Lo sparatutto per eccellenza torna su una piattaforma Nintendo dopo 14 anni di assenza, e lo fa col pacchetto più completo possibile
Tutti noi conosciamo Call of Duty, la saga videoludica che è diventata il sinonimo del genere Sparatutto in Prima Persona sin dalla lontana epoca della PlayStation 2. Parliamo di una saga leggendaria, in grado di trascinare milioni di giocatori che, mouse e pad alal mano, hanno popolato le loro lobby online e hanno passato anni e anni a sparare in una frenesia di colpi e granate, tra campi devastati dalla guerra a operazioni segrete condotte nei più disparati paesi del mondo, dall’infiltrarsi al lanciarsi in azioni suicide impensabili, e molto molto altro.
E dopo la bellezza di 14 anni che il brand non si presentava su una piattaforma Nintendo, dove l’ultima vera apparizione è stata quella di Black Ops II sul mai abbastanza compianto Nintendo Wii U, Infinity Ward ed Activision muovono i primi passi sulla console ibrida per eccellenza, Nintendo Switch 2, con un porting al day 1 del loro nuovo titolo di punta, ovvero Modern Warfare 4.
E lo fanno in modo semplicemente incredibile, con dei punti assolutamente altissimi e, purtroppo, con anche qualche piccolo difetto di cui tenere conto durante le nostre fasi di gameplay. Sedetevi comodi, indossate la vostra maschera per la visione notturne e preparatevi: Call of Duty è tornato, ed è qui per restare.
La guerra non cambia mai, forse.
La campagna è sempre stata un punto focale dell’esperienza Call of Duty, soprattutto in diversi titoli del passato come la compianta serie Black Ops (soprattutto Cold War) e gli originali Modern Warfare, e dopo diversi anni in cui la stessa non era riuscita ad esprimere al meglio l’anima della serie, in Modern Warfare 4 torniamo nuovamente a livelli molto alti con una modalità storia intrigante, sorprendente e dove l’azione non manca mai di trascinarci con sé in mezzo ad una spietata guerra tra infiltrazioni alla scoperta di una verità nascosta e alle macchinazioni di certi gruppi sovversivi, fino ad una pericolosa e micidiale guerra su strada.

Il nostro primo contatto con questa modalità sarà il soldato Park, distaccato presso la città di Hajin in Corea del Sud, dove lui e altre reclute si stanno rilassando quando, all’improvviso, una forte esplosione getta l’intera città nel panico. Ben presto i giovani soldati si troveranno nel bel mezzo di una guerra pericolosa e sanguinaria.
E, come solito per le campagne di questa serie, anche questa non manca di proseguire in modo paritetico portando avanti diverse linee narrative tutte assieme. È così che torneremo a prendere i panni di un altro noto e importantissimo personaggio della serie, ovvero Price, un ex agente governativo spinto dalla vendetta, e quello di due fratelli Nord Coreani, laddove il leader del paese è venuto a mancare e ha lasciato in mano a loro le redini del paese. Il problema? I due fratelli hanno modi completamente diversi di vedere come dovrebbero funzionare le cose da li in avanti.
Queste tre storie compongono una campagna in grado di accompagnarci per circa 6 o 7 ore, tante ne sono bastate per raggiungere i titoli di coda, e fortunatamente possiamo sottolineare l’assoluta bontà della stessa. Non solo a livello narrativo siamo di fronte ad una storia ben scritta e interessante, ma anche le varie personalità in campo mostrano un ottimo spessore e non si limitano ad essere le solite macchiette di un gioco dove, tutto sommato, l’unica cosa che conta è correre e sparare.
Di una cosa, infine, sono assolutamente certo: se non c’è il suo zampino nel mezzo, quantomeno il buon Michael Bay sarà entusiasta del modo in cui l’azione è resa a schermo in questa campagna.

