dei problemi durante i primi tentativi, ma riavviando pad e console è poi andato tutto liscio.

Passiamo ora a una carrellata di funzionalità che è bene tenere a mente. Anzitutto, il pad supporta il wake up di Switch quando è in modalità riposo: vi basterà pigiare il tasto Home e la console si avvierà in automatico. Abbiamo anche il supporto al lettore NFC per gli amiibo, il giroscopio e una vibrazione davvero soddisfacente. Per quanto concerne la durata della batteria, siamo intorno alle 20-25 ore, un risultato più che onesto per quanto non comparabile con il Pro Controller originale.

Mi ha molto colpito la possibilità di memorizzare delle macro con un tasto dedicato. Una volta salvata una combinazione di tasti, basta premere il tasto APG (Auto Pilot Gaming) per azionarla una volta o premerlo due volte per farla andare in loop. L’unico limite a questa funzione è solo la vostra fantasia, ma vi do già due suggerimenti che potreste trovare allettanti: il crafting in Animal Crossing e la schiusa delle uova nei giochi Pokémon. Ho letto di gente che ha provato a creare delle combo in Smash Bros. senza ottenere però risultati sorprendenti: pare che il posizionamento dei combattenti debba essere calcolato al millimetro.

Parlando del lato software, tramite il PC è possibile configurare ogni aspetto del pad: vibrazione, sensibilità dei grilletti posteriori (a volte una pressione meno esigente può determinare l’esito di un incontro PvP), sensibilità degli stick analogici, persino attivare o disattivare la dead zone al centro dello stick. Quest’ultima possibilità risulta fondamentale negli sparatutto, in quanto aumenta la reattività della telecamera e quindi la velocità di spostamento del mirino. Di base, però, deve esserci un’ottima padronanza dell’analogico, pena spostamenti eseguiti per errore. Una volta salvate le impostazioni preferite, è possibile anche condividerle col mondo intero.

Come detto in apertura, ho testato l’ultima creatura di GuliKit per un paio di settimane. Mario Strikers è il gioco con cui ho macinato più ore, ed è stato un ottimo banco di prova, in quanto richiede estrema precisione e velocità durante la strutturazione delle azioni di gioco. È andato tutto liscio, zero lag alla pressione, confortevole tra le mani; l’impugnatura è salda, non scivola via, non stanca le dita, non indolenzisce i polsi. Gli stick si comportano alla perfezione e la tecnologia magnetica rende il loro movimento più fluido rispetto agli stick standard, oltretutto il drift sarà solo un lontano e triste ricordo.

Ho trovato il KingKong 2 Pro Controller superiore alla sua controparte Nintendo in ogni aspetto. Il fatto che sia facilmente reperibile (qui per acquistarlo su Amazon) e che abbia lo stesso prezzo del Pro Controller originale lo rende, senza se e senza ma, la vostra prima scelta in ambito controller.

Testato principalmente facendo rovesciate in Mario Strikers e anche su PC.
Pro: Compatto, ergonomico, ottimi materiali al tatto. Presenta perfetta compatibilità con Nintendo Switch e funzionalità aggiuntive.
Contro: Tasti direzionali e XYBA un po’ rigidi.
8.5

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