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Oddworld New ‘n’ Tasty – Recensione

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Dato di fatto: viviamo nell’era delle remaster, delle versioni in hd, delle edizioni complete di DLC. Il videogioco, strumento nato nel nome dell’innovazione più totale, in questa ottava generazione di console sta rivolgendo troppo spesso […]

Dato di fatto: viviamo nell’era delle remaster, delle versioni in hd, delle edizioni complete di DLC. Il videogioco, strumento nato nel nome dell’innovazione più totale, in questa ottava generazione di console sta rivolgendo troppo spesso […]

Wii U
Oddworld New 'n' Tasty Wii U Recensione
Febbraio 19, 2016
Genere
Platform - Puzzle Game
Lingua
Testo in italiano, doppiaggio in inglese
Multiplayer

Dato di fatto: viviamo nell’era delle remaster, delle versioni in hd, delle edizioni complete di DLC. Il videogioco, strumento nato nel nome dell’innovazione più totale, in questa ottava generazione di console sta rivolgendo troppo spesso il suo sguardo verso il proprio passato: ciò si manifesta, oltre che con uscite spesso uniformate al trend, ad appunto tutta una serie di ripescaggi di titoli più o meno meritevoli.

Gli utenti Nintendo sono però, storicamente, fortunati sotto questo punto vista. Da una parte per un’attitudine mai dormiente verso il nuovo e l’esperimento da parte della casa di Kyoto. Dall’altra perché le riedizioni dei suoi vecchi titoli sono sempre ben prodotte e al passo coi tempi. Molto, ad ogni modo, dipende chiaramente dal valore del gioco originale e delle sue idee. In quest’ottica, Oddworld si manifesta come una batteria in legno fatta a mano, i cui tamburi suonano vigorosi e seducenti anche generazioni dopo.

Nel 1997 i ragazzi Oddworld Inhabitants sfornarono Oddworld: Abe Oddysee, un’avventura assolutamente fuori di testa, originale e divertente. Che il tempo non ha scalfito: godiamone quindi su Wii U dopo tanta attesa.

Oddworld New 'n' Tasty Wii U Recensione
Al galoppo, si parte!

Oddworld New ‘n’ Tasty, in realtà, non è un remaster in senso stretto. Si tratta piuttosto di un rimescolamento della trama del gioco originale, modernizzato dal punto vista tecnico.

La fabula è tanto semplice quanto appassionante, oggi come allora: nei panni del carismaticissimo Abe, dovremo tentare di liberare gli altri membri della nostra etnia aliena, i Mudokon, dai folli piani spietatamente capitalistici dei Glukkon, proprietari dei Mattatoi Ernia, azienda leader nella produzione di snack a base di carne di altri alieni. Gnam. Alle dipendenze di questi spietati imprenditori, gli Slig, accompagnati dai loro “cani” Slog. Altre tipologie di viventi completano la demografia del gioco, ognuna con le proprie peculiarità e tratti subito riconoscibili, a formare un mondo assolutamente ben fatto che rimane impresso nella memoria con ogni suo dettagli. Il tutto in un’atmosfera che ruota intorno a quella della storia delle grandi dittature e dei grandi genocidi di cui la storia dell’umanità s’è macchiata: i Mudokon, naturalisti e dediti alla meditazione, possono ricordare gli indiani d’America contro i Glukkon dediti al guadagno senza scrupoli, o ancora sono rinchiusi in aree chiamate Zulag, chiaro riferimento ai campi di concentramento sovietici. Se a ciò aggiungiamo la goffa simpatia di cui il protagonista è portatore, l’empatia per questo personaggio non può che risultare totale.

Oddworld New 'n' Tasty Wii U Recensione

Insomma, il riferimento va a chi non s’è mai approcciato alla saga storica: cos’è Oddworld New ‘n’ Tasty?

Bisogna procedere con ordine, perché il gioco si snoda attraverso numerose e differenti meccaniche, senza però risultare complesso o mal oliato.
Principalmente, Oddworld è un platform 2D. Buonissima parte delle abilità del giocatore dovranno essere concentrate su salti a tempo, corse millimetriche e ostacoli da superare. Tuttavia non smetteremo mai, GamePad alla mano, di ragionare analiticamente: le sezioni hanno tutte una soluzione ben precisa, leve che van tirate e bottoni da premere affinché tutto si incastri: perciò siamo di fronte, nitidamente, ad un puzzle game, sebbene molto dinamico nei modi. Infine, una piccola menzione potrebbe essere fatta come gioco stealth, in quanto Abe sarà sempre disarmato (approfondiremo il punto a breve) mentre i nemici, ovviamente, sono attrezzati fino ai denti. Quale miglior scelta, se non quella di sgusciare di soppiatto tra di essi, come il miglior Solid Snake o Sam Fisher che si voglia?