Un altro punto a favore della campagna di Call of Duty: Modern Warfare 4 è il fatto che Infinity Ward si sia impegnata profondamente per cercare di non renderla noiosa nel giro di pochissime ore. C’è un’ottima alternanza tra fasi di combattimento a piedi e scene d’azione sui veicoli, cosa che aiuta a mantenere alta la soglia di attenzione del giocatore e il livello di divertimento in generale.
Poi, ovviamente, non stiamo parlando di un gioco in cui la storia è tutto, quindi ci troveremo comunque spesso di fronte a delle missioni in cui muoverci di poco fuori dalla linea tracciata dallo sviluppatore ci porterà ad un irrimediabile game over. L’esempio migliore, e il primo cui ci troveremo di fronte, è proprio nelle prime parti del gioco, mentre vestiremo i panni del soldato Park. C’è un tratto in cui rimanere inginocchiati per non farsi riconoscere da alcuni soldati su dei veicoli che passano lungo la strada è fondamentale, e non c’è alcun modo di poterlo fare se non quello di inginocchiarsi dietro ad alcuni ostacoli proprio a bordo strada e attendere. Qualsiasi altra mossa porterà il nostro Park a venir giustiziato sul posto, procurandoci un’evidentissima scritta Game Over.

Unico appunto da tenere in mente: la storia si ricollega per certi versi con Modern Warfare III, e senza giocare quel capitolo potreste perdervi diverse informazioni che qui vengono spiegate in maniera abbastanza frettolosa.
Multiplayer, frenesia e modalità
Entriamo nel vivo dell’azione con la modalità su cui passerete la maggior parte del vostro tempo: parliamo delle svariate possibilità che ci offre il multiplayer online.
Da sempre punto centrale dell’intera esperienza, anche Modern Warfare 4 punta su una varietà di modalità assolutamente divertenti e sfaccettate, pur non stravolgendo il classicismo delle stesse. Avremo infatti modo di giocare a modalità classiche come il Team Deathmatch, il Tutti Contro Tutti, Uccisione Confermata, Postazione, Dominio e molte altre.

A queste, a chiudere uno specchietto composto da ben 11 modalità differenti troviamo due introduzioni inedite:
- Rivendita Armi: una variante a vita singola rivolta principalmente ai fan di Cerca e Distruggi. Le due squadre si dovranno alternare nella difesa e nel tentativo di attaccare l’avversario, dove la novità è data dal fatto che tutti iniziano semplicemente con una pistola e con i soldi guadagnati si potrà potenziare il proprio equipaggiamento, migliorare il proprio setup difensivo e via discorrendo.
- Prima Linea: una modalità 6 vs 6 dove ad ogni morte si ritornerà alla base operativa del proprio team, e dove le uccisioni fatte fuori fuori dalla propria base valgono di più, spingendo i giocatori a muoversi verso il nemico tentando di difendere la propria posizione. Maggiore sarà il bottino raccolto, più pericoloso sarà venir colpiti nelle ultime fasi di gioco.
Parliamo quindi di modalità molto classiche, ma estremamente solide. E se c’è una cosa che abbiamo imparato ad apprezzare di Call of Duty è proprio la solidità delle sue fondamenta. Il tutto infatti si presenta come molto divertente, in grado di farci passare ore e ore di gioco e di divertimento, sia in modalità giocatore singolo online, sia con la lobby di amici con cui scambiarci proiettili vaganti in ogni dove.

Alle varianti classiche si uniscono anche quelle “Veterano“, contraddistinte da un HUD limitato e dal Fuoco Amico attivato (cosa che, sono sicuro, porterà molti dispiaceri tra amici e colleghi, ma anche tante risate). Anche la salute viene ridotta, eliminando tra l’altro il fattore rigenerazione. Affrontate queste modalità, quindi, solo se vi sentite particolarmente pronti ad accettarne le difficoltà e le conseguenze.
DMZ: sopravviverà solo il team migliore
Torna a gran voce anche la modalità DMZ, anche questa completamente disponibile su Nintendo Switch 2 e apprezzabilissima anche sulla piccola console ibrida giapponese. Parliamo di una modalità sopravvivenza in una mappa particolarmente grande, specialmente quella ambientata ad Hajin, dove fare gioco di squadra contro i team avversari diventerà l’unica moneta valida per raggiungere la fine della partita.

