Toby: The Secret Mine – Recensione

L'avventura ci chiama senza preavviso in Toby: The Secret Mine, titolo indie per Wii U molto interessante ma con un grande, grandissimo,difetto.

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Genere: Puzzle Platformer
Multiplayer: No
Lingua/e: Inglese

Oh piccolo Toby, creatura paffutella e indefinita che passi le tue giornate nella natura circondato dai tuoi amici, cosa ti attende in questa avventura per Wii U che tanto ricorda classici indie come Limbo? Quali imprese dovranno compiere i giocatori che hanno pazientato tanto prima di mettere le mani su questo titolo apparso su Steam nel 2015? Sediamoci e raccontami… tempo ne abbiamo: più o meno le due ore necessarie a portare a termine Toby: The Secret Mine, puzzle platformer gradevole e interessante il cui più grande punto debole risiede nella sua natura derivativa che lo àncora nel marasma dell’offerta digitale di eShop. Ma c’è del buono in questo titolo? Dipende da voi.

toby the secret mine wii u screen

Toby: The Secret Mine è uno di quei titoli che parte senza preavviso, introducendoci al mondo di gioco senza preamboli di sorta e consegnandoci un incipit immediato e conciso che muove le nostre azioni: un bel giorno qualsiasi, in una vita da Toby qualunque di cui non conosciamo abitudini e attitudini, una creatura dalle stesse sembianze ma fisicamente più corpulenta e minacciosa rapisce uno dei suoi amici (familiari? compaesani? libera interpretazione ci è lasciata in merito). Dando ascolto al proprio istinto, il piccolo Toby si lancia però al suo inseguimento, incurante delle conseguenze. Da qui ha inizio un eroico viaggio lungo un puzzle-platformer 2D che ricorda esteticamente la già citata opera prima di Playdead e, a livello di gameplay, si accoda alla branca di titoli che vedono in Antoher World e Prince of Persia i propri capostipiti. Armati di null’altro che della capacità di saltare e interagire con gli elementi di gioco predisposti, sarà nostro compito superare una serie di stage in cui vengono poste sfide di diversa natura: si inizia con compiti semplici, quali spostare delle casse da utilizzare come piattaforme per raggiungere punti elevati o cercare interruttori nascosti in aree invisibili all’occhio, per poi passare a momenti di puro platforming o situazioni in cui è necessario padroneggiare tempismo e sfruttare le fisica a proprio vantaggio.

toby the secret mine wii u screen

Da questo punto di vista la varietà è decisamente soddisfacente e si denota anche una certa bravura nel level design, il quale difficilmente abbandona il giocatore ma elargisce quasi sempre gli indizi necessari a identificare il tema delle meccaniche che contraddistinguono una determinata sezione di gioco. Certo ci sono alti e bassi, con situazioni in cui forse questi consigli sono fin troppo palesi ed altre in cui servirebbe maggiore chiarezza (o semplicemente più tempo per visualizzare le informazioni), ma l’efficacia con cui si passa dall’azione agli enigmi garantisce una certa freschezza, in special modo quando entrano in gioco condizioni più severe come limiti di tempo o si riducono consistentemente i tempi di reazione richiesti. Certo è che raramente ci si trova a fare due volte la stessa cosa e quando capita vi sono sempre nuovi elementi collaterali a mescolare le carte in tavola. A parte un paio di occasioni in cui è davvero il caso a farci capire come superare un determinato punto o si è obbligati a scendere a compromessi con la fisica di gioco, in generale veniamo messi alla prova in tutti i campi: che sia la nostra abilità nel controllare Toby ed evitare gli ostacoli, la capacità di interpretare gli enigmi o l’abilità nel memorizzare i pattern di nemici e pericoli per superare indenni delle vere e proprie stanze della morte, ne risulta un’esperienza davvero completa e dalle indubbie qualità, che vede scricchiolare il suo equilibrio unicamente nello stage finale, forse troppo legato ad elementi randomici in grado di far vacillare anche i giocatori più pazienti all’ennesimo restart.