Lo scopo del nostro pericolosissimo peregrinare risiede nel liberare gli altri Mudokon prigionieri dei Mattatoi Ernia, 299 in questa edizione. Ma starà a noi decidere se salvarli tutti o solo quelli che servono alla nostra fuga dall’incubo: si configura così, oltre ad un approccio psicologico personalissimo, un’ottica d’azione differente per i completisti.

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Ecco come faremo.
Lo strumento di cui Abe si serve, e che rappresentò una trovata impressionante che resta tuttora geniale, è la parola. Potremo infatti comunicare con i nostri compagni per dar loro direttive e farci seguire verso i portali degli uccelli, ingresso alla libertà. Tali pasaggi si attivano mediante il canto. Esattamente. Tenendo premuti ZL e ZR, intoneremo una litania, simile nel suono ad una meditazione, che serve anche per prendere possesso della mente dei nemici: finché non la si prova, non si ha idea di quanto divertente e per certi versi liberatoria possa essere questa capacità. Avremo la possibilità infatti (dove non sono presenti i robot sentinelle che disattivano questo nostro potere) di far fare ai nostri aguzzini quello che desideriamo, compreso utilizzare le loro armi, e ce ne libereremo solo facendoli implodere in una fontana di sangue e pezzi di carne – cercate di non diventare dei sadici assassini come loro.

Qui però si manifesta il primo difetto della produzione, che farà male probabilmente solo a chi ha giocato l’episodio originale. Signore e signori, abbiam perso il doppiaggio italiano. Ciò non rappresenta una tragedia in termini di approccio alla giocabilità, in quanto i vocaboli che pronunceremo sono tutto sommato pochi e molto elementari, e per buona parte versi alieni. Ma chiunque abbia ascoltato la voce di  Abe in italiano, non può non ricordare quanto questa fosse efficace, buffa, indimenticabile. «Seguimi», «Ok». Grave e colpevole mancanza.

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Oltre alle nostra capacità, potremo interagire con bestie da cavalcare e altri strumenti di gioco, e non solo. Senza scendere troppo in dettagli e conseguentemente in spoiler, siamo al cospetto di un gameplay ricco, variegato, privo di sbavature e immutato nel tempo in quanto a carica di gioco. Ottimo.

Mi sento di dare una piccola dritta, dal menu delle opzioni: conviene attivare la corsa pigiando un apposito tasto, e non lasciarla impostata automaticamente come da impostazione predefinita. Questa piccola premura rende la giocabilità identica all’originale, e migliora di molto l’azione, dal momento che in moltissime sezioni dovremo far attenzione ad ogni singolo passo.

La quest principale scorre forse brevemente, ma non dobbiamo dimenticare due cose, una opzionale e una congenita. La prima, riguarda la scelta di portare a termine il titolo salvando tutti i 299 Mudokon imprigionati. La seconda, è che Oddworld è assolutamente un trial and error come quelli de ‘na vorta. Non sempre si supereranno le varie sezioni al primo tentativo, alcune richiedono vari esperimenti prima di essere sciolte. Una gradita aggiunta in questa direzione è il salvataggio veloce. La durata totale del gioco ha quindi un buon equilibrio, e c’è da aggiungersi una minimale modalità cooperativa.

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Boni…Ttate boni…

Passiamo al versante tecnico, e qui son gioie e dolori.

Sullo stile dell’opera, ogni parola oltre alle immagini è superflua. Il mondo creato dagli Oddworld Inhabitants, Inc. è a dir poco incantevole: gli scenari aperti sono di un fantascientifico meraviglioso, quelli chiusi grotteschi e claustrofobici al limite dell’horror, i personaggi tutti caratterizzati con cura e tratti riconoscibilissimi. La nuova resa grafica poi, l’alta definizione, modernizza un’ispirazione che già di suo è elevatissima. Anche le musiche si attestano su simili livelli, sempre opportune, il sottofondo segue l’azione con la giusta enfasi.

A spezzare (solo in parte) l’incantesimo, irrompe però lo scarso adattamento del prodotto. Abbastanza frequenti i rallentamenti, e decisamente lunghi alcuni caricamenti. Dossi trascurabili di fronte ad un’esperienza di gioco così ben riuscita, ma non mi stupirei se un utente Wii U storcesse il naso di fronte ad un altro titolo meno fluido e compatto rispetto alle altre console in circolazione. Un peccato, a tratti un’arrabbiatura.

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Concludiamo.

Oddworld New ‘n’ Tasty è come una bellissima composizione di fiori incastrata in un vaso difettoso. Se ne percepisce tutto il profumo e gli straordinari colori, ma compare alle volte un passeggero senso di stonatura.

Resta comunque un titolo da giocare assolutamente, per chi ha già avuto modo quasi vent’anni fa di goderne, ma soprattutto per chi invece non s’è mai addentrato nei Mattatoi Ernia. Ad un basso prezzo di vendita, per giunta.

Per il motivo più semplice e comunque più complesso e importante dei videogiochi: è incredibilmente divertente.

Seguimi.

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8.0

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