Il funzionamento di questa modalità è molto semplice: la partità inizierà con il nostro team lanciato ad Hajin e successivamente separato durante la fase di discesa. Starà a noi ritrovarci e affrontare i diversi nemici sparsi sulla mappa, alcuni controllati dall’AI del gioco mentre altri saranno giocatori in carne ed ossa. L’obbiettivo, chiaramente, è recuperare più bottino possibile e tornare sani e salvi al punto di estrazione.
Ancora prima, ovviamente, avremo modo di scegliere l’operatore, l’equipaggiamento, il punto di atterraggio e la modalità d’ingresso: Missioni Storia, Operazioni Dinamiche o Esplorazione libera. Una volta atterrati, avremo a disposizione circa una ventina di minuti per portare a termine la missione prima che una nube radioattiva ci raggiunga e ci faccia fuori, dinamica che costringe i giocatori comunque a muoversi e a non rimanere mai per troppo tempo nella stessa posizione.

La zona demilitarizzata di Hajin, figlia di una scena importantissima della storia principale di Modern Warfare 4, ci metterà a disposizione più di 60 luoghi da visitare, dove trovare equipaggiamenti e non solo. Zone commerciali, basi militari, località cittadine, quartieri della finanza e molto altro vanno a comporre una mappa veramente ben studiata e interessante.
Anche lo spostamento è un fattore da tenere bene a mente, e in Call of Duty: Modern Warfare 4 potremo scegliere liberamente come: potremo spostarci a piedi oppure sfruttare un ben più vistoso elicottero, un rapido gommone o perché no, un bel mezzo militare. Insomma, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta su come affrontare la mappa di Hajin.
In tutto ciò, è importante fare un giusto distinguo tra le modalità:
- Le missioni storia portano avanti la storia principale e sono ovviamente le più curate
- Le operazioni dinamiche sono obiettivi a più fasi generate di volta in volta ad ogni partita
La base è un altro punto da tenere bene in considerazione durante la nostra routine di gioco in DMZ: la base, che può crescere fino a raggiungere il livello 70, partirà come una compagna spoglia nei primi momenti, ma si arricchirà di sempre più accessori e possibilità man mano che continueremo a giocare nella modalità DMZ. Non importa vincere le partite, i punti guadagnati rimangono al giocatore e contribuiscono al miglioramento generale della nostra base.
Avremo quindi modo di accedere al venditore, con offerte nuove ogni giorno, ad una stampante 3D utile a replicare gli equipaggiamenti trovati in giro, la Bacheca dei boss, la valigetta delle piastrine e l’onnipresente Armaiolo.

Qui, inoltre, veniamo a conoscenza di un’altra dinamica da tenere bene a mente: ogni giocatore avrà a disposizione un tot di operatori, in grado di raggiugnere 18 punti massimi, i quali andranno poi spalmati su tre rami di abilità differenti (combattimento, ricognizione e sopravvivenza) i quali portano a 66 attributi in totale, i quali orienteranno il nostro operatore verso gli scontri con gli altri giocatori oppure verso il saccheggio. Prestate molta attenzione a loro, perché qualora dovessero morire in battaglia dovrete sborsare di tasca vostra per riaverli indietro. E riaverlo indietro significa riaverlo senza tutto l’equipaggiamento che aveva nel momento in cui è stato segnalato come disperso.
Questa modalità è molto, molto divertente e getta il giocatore in un loop che potrebbe portar via diverse ore di gameplay. Bisognerà vedere se Infinity Ward sarà in grado di trattenere i giocatori in un genere che già oggi è pienissimo di competitors estremamente agguerriti, considerando che giochi come Marathon riescono a sopravvivere veramente a fatica pur venendo da un team di sviluppatori esperti come Bungie e potendo contare su un budget piuttosto importante grazie alla presenza di Sony.
Nintendo Switch 2, croce e delizia
È arrivato infine il momento che tutti attendevamo con estrema impazienza. Dobbiamo parlare di Nintendo Switch 2 e di questa conversione a tratti miracolosa. Come si comporta Call of Duty sulla console ibrida giapponese? Potremo sperare di giocarci a lungo o presto non troveremo più persone online con cui condividere le nostre sparatorie?
Iniziamo dividendo le tre modalità principali, perchè tutte loro mostrano differenze abbastanza marcate e dobbiamente dare il giusto spazio a tutte e tre.
La modalità storia è quella che, più di tutti, risulta sofferente su questa console. Con un framerate stranamente bloccato attorno ai 30fps, la modalità storia rappresenta sicuramente il punto debole dell’intera produzione, soprattutto perché al netto di un framerate piuttosto ridotto, non ci troviamo comunque di fronte ad un comparto grafico particolarmente significativo. Attenzione, il gioco è sicuramente bello da vedere e non sfigura sulla console, considerando tra l’altro la compattezza della stessa e il bassissimo consumo energetico.


