L’evoluzione di un’ambizione tra citazioni d’autore e identità propria
Quando ci si approccia all’esordio su console ad alto budget di uno studio come Shift Up, conosciuto nel mercato mobile per Goddess of Victory: Nikke, il rischio di trovarsi di fronte a un mero esercizio di stile era decisamente elevato. Presentarsi sul mercato console guidati dalla visione dell’artista e game designer Hyung-Tae Kim rappresentava una scommessa audace, inserita nel fenomeno industriale che vede i team dell’Asia orientale conquistare sempre di più il panorama degli action single-player.
Un po’ di pregiudizi li avevo anche io, dato che fin dall’inizio avevo visto Stellar Blade come una sorta di copia cinese (in questo caso coreana) di Bayonetta mista a NieR: Automata (ed effettivamente un po’ è così), ma alla fin fine Stellar Blade: Complete Edition si rivela essere una raffinata sintesi ludica di quei riferimenti illustri. Abbiamo infatti la precisione ritmica, l’esuberanza stilistica e la spettacolarità coreografica di Bayonetta, il tutto con l’atmosfera sci-fi post-apocalittica e la malinconia poetica di NieR: Automata.

Il pericolo dunque di confezionare un insieme di roba priva di anima era reale ma, per fortuna, non è stato così e anzi Stellar Blade riesce a farsi amare per ciò che è e non per ciò che imita.
La caduta della Terra e il dogma delle colonie
La premessa narrativa si muove sui binari della fantascienza post-apocalittica più cupa. L’umanità è stata scacciata dalla Terra a causa dell’invasione dei Naytiba, mostruose entità bio-meccaniche che hanno ridotto il pianeta a una landa desolata e i pochi superstiti si sono rifugiati in una Colonia spaziale orbitale guidata dall’entità suprema Mother Sphere. Noi vestiamo i panni (quei pochi che ci sono) di Eve, soldatessa del 7° Squadrone Aereo inviata sulla superficie terrestre con una missione tassativa: eliminare gli Alpha Naytiba e recuperare gli Ipernuclei per restituire energia all’umanità.
L’incipit è immediato: lo sbarco si trasforma in un massacro e la compagna Tachy viene abbattuta. Tratta in salvo dallo sciacallo Adam, Eve fa la conoscenza dell’ingegnera Lily e raggiunge Xion, l’ultimo baluardo urbano in cui gli ultimi umani sopravvivono in stasi criogenica guidati dal saggio Orcal.
Come potete notare, la sceneggiatura e l’originalità non rappresenta il punto di forza della produzione: Hyung-Tae Kim si è definito un “visualista e non uno storyteller“, e la scrittura risente di una certa prevedibilità nei colpi di scena. Nonostante ciò, la storie delle origini degli Andro-Eidos e dei Naytiba regala spunti affascinanti, arricchiti da documenti e memory stick sparsi negli ambienti che spingono al completismo.

Danza di lame, postura e abilità
Il vero cuore di Stellar Blade risiede nel suo rigoroso e spettacolare sistema di combattimento. Ogni scontro richiede studio dei pattern avversari e tempismo chirurgico e tutto gravita attorno a due pilastri: la Parata Perfetta e la Schivata Perfetta.
Deviare un fendente nell’istante esatto azzera i danni subiti e consuma i punti equilibrio del nemico che, una volta azzerato, permette di esibirsi in un attacco devastante con animazioni di rara potenza visiva capace di infliggere ingenti danni alla salute dei boss. La Schivata Perfetta permette invece di eludere gli attacchi imparabili segnalati da precisi bagliori cromatici. Padroneggiare queste mosse sblocca attacchi avanzati come un teletrasporto alle spalle del nemico o un balzo all’indietro con colpo stordente, in base all’approccio usato dal nemico. Abbiamo poi le Abilità Beta che si alimentano con l’energia accumulata dalle parate perfette: spendendo questa risorsa si scatenano fendenti ideali per demolire gli scudi nemici. Ci sono poi le Abilità Burst che attingono l’energia dalle schivate perfette e sbloccano devastanti attacchi ad area e potenziamenti temporanei.

A questi si aggiungono tante altre abilità sbloccabili nel corso dell’avventura che rendono il combat system complesso (nel senso buono del termine) ma appagante, riuscendo a rendere i combattimenti spettacolari e al tempo stesso impegnativi.
Mappe semi-aperte, accampamenti e vita a Xion
La struttura di gioco adotta una formula ibrida, alternando sezioni lineari cinematografiche come Eidos 7, Altess Leboa e Matrix 11 a due imponenti macro-aree semi-aperte: le Terre Desolate e il Deserto Grande.
L’esplorazione si ramifica attorno all’hub di Xion: nel deserto l’avventura è scandita dalla presenza degli Accampamenti in cui è possibile utilizzare distributori automatici per ricaricare munizioni e sintetizzare materiali, ascoltare musica tramite il lettore di dischi e riposare sulle sedie per ripristinare la salute, azione che provoca il respawn dei nemici nell’area.
Le mappe sono costellate di casse chiuse da codici o minigiochi di violazione, rompicapo ambientali, sezioni di scalata e tanto altro per distrarsi dalla missione principale. Tutte cose che ho apprezzato, anche se il level design manifesta qualche incertezza nelle fasi platform: la risposta nei salti e l’aggancio alle sporgenze risultano a tratti rigidi e imprecisi, con le quest secondarie che soffrono talvolta di ripetitività, ma vengono ricompensate dal ritrovamento di materiali e dei Nano Suit, i costumi estetici per la protagonista che ce la fanno apprezzare in ogni modo.

