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Marvel’s Guardian of the Galaxy – Una recensione galattica

Game

I Guardiani della Galassia arrivano su Nintendo Switch nella sua versione cloud, e il risultato è alquanto positivo. Ecco la nostra recensione!

I Guardiani della Galassia arrivano su Nintendo Switch nella sua versione cloud, e il risultato è alquanto positivo. Ecco la nostra recensione!

Novembre 1, 2021
Genere
Linear Third Action-Adventure
Lingua
Italiano (doppiaggio)
Multiplayer
No

Marvel’s Guardian of the Galaxy è l’ultima fatica di Eidos Montreal, forte dell’accordo di licenza tra Square Enix e Marvel. Dopo il poco glorioso Marvel’s Avengers che non arrivò sulle sponde Nintendare, grazie al potere del cloud possiamo invece giocare liberamente con i Guardiani della Galassia, in un’opera decisamente più riuscita. Quindi sì, sto recensendo un gioco in streaming, non uno di quelli classici da cartuccia o download digitale.

Il gioco di presenta come un action-adventure in terza persona, dove ci sarà richiesto di camminare, sparare, risolvere puzzle ambientali, prendere decisioni in dialoghi e sentire una quantità mostruosa di dialoghi. Tutto in single player, senza la minima distrazione accessoria. Una struttura che ad oggi è un po’ sparita ad essere sinceri, sparita a favore dell’inebriante struttura open world o forzando sistemi game-as-a-service anche dove non dovrebbero.

Per chi non lo sapesse, la mitologia fumettistica della case delle idee, oltre a comprendere tutti i super eroi terrestri di cuoi oramai siamo estremamente a conoscenza grazie alla dirompente fama del Marvel Cinematic Universe, si estende nello spazio andando a caratterizzare numerosi personaggi ed imperi spaziali, con linee narrative a volte separate a volte intrecciate con gli eventi della Terra.

La schermata principale presenta tutto alla perfezione. Quanto è bello Groot che beve dall’innaffiatoio?

Nel 2008, nel fumetto Annihilation: Conquest#6, gli scrittori Dan Abnett e Andy Lanning presero numerosi personaggi pre-esistenti e li unirono per la prima volta nei Guardiani della Galassia, di fronte all’enorme minaccia che stava per portare l’intero universo verso la sua distruzione. Tutto cambiò quando nel 2014 venne rilasciato al pubblico il film Guardiani della Galassia, dove la squadra fu ripensata dal regista James Gunn che andò ad introdurre numerosi particolari unici e modificò un po’ il carattere di alcuni di essi. Questi sono i Guardiani della Galassia che hanno avuto un successo planetario e che hanno influenzato a loro volta i fumetti.

Il lavoro compiuto da Kasper Hartman ed il suo nutrito gruppo di scrittori porta in scena una sorta di sintesi “perfetta” tra quello che è l’immaginario collettivo di questi personaggi e le loro radici fumettistiche. E sono al centro dello show. Sì, c’è una minaccia galattica da sventare, sì ci sono cattivoni da prendere a pugni sul mento, ma quel che vi farà procedere nella storia non è sapere la sua risoluzione, ma poter ascoltare più dialoghi tra tutti i personaggi. Le loro personalità sono enormemente in conflitto ed è quando non si va d’amore e d’accordo che nascono forti tensioni e quindi carica narrativa. Spazio per far crescere tutti i personaggi, per dare loro un arco narrativo.

Il gioco è un continuo sparo continuo di dialoghi. Mentre si cammina, mentre si riposa, mentre si combatte, nelle cutscenes. Questo è uno stato che solo il media videoludico riesce ad esprimere al massimo della sua potenzialità. mentre il giocatore è immerso nell’ambientazione, i vari personaggi hanno tempo per lasciarsi in discorsi di ogni tipo, non solo focalizzati sull’obiettivo da raggiungere. E questo dona loro molto spazio per esprimersi e rimanere nel nostro cuore. Inoltre sono presenti molte chicche per i fan del fumetto, che non mi sarei affatto aspettato in questo mondo post James Gunn.

Per una volta non è il protagonista quello che deve spostare gli oggetti per proseguire!

Da notare come il gioco provi anche ad iniettare una parte decisionale. In specifici momenti sarà chiesto al giocatore di decidere dialoghi per Peter Quill, andando sia ad offrire commenti di diversa natura sulla situazione attuale, sia a prendere decisioni a livello di trama. La storia e l’incedere dei livelli non cambia se non in un paio di istanze, ma gli effetti minori, nei dialoghi o anche in leggeri cambi nel gameplay sono davvero interessanti e mantengono bene l’illusione di scelta e migliorano la connessione del giocatore ai personaggi.

Se non fosse esistita tutta la parte narrativa, il gioco non mi avrebbe piacevolmente impressionato così tanto da parlarne in modo entusiasta. Perché, ad occhio clinico, i suoi aspetti ludici sono semplicemente ok. Di quelli che non ti rimangono impressi, che non ti fanno emozionale al cardiopalma e che non ti fanno ragionare.