Al tempo stesso, al framerate ridotto si lega un problema (probabilmente risolvibile con delle patch che arriveranno nei prossimi periodi) imputabile all’input lag dei comandi, a volte particolarmente fastidioso nelle fasi di combattimento più concitate. Mi è successo diverse volte di non riuscire ad eliminare i miei nemici per via dell’input lag, ricevendo di contro la giusta dose di piombo necessaria a ricongiungermi col padre eterno. Speriamo che arrivi in fretta un fix, perché se è vero che la storia è comunque perfettamente giocabile, è anche vero che farlo in queste condizioni risulta particolarmente fastidioso, specie se si è abituati alla fluidità tipica delle console casalinghe come PlayStation e Xbox (per non parlare del PC, ma quello fa categoria a parte).
La modalità DMZ è un po’ una via di mezzo tra la storia e il multiplayer online. Sulle TV compatibili e in modalità portatile raggiunge i 40fps abbastanza stabili, dove però va a sacrificare parecchio il comparto grafico lasciandoci godere di un’immagine un pochino impastata. Niente di drammatico, soprattutto in modalità TV dove il miglioramento è ben più evidente rispetto a ciò che vediamo in modalità portatile, ma c’è da dire che questa differenza tra TV e portatile è ricorrente in tutta la produzione. L’input lag qui risulta tuttavia molto molto migliore, non creando alcun tipo di problema durante le fasi di gameplay.
La modalità Multiplayer Online è quella che, in assoluto, mostra i muscoli anche sulla piccola console ibrida di Nintendo. Tutte le modalità online girano a 60fps molto solidi, l’input lag nei comandi è assolutamente ottimo e la sensazione in gioco è di poter essere pienamente parte del team di giocatori in lotta per la vittoria assoluta.

