Vanillaware sgancia la bomba e porta un gioco strategico di tutto rispetto nelle nostre mani
Sono anni e anni che sentiamo parlare di Vanillaware, una software house che è riuscita a ritagliarsi uno spazietto importante all’interno del panorama videoludico. E sono poche le produzioni di Vanillaware, poche ma incredibilmente ben fatte e molto focalizzate nel loro genere di appartenenza. Genere che cambia di volta in volta, da produzione a produzione, di anno in anno.

La voglia di cambiare e di sperimentare di Vanillaware è cosa ormai nota, e non per nulla l’ultima fatica della software house è un gioco tra i più particolari e complicati possibili da realizzare al meglio. Eppure possiamo dire con una certa felicità che si, ci sono riusciti, e ci sono riusciti veramente alla grande.
Unicorn Overlord è un gioco divertente, sfaccettato, complesso ed impreziosito da uno stile che trasuda l’essenza stessa di Vanillaware da tutti i pori. Quindi preparatevi, tirate fuori i pop corn e aprite la lattina della vostra bevanda preferita perché abbiamo molto di cui parlare.
I 5 Regni
Corre l’anno 895 nelle terre di Fevrith. Da molti anni la pace regna sovrana in tutti e 5 i regni che compongono il continente, e la popolazione prospera felice in un periodo di serenità che sembra non dover finire mai. Eppure, dichiarandosi come il discendente del decaduto impero Zenoirano, il malvagio Valmore si ribella contro la sua stessa patria, pur essendone stato per anni un decorato e onorato generale.
Imbracciando la sua possente spada, la Regina Ilenia tenta disperatamente di combattere contro l’aggressore, fallendo purtroppo miseramente nella sua impresa, riuscendo però a mettere in salvo suo figlio Alain, ora posto tra le protettive mani del cavaliere Josef.

Fuggito in terra straniera, al sicuro dalle mani dell’esercito del rinato impero Zenoirano, Josef permette ad Alain di crescere in forze e in salute, attorniato da una nuova congrega di amici pronti a levare le armi per l’ideale in cui credono profondamente, nonché per la salvaguardia del Principe Erede al Trono di Cornia.
È con questo incipit che prendono forma i primi minuti di Unicorn Overlord, titolo RPG strategico marchiato Vanillaware che splende di luce propria su Nintendo Switch. Un gioco che riesce a collimare alla perfezione diverse componenti fondamentali, tra cui anche quella legata alla storia e ai personaggi che la compongono.
È infatti vero che il punto di partenza, nonché il filo conduttore che tesse lo svolgimento della trama, è di carattere piuttosto classico, ma è anche vero che il modo in cui viene raccontata rimane comunque particolarmente avvincente e riesce a rivelarsi sempre interessante e abbastanza profonda da non diventare mai noiosa. Insomma, seguire le vicende di Alain e dell’Esercito di Liberazione vi porterà via almeno una quarantina di ore di gioco, ma saranno ore che spenderete con grande piacere.
Componente fondamentale, però, non è solo la trama, bensì l’ottimamente architettata profondità dei personaggi, in grado di bucare lo schermo con il loro carisma e di rimanerci comunque impressi grazie ad una caratterizzazione molto spesso efficace e ben calcolata. Caratterizzazione che, a volte, toccherà a noi scoprire appieno.

