BPM: Bullets Per Minute – Recensione a tempo di musica

Recensione lampo di un gioco roguelike dritto al punto ma troppo sporco per Switch.

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Genere: Rythms-based Roguelike FPS
Multiplayer: No
Lingua/e: Inglese

BPM: Bullets per Minute è uno sparattutto procedurale roguelike a tempo di musica.

Il gioco è tutto gameplay, fin da subito vi lancia nell’azione alla quale bisogna abituarsi. I livelli sono generati proceduralmente ed andranno affrontati tutti d’un fiato, visto che la morte resetterà la vostra progressione.

Smarmellatissimo

Lo sparare, saltare, schivare e ricaricare deve essere fatto tutto a tempo di musica, andando sui toni o semitoni, con le azioni fuori tempo completamente inibite ed ogni arma ed abilità si incastrano a modo loro nel ritmo della musica. Il gioco è difficile, impegnativo e richiede una buona dose di riflessi che questo vecchiardo oramai non ha più. Quando il tutto clicca è frenetico, divertente, e la natura roguelike lo rende perfetto per brevi sessioni. E la colonna sonora esalta.

Il problema che ho incontrato però non è stata la curva di apprendimento un po’ alta all’inizio, ma la leggibilità generale del gioco sulla console Nintendo. La palette cromatica del gioco viene devastata dalla bassa risoluzione e qualità dell’immagine, tanto da rendere difficile leggere la posizione dei nemici e capire bene cosa si sta facendo in determinati frangenti.

Ed è un peccato perché il gioco sotto è genuinamente divertente, ma in questo stato farei fatica a consigliarlo per Nintendo Switch.

Ho provato a farmi strada nei regni norreni con sottofondo metal per diverse ore prima di gettare la spugna
Pro: Ottime performance ed un gameplay galvanizzante
Contro: ho perso un paio di diottrie
6

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