A livello grafico, le differenze tra modalità portatile e modalità docked sono parecchio marcate. In modalità docked, quindi su TV, il dettaglio grafico è molto buono, con un’immagine a schermo ovviamente inferiore rispetto alle controparti PlayStation e Xbox, ma comunque ottimo e d’impatto. Qui possiamo stare tranquilli anche di fronte a nemici nascosti e lontani dalla nostra linea di vista, non creandoci problemi significativi cercando di individuarli anche qualora fossero piuttosto distanti da noi.
In modalità portatile invece il discorso si inverte. Il framerate rimane identico, ma il dettaglio grafico crolla a picco, restituendo un’immagine impastata e abbastanza scarna, a volte al punto da rendere difficile vedere i nemici se particolarmente lontani dalla nostra posizione. Si spera ovviamente che future patch possano risolvere questo problema, così come accaduto dalla versione beta in cui il gioco presentava moltissimi problemi in più, ma per ora non posso che consigliare caldamente a tutti i giocatori interessati di dedicarsi soprattutto alla modalità TV per godere al meglio di questo gioco.
Ultima nota importante, su questa versione del gioco avremo modo di “personalizzare” alcune impostazioni grafiche, tra cui l’uso dell’upscaling dell’immagine mediante DLSS, possibilità inclusa grazie all’hardware della console, oppure SMAA T2X (in modalità storia) o SMAA Nx (in modalità multiplayer). Queste due possibilità portano con sé alcuni lati positivi ciascuno, dove in generale il DLSS aiuta ad ottenere il risultato migliore, SMAA T2X/Nx a volte permette al framerate di respirare leggermente meglio. In linea di base con il DLSS di Nvidia giocherete senza alcun tipo di problema, ottenendo una buonissima qualità grafica, ma è interessante poter scegliere tra due motori per l’upscaling dell’immagine differenti.
Avremo anche modo di diminuire alcuni effetti grafici come il Motion Blur sia sull’ambiente che sull’arma, opzione che vi consiglio di disattivare velocemente per godere di una qualità e di una stabilità nel framerate superiore. In caso di TV/Monitor compatibile, o di gioco in modalità portatile, è anche presente un’impostazione utile a regolare al meglio l’intensità del rendering in HDR dell’immagine, migliorando la definizione dei colori e, quindi, la fedeltà degli stessi.
Un ultimo appunto sui comandi
Vorrei dedicare un brevissimo specchietto sulle svariate possibilità che offre Nintendo Switch 2 a livello di piattaforma per quanto riguarda i comandi, perché alcuni dettagli potrebbero quasi venir considerati dei cheat nei confronti di altre piattaforme.
La modalità migliore per giocare è ovviamente sfruttando il Pro Controller, più comodo e adatto a sessioni di gioco alla TV e più lunghe, dove i Joy-Con sono da preferire giusto per il gioco in modalità portatile. Tuttavia, ho trovato veramente interessante l’implementazione della modalità mouse dei Joy-Con, la quale risulta veramente divertente sulla giusta superficie. Collegando la console al monitor di un PC, e quindi con un’ampia scrivania a disposizione di fronte a sé, i comandi mouse potrebbero velocizzare non poco l’esperienza di gioco, migliorando la mira e dandoci così un piccolo vantaggio rispetto alle console tradizionali, obbligate all’uso dei soliti pad.
Allo stesso tempo, l’implementazione del giroscopio aiuta tantissimo durante la mira, e questo vale per tutte le modalità di gioco disponibili e per tutti i device che decideremo di utilizzare (Pro Controller, Joy-Con e anche la console stessa qualora stessimo giocando in portatile). Anche poterci far aiutare dal giroscopio potrebbe essere un aiuto non da poco durante le partite, permettendoci spesso una mira più precisa.
Un ulteriore appunto sul crossplay
Una cosa che apprezzo particolarmente di questa versione è il non essere estremamente limitata, permettendo di giocare solo con altri utenti Nintendo Switch 2, a livello di crossplay, evitandone quindi la scomparsa precoce dalle librerie digitali dei videogiocatori affezionati alla piattaforma. Tuttavia, per quanto sul mercato console si possa puntare a giocare abbastanza alla pari (al netto di framerate raddoppiati su altre console), con il PC la situazione è completamente diversa. La velocità sicuramente migliore dei comandi tramite mouse porta uno svantaggio importante a chi gioca su console, e soprattutto per chi su Nintendo Switch 2 vuole giocare in modalità portatile.
Il mio consiglio, quindi, è di mantenere attivo il crossplay, ma di escludere i giocatori della piattaforma PC, così da potersi divertire di più e poter quindi combattere le proprie battaglie ad armi “il più paritarie possibili”. E no, i comandi mouse dei Joy-Con non sono precisi e veloci come un buon mouse da gaming.
In definitiva
Call of Duty fa un glorioso ritorno su Nintendo Switch 2 con un prodotto di qualità altissima, ricco di modalità di gioco e pronto a sottrarci diverse ore di sonno con le sue svariate modalità online e la possibilità di venir giocato praticamente ovunque. Alcuni difetti della produzione sono ovviamente dovuti ai limiti della piattaforma, mentre altri andranno sicuramente corretti con le future patch di aggiornamento che arriveranno da oggi fino alla fine del suo supporto. Resta il miracolo tecnico compiuto dal team di sviluppo, il quale è riuscito a portare un gioco mastodontico su un hardware modesto, cosa assolutamente impensabile sulla passata generazione di Nintendo, al netto di diversi miracoli visti nel corso degli anni.
Sono rimasto comunque particolarmente soddisfatto dalla conversione per Nintendo Switch 2, e spero che questo possa essere un primo passo per far rientrare la saga a pieno regime sulle piattaforme Nintendo, dando alla libreria digitale della console ibrida un’ulteriore gemma in grado di impreziosirne il valore ancora di più.



























