Complete Edition: di tutto e di più
L’uscita di questa Complete Edition su Nintendo Switch 2 rende l’offerta di gioco incredibilmente ricca, includendo nativamente tutti gli aggiornamenti gratuiti e i DLC pubblicati finora. Troviamo fin da subito la modalità Boss Challenge per sfidare nuovamente i boss con classifiche dedicate, l’esteso New Game+ e la Modalità Fotografica completa di selfie-quest per sbloccare sfondi e variazioni estetiche.
Sul fronte delle collaborazioni, il pacchetto vanta ben due crossover di rilievo: l’apprezzatissimo DLC dedicato a NieR: Automata (con il bizzarro mercante Emil vagante nel deserto pronto a sbloccare le tenute di 2B, A2 e 9S) e l’espansione incentrata su Goddess of Victory: NIKKE. A questi si aggiungono i bonus esclusivi della Complete Edition, tra cui il set di costumi Stargazer per Eve, Adam e Lily, gli occhiali Half-Rim, gli orecchini Quadruple Rectangle, la tenuta Planet Diving Suit, i pack Stargazer e Fluffy Bear per il Drone oltre a quattro costumi nati dalla collaborazione con Bayonetta (Bayonetta, Jeanne, Suora e Trecce Nere).

Ho apprezzato la gestione degli eventi stagionali tramite interruttore dedicato nelle impostazioni: nel menu di gioco è presente una voce che permette disabilitare a piacimento le decorazioni e la colonna sonora festive a Xion e nelle mappe, cosa che per una prima run gli sviluppatori consigliano di fare.
In questo modo, chi preferisce conservare un tono rigoroso e desolato può spegnere gli eventi in qualsiasi momento, mentre chi ama le note festive può attivarli quando vuole.
Sinfonia apocalittica, doppiaggio e accessibilità
Parlando del comparto audio, tocchiamo vette di produzione eccezionali. La colonna sonora, impreziosita dalle composizioni dello studio MONACA di Keiichi Okabe (guardacaso, compositore della OST di NieR Automata), spazia tra malinconici arpeggi di pianoforte, brani vocali e incalzanti tracce techno-rock ed orchestrali durante i duelli con i boss. L’impatto sonoro è maestoso e forgia l’identità dell’opera.
Un po’ meno riuscito il doppiaggio in lingua italiana che è di ottimo livello per i personaggi principali, ma che cala abbastanza nella qualità di recitazione per tutti gli altri. Anche il lip-sync in più di qualche occasione non è perfetto, a differenza di quello che troviamo nel doppiaggio originale coreano che risulta essere il migliore di tutti.

L’infrastruttura tecnica e le funzionalità su Nintendo Switch 2
I dubbi su come un gioco così caotico e veloce potesse girare su Switch 2 erano leciti, ma posso dire che lo studio SHIFT UP ha svolto un lavoro di ottimizzazione e integrazione hardware più che buono. Il titolo punta all’obiettivo dei 60fps sia in modalità portatile che in dock, combinando la tecnologia di upscaling NVIDIA DLSS con la generazione dei frame AMD FSR 3.1. A questo proposito c’è da fare una precisazione: la combinazione delle due tecnologie crea qualche problema di imput lag e artefatti visivi. Sì, attivando l’AMD FSR 3.1 sembra tutto più fluido, ma allo stesso tempo anche “rallentato” e ciò provoca un leggero imput lag che nei combattimenti, in un gioco come questo, si nota.
Per fortuna gli sviluppatori hanno reso questa tecnologia disattivabile ed è ciò che consiglio: in questo modo si sfrutterà solo l’NVIDIA DLSS che fa benissimo il suo lavoro (tranne sui capelli, ma su quello ormai sappiamo che su Switch 2 sarà sempre così) e, anche se limitata a 30fps, la stabilità del frame rate permette di giocare senza alcun problema.
In generale, al di là del frame rate, graficamente il gioco ha subìto sicuramente un downgrade rispetto alle controparti già uscite sulle altre console, con risoluzione più bassa ed effetti di luce e particellari molto meno spettacolari, e per un gioco che fa proprio della spettacolarità il suo punto di forza è un po’ penalizzante. Stellar Blade su Nintendo Switch 2 resta comunque molto godibile sia su TV che in modalità portatile e, nonostante i compromessi, l’avventura di Eve resta bella da vedere anche sull’ibrida di Nintendo.

Sul fronte dei controlli, la flessibilità è totale: sono supportati nativamente i comandi touch, il puntamento giroscopico, i sensori di movimento e perfino i controlli tramite mouse con i Joy-Con 2, consentendo di adattare la mirata delle armi a distanza del drone al proprio stile preferito. La risposta tattile sfrutta il sistema HD Rumble 2 con un feedback aptico calibrato per restituire la vibrazione dell’acciaio durante i parry e l’impatto dei colpi. Completa il quadro un sistema di ridimensionamento automatico dell’interfaccia e dei testi, che garantisce leggibilità perfetta al passaggio tra il grande schermo e il display portatile.
Nota di grande valore che mi sento di sottolineare, l’edizione su cartuccia contiene l’intero gioco al suo interno, senza richiedere alcun download aggiuntivo obbligatorio al primo avvio.
La fine della guerra
Stellar Blade: Complete Edition anche su Nintendo Switch 2 si conferma un gioco eccezionale per gli amanti del genere. Pur pagando dazio in termini di originalità narrativa e mostrando qualche imperfezione nelle fasi platform, l’opera compensa ogni incertezza con un sistema di combattimento profondo, magnetico ed incredibilmente soddisfacente.
La ricchezza del pacchetto Complete Edition su Switch 2, arricchito da DLC iconici come NieR e NIKKE, i costumi dedicati a Bayonetta, funzionalità hardware avanzate e un’immensa quantità di contenuti senza microtransazioni, rende questo titolo un acquisto imprescindibile per gli amanti dell’azione pura.



























































