Una drammatica storia di un regno perduto
Vedere un mondo, un tempo prosperoso, cadere in rovina per forza di eventi irreversibili fa sempre un certo effetto: che sia una storia su un libro o un racconto all’interno di un software digitale. In quest’ultimo ci viene presentato proprio The Relic: First Guardian, un RPG dark fantasy con temi apocalittici e drammatici arrivato da pochissimo su Nintendo Switch 2. Sviluppato in Corea del Sud da Project Cloud Games e pubblicato da Perpetual Europe, guideremo un prode guardiano alla ricerca dei frammenti dell’ormai infranta reliquia che, tempo fa, teneva in piedi il regno di Arsiltus.
Dovremo quindi riuscire a recuperare ciò che resta di un mondo oscuro e ormai perduto, facendoci strada tra decine di boss da affrontare in una mappa semi-open world, con un gameplay abbastanza articolato e un comparto tecnico estremamente debole. Andiamolo a vedere nel dettaglio.

Il gioco comincia subito a presentare il mondo di gioco: una landa desolata con una grafica non proprio conforme agli standard videoludici moderni. Una volta raggiunta la misteriosa donna, lei ci informerà di quanto è successo: la Grande Reliquia non è riuscita a contenere un misterioso, oscuro potere andando così in pezzi. Saremo noi, nei panni del Primo Guardiano, gli incaricati in questa disperata missione di recupero.
Nonostante la causa scatenante sia effettivamente una bella idea, mi lascia perplesso il fatto che la storia, dopo aver narrato questo disastro con una cutscene gradevolmente stilizzata, venga poi accantonato e presentato solo quando sconfiggeremo boss importanti, poiché il racconto si concentrerà di più sulle storie dei pochi villaggi rimasti. Sono sì delle storie interessanti, ma non coincidono con gli espedienti narrativi e vengono spesso presentate come missioni principali, causando confusione su cosa dovremo effettivamente fare per andare avanti.

Il gameplay mi è sembrato il punto più forte di The Relic: First Guardian, considerata la grande libertà che avremo nel vagare per le grandi mappe di gioco. Durante l’esplorazione, non incontreremo solo pericolosi nemici corrotti dal male, ma anche vari potenziamenti ed esperienze utili ad arricchire il nostro protagonista, rendendolo sempre più forte e resistente tramite armi e armature che andranno a giovare alle nostre statistiche.
Padroneggiando la nostra arma preferita, potremo tenere testa alla miriade di boss che il titolo offre ai giocatori e, come questo genere di videogiochi comandano, non saranno affatto facili da buttare giù. Purtroppo, però, è proprio durante i boss che l’esperienza di gioco ha iniziato a farsi molto pesante, a causa di un comparto tecnico estremamente instabile.

Lo stile di combattimento in questo gioco è adrenalinico e rapido, ma non si sposa per niente con l’andamento tecnico: il framerate non sta mai fermo e, durante le battaglie più complesse, cala a livelli drastici facendo così perdere il giocatore non solo per la difficoltà già ardua: le lacune tecniche appesantiscono di gran lunga il tutto. Vanno considerati anche i lenti tempi di caricamento, lunghi anche uno o due minuti
La poca cura innesca anche diversi bug durante l’esperienza: spesso ci imbatteremo in freeze e crash del software con, in alcuni casi, susseguente perdita dell’ultimo salvataggio attuale, facendoci ripartire dalla penultima volta in cui il gioco avrà salvato la partita. Tanti altri piccoli inciampi si aggiungono poi ai tanti problemi di The Relic: First Guardian.

Se inizialmente il gioco prometta non benissimo ma grossomodo sembri interessante, è perché The Relic: First Guardian ha del potenziale effettivo e, a livello di progettazione, è stato pensato con molta creatività e passione. Con qualche riguardo in più alla sua narrativa e al motore videoludico generale, avrebbe potuto offrire un’esperienza pseudo souls-like nettamente migliore.
Mi vorrei soffermare anche sul DLC gentilmente offertoci per la recensione: l’espansione ci offre sostanzialmente un dungeon con un boss aggiuntivo della durata di pochi minuti, raggiungibile tramite un teletrasporto presente nel secondo accampamento del gioco. Un contenuto non tanto in sintonia con il rapporto qualità-prezzo, poiché viene a costare 9,99€
Per riassumere, The Relic: First Guardian è un progetto ambizioso, ma striminzito a tal punto da non riuscire a connettersi con le sue caratteristiche più spiccate. È faticoso addentrarsi nel suo drammatico mondo con la giusta marcia ma, nel suo piccolo, può essere divertente provare fin dove si spinga in termini di gameplay.



























