Un piccolo dettaglio che Vanillaware ha voluto inserire all’interno del gioco è, come visto per altri titoli come Xenoblade Chronicles, la possibilità di accrescere l’affiatamento tra diversi personaggi facendoli combattere all’interno della stessa squadra. Più il loro affiatamento cresce, più sbloccherete dei dialoghi unici visualizzabili sulla mappa di gioco di volta in volta, approfondendo ulteriormente il rapporto che si viene a creare tra i personaggi, svelandone quindi gusti, piaceri e doveri, storie passate e future e molto altro.
In determinate fasi del gioco, tra l’altro, potrete decidere anche della vita di certi personaggi. Per motivi di trama legati a un oggetto tramandato da madre in figlio, Alain avrà la possibilità di liberare alcuni avversari dal giogo di Valmore. Con alcuni andrà bene e liberandoli potremmo addirittura portarli dalla nostra parte. Altri, invece, potrebbero svelare la propria vera identità e rischiare di mettere in pericolo la vostra avventura.
Guerra, tattica e camminate
Unicorn Overlord, come ripetuto diverse volte, è un gioco estremamente focalizzato sull’esperienza strategica. Differentemente da altri grandi titoli di questo genere, però, la mappa di gioco non è composta come una scacchiera ma permette un movimento completamente libero (per la maggior parte del tempo, per lo meno).
Potremo infatti muovere liberamente i nostri team sulla mappa di gioco, e in caso di unità volanti avrete libertà totale di movimento anche in zone normalmente irraggiungibili per le unità a terra. Tutto ciò rende molto fluido il flow di gioco e permette anche di switchare tra diversi team se fossero vicini tra loro in caso di collisione con un team avversario.

Ovviamente le condizioni della mappa influenzano l’andamento della battaglia; per esempio, in caso di terreno sabbioso, i nostri movimenti saranno particolarmente ostacolati alle unità di terra, e viceversa in alcune mappe più avanzate saranno le unità aeree a incontrare diverse problematiche di movimento.
E, come ogni buon strategico che si rispetti, anche in Unicorn Overlord avremo a disposizione una grandissima quantità di personaggi e di classi, ognuna specializzata in qualcosa di diverso e nell’uso di armi e armature, nonché abilità e magie. Ognuno di questi personaggi dovranno poi essere uniti in una stessa squadra in modo sapiente, così da poter creare dei battaglioni in grado di affrontare virtualmente qualsiasi tipo di avversario che vi si parerà davanti.
Inizieremo il gioco con delle squadre composte da 2 personaggi, e man mano che proseguiremo nell’avventura potremo espanderle per arrivare a comprendere 6 soldati per ogni squadra. Come detto sopra, la capacità di mixare i diversi componenti delle squadre permette di ottenere dei team veramente molto vasti, che siano particolarmente focalizzati verso un modo unico di combattere (come potrebbe essere un team di maghi, estremamente orientati all’uso della magia) oppure un team misto, utile nelle schermaglie per affrontare un po’ tutte le tipologie di battaglie.

Esiste, inoltre, un vasto sistema legato ai mercenari, assoldabili all’interno di alcune strutture specifiche e perfetti per integrare i personaggi dotati di nomi univoci a delle truppe più generaliste, ma in grado di completare i team al loro meglio.
Durante le fasi di battaglia potremo anche avvalerci dell’uso di oggetti e strumenti vari, atti a curare i nostri soldati feriti in battaglia o a sfruttare determinati boost specifici che potrebbero andare a cambiare le sorti di battaglia, oppure farci guadagnare più esperienza o anche evitare una morte precoce a qualche combattente.
Unicorn Overlord XII
Parliamo ora però del punto focale più importante di questa produzione, ovvero il suo combat system, particolarmente ricco e profondo e dotato di un ottimo grado di attenzione a tantissimi dettagli interessanti.
Anzitutto, ogni personaggio può essere equipaggiato con almeno un’arma, un oggetto difensivo (come uno scudo) e uno strumento extra che può aiutarti sia in attacco che in difesa, ma anche contribuire ad aumentare le nostre statistiche magiche e non solo. Ogni arma non modifica solo le statistiche, ma molte di loro possono portare anche abilità speciali particolarmente utili o potenti, come la possibilità di avvelenare al primo colpo il nostro avversario, causandogli non pochi grattacapi.