toby the secret mine wii u screen

Se il gameplay si fregia di una buona dose di qualità, l’impianto tecnico – pur non stupendo – fa il suo dovere, contrastando in modo convincente e coerente il nero di protagonisti, strutture e ombre con i colori caratteristici dell’area di gioco. La predominanza delle tinte scure viene inizialmente mitigata dalla luce che riverbera sul nostro schermo, con un effetto “lens flare” che non si pone al giocatore come semplice orpello grafico, rappresentando invece un sottile feedback psicologico che ci vuole ricordare quanto ci stiamo allontanando dalla nostra casa e addentrando invece in profondità sconosciute. Non di sole tinte scure però si fregia la cosmesi grafica, che cerca (immancabili) digressioni in aree nevose che allentano effettivamente il carico posto ai nostri occhi, costantemente impegnati a discernere piccoli dettagli nell’opprimente oscurità. Buona la gestione dei livelli di parallasse per quel concerne fluidità e profondità di campo. Nel complesso comunque ottima la resa a schermo, il cui unico limite è la risoluzione 720p che crea i consueti piccoli problemi di aliasing, ignorabili però in virtù della generale pulizia video e della semplicità delle tinte utilizzate. Ottimo, forse perfino superiore, l’impatto del titolo durante l’off-tv, anche se la lucidità dello schermo del Gamepad invita a cercare una posizione adeguata per godere al meglio del particolare stile grafico. Allo stesso modo anche l’audio non cerca di stupire o impressionare, dando risalto ai rumori ambientali a cui si accompagnano i vari temi musicali che – a confronto – paiono quasi accennati. Il rumore del vento, della pioggia o dei nostri passi sul legno è importante al pari dello score di gioco, che prende il controllo dell’audio unicamente nelle fasi un cui è necessario alzare il ritmo, con il caratteristico tamburo che imparerete presto a metabolizzare come messaggio a cui rispondere con prontezza. Le melodie non cercano dunque di imporsi sul palcoscenico, ma si insinuano con leggerezza nella nostra mente, riemergendo con dolcezza durante i brevi titoli di coda.

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Quali dunque le incertezze di un titolo che finora pare esprimersi positivamente in ogni suo aspetto? Sicuramente va chiamata in causa la durata complessiva, che al netto di tutti gli errori e i tentativi extra per superare le sezioni più impervie, difficilmente raggiungerebbe le due ore di gioco, anzi. Espediente per allungare l’esperienza è il ritrovamento degli altri piccoli “Toby” che troviamo prigionieri nei punti meno raggiungibili dei vari livelli, ma risulta quasi impossibile recuperarli alla prima run per via dell’inconscia tendenza a proseguire per andare oltre in alcune situazioni davvero ostiche, che non lasciano il tempo di guardarsi intorno. Rimanendo poi in ambito “trial & error”, purtroppo in alcuni punti si palesa la difficoltà nel comunicare al giocatore, quantomeno in modo efficace, cosa lo attende, dando l’impressione che senza la necessaria e obbligatoria “prima morte” non sia possibile avanzare. È sottile la linea che separa il lecito utilizzo di questo stratagemma di design da quello che a conti fatti può essere definito “abuso”, soprattutto considerando come la prima parte scorra in maniera davvero molto fluida. Il tutto poi si scontra col prezzo richiesto per acquistare il titolo su eShop, 9.99€: assolutamente adeguato se teniamo conto della qualità risposta nella produzione, difficilmente giustificabile invece per la brevità della stessa. Sta dunque al valore che il giocatore dà alla durata di un titolo, al momento di sborsare i propri risparmi, che risiedono le chance di successo di questo Toby: The Secret Mine, anche in considerazione dei difetti emersi.

Terminata l’avventura principale in circa 2 ore con un codice di gioco gentilmente fornitoci dallo sviluppatore
Pro: Belle idee di gameplay e buona varietà nella loro implementazione. Stile grafico accattivante.
Contro: Troppo breve e in alcuni casi difficile capire bene cosa fare: sotto questo aspetto si poteva fare sicuramente meglio
6.5

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