La parte veramente interessante, però, è legata agli automatismi del combattimento. Una volta iniziato lo scontro, i nostri soldati affonteranno i loro avversari ponendosi in file da 3 soldati davanti e 3 soldati dietro. Già questo lascia spazio al primo pensiero strategico poiché in base a come posizioneremo i nostri combattenti potremo sfruttarne le qualità difensive e offensive.
Subito dopo entreranno in vigore le Tattiche, veri e propri automatismi che rimandano prepotentemente al gameplay di Final Fantasy XII, e che anche qui funzionano in modo splendido. Tali automatismi non sono altro che una serie di comandi da eseguire in serie, e più proseguiremo nell’avventura e più ne sbloccheremo, rendendo ancora più varie e intricate (e intriganti) le battaglie che andremo ad affrontare.
Ed esattamente come in Final Fantasy XII avremo modo di “programmare” questi automatismi, andandoli a cucire alla perfezione in base alle nostre necessità sulla moltitudine di personaggi a disposizione. Potremo quindi scegliere una categoria, ovvero il macro argomento che riguarda questi automatismi, e la condizione, ovvero quella condizione specifica che permette a una determinata condizione di attivarsi e verificarsi. Potremo quindi collegare un’azione (posta in una scala di priorità) a una o due condizioni differenti.
Riuscire a masterare questo meccanismo è fondamentale per la buona riuscita delle nostre battaglie. Ovviamente le abilità proprie delle armi possono arrivare a influenzare questo meccanismo, mentre la maggior parte agiscono all’infuori di esso.

Ultimo, ma non ultimo dettaglio, riguarda la durata di queste battaglie. Prestate sempre molta attenzione a come muovete le vostre truppe sulla mappa, poiché non avrete un tempo infinito per completarla al meglio. È fondamentale conquistare più strutture nemiche possibili, poiché queste aumentano il vostro punteggio finale e, quindi, vi danno accesso non solo a risultati migliori ma anche a più soldi e medaglie, dove queste ultime risultano fondamentali per sbloccare più team e per poterli espandere, in modo da contenere in ognuno di loro più combattenti.
A voler essere veramente pignoli, l’unico dettaglio un po’ fastidioso riguarda proprio le fasi di creazione dei team. Scegliendo i personaggi da allocare all’interno della squadra non si trova un simbolo o un segnale che ne sottolinei la presenza all’interno di un’altra squadra già fatta, rischiando dunque di portare il giocatore a spostare un personaggio da una squadra all’altra inavvertitamente. Piccolezze in un gioco mastodontico come questo, ma sembrava più che corretto segnalarlo.
Un quadro in movimento
Venendo ora a un altro punto molto forte di questa produzione, lo stile artistico tipico di Vanillaware si riconosce ancora una volta come uno stile veramente unico e sorprendente. Unicorn Overlord è veramente una gioia per gli occhi in ogni suo ambito.
Che si parli della mappa di gioco, costruita qui come una mappa praticamente open world dove potremo muoverci liberamente per esplorarla e affrontare le nostre battaglie, cercare oggetti e punti d’interesse vari, o che si parli dei terreni di scontro, il gioco è sempre meraviglioso.
Ancora più belle sono poi le scene animate, dove la maestria di Vanillaware emerge prepotente nel modo che hanno di dar vita ai loro personaggi, riuscendo a donar loro veramente la vita grazie a movimenti ben costruiti, espressività quasi uniche a fronte di tantissimi personaggi a disposizione e molto ben distinte tra loro e molto altro. Abbiamo scritto un approfondimento proprio in merito allo stile Vanillaware, cresciuto e migliorato di volta in volta nel corso degli anni, tra una produzione e l’altra.

E, come detto già in quel pezzo, Vanillaware farà anche pochi giochi, ma il livello di qualità è sempre particolarmente alto in ogni suo ambito.
Per quanto riguarda le performance a livello tecnico, invece, Unicorn Overlord si presenta sull’ibrida di Nintendo al suo massimo splendore, con una risoluzione pari a 1080p in modalità docked e 720p in modalità portatile. In entrambi i casi il framerate si assesta sui 60 fotogrammi al secondo molto stabili, rendendo l’intera esperienza di gioco incredibilmente ottima e perfettamente cucita attorno all’esperienza portatile di Nintendo Switch.
In definitiva
Insomma, Unicorn Overlord è praticamente l’opera magna di una software house che ha sempre dimostrato di saper produrre titoli di grandissima qualità. Le sue potenzialità ludiche sono espresse ai massimi livelli possibili, il lato strategico risulta sempre fresco e divertente e lo stile grafico di Vanillaware è una delle cose più belle e ben fatte che possiamo trovare sul mercato.
Vale la pena acquistarlo? Dopo questa recensione non c’è nemmeno bisogno di sottolinearlo.