La parte di deambulazione è di concezione classica. Ambientazioni lineari con pochi percorsi secondari che portano a risorse per gli upgrade da usare in battagli o oggetti collezionabili. Ambientazioni molto ben realizzate, con una forte direzione artistica e tecnica, con numerose fonti di illuminazione dinamiche. In questi momenti da simulatore di camminata apprezzerete la mole di dialoghi sopra citata insieme agli input audiovisivi.

Quando c’è bisogno di chiamare dell’interazione il gioco lo fa con sezioni di platforming e di risoluzione puzzle. Comanderete sempre Peter Quill, Star-Lord, il capitano della squadra ed in generale tutto il gioco è impostato per farvi sentire un team leader e non lo strumento principale della risoluzione di ogni problema. Avrete a disposizione un sistema di scansione ambientale nella maschera del protagonista, che individuerà gli oggetti interagibili e darà suggerimenti su cosa fare. Sfruttare l’immensa forza di Drax il Distruttore per farsi strada a suon di testate, usare l’ingegno di Rocket per aprire porte bloccate elettronicamente e così via. Nulla di complicato, si tratta di momenti “relax” inframezzati tra i combattimenti uniti a momenti personaggio.

Qui siamo in un momento ancora non caotico. Notare come sia un po’ “pieno”.

Quando si passa a menare le mani, il gioco diventa uno sparatutto in terza persona. Peter Quill ha in dotazione un paio di blaster ad energia in grado di sparare ad una cadenza di fuoco ragionevole. Il resto del gruppo combatterà al vostro fianco ma non sarà mai comandabile in modo diretto, ma solo attraverso abilità con cooldown. I nemici che affronterete avranno tutta una serie di difese che vi spingeranno a sfruttare tali abilità. Il nemico con tantissima vita e difesa andrà indebolito con gli attacchi di Drax per poi finirlo velocemente con affondi mirati di Gamora. Così come è possibile bloccare sul posto gruppi di nemici con Groot e vaporizzarli con gli esplosivi di Rocket.

Altri avranno scudi sensibili ai diversi elementi gestibili dalle armi di Quill. Di per sè non si tratta nulla di complicato ed al livello di difficoltà normale il tutto devolverà nello spammare le abilità appena finisce il loro cooldown, che tanto nel casino generale tutto fa brodo. Unico vera punta negativa sono le combinazioni di tasti scelte. Nel flusso di battaglia non sempre è comodo dare ordini in sequenza a tutti i guardiani. La difficoltà bassa aiuta comunque a rendere il caos non distruttivo.

Quel che a mio avviso è un po’ mal calibrato è il ritmo. Da un punto di vista di trama, quel che si fa è molto logico. Nella parte iniziale, senza un pericolo ancora incombente, il platforming, il dialogo ed il passeggio diventa centrale. Non sarà inusuale passare anche un’ora tra un combattimento e l’altro. Questo accelera vorticosamente nel finale, dove le battaglie diventano così frequenti da rubare parte dello charme all’esperienza. C’è un senso di urgenza e di aumento del pericolo, ha senso. Però nella parte finale ho avuto molta voglia di accelerare per arrivare alla conclusione delle vicende.

Esteticamente mi ha stupito a più riprese. L’ambientazione spaziale fa molto bene.

Per chiudere di solito spendo sempre qualche parola sulla parte tecnica. Qui siamo in un territorio completamente diverso. Abbiamo di fronte una versione cloud, giocata quindi in streaming. La mia linea è una 100 Mega di Wind, vista da Switch sulla sua rete wi-fi a 5Ghz come una 68Mbps in download, 16mbps in upload e Nat di tipo B. L’esperienza di gioco è stata largamente positiva. Performance e input lag sono stati su valori assolutamente accettabili da essere trasparenti rispetto al giocato. In alcuni frangenti ho avuto esperienze di audio non in sincrono con le immagini e qualche scatto di troppo, ma si trattava di davvero pochi momenti e sulla quindicina di ore per portare a termine il gioco sono pochi minuti totali.

Di per sè, posso giudicare il gioco per il suo valore effettivo e non come port per Switch. Quel che si vede piace. È comunque un gioco dell’era PS4/Xbox One, quindi ha dei limiti che in un prodotto davvero next gen non si sarebbero presentati, ma giocandolo su Switch questi discorsi lasciano un po’ il tempo che trovano. Come ho già detto prima, il lavoro dal punto di vista artistico è ottimo e tecnicamente si difende, ha giusto dei caricamenti molto lunghi. Altro punto a favore è tutto il soundscape. Effetti sonori, doppiaggio fenomenale tanto in inglese quanto in italiano, e musica su licenza meravigliosa. Questa passione per la musica anni ’80 da parte di Peter Quill è una delle innovazioni di Gunn che è assolutamente meravigliosa e troverete sempre la canzone giusta a sottolineare i momenti più galvanizzanti dell’avventura.

Tirando un po’ le somme, questo è il classico gioco fantastico per i fan di questi personaggi, siano essi dai fumetti o dall’MCU. Sa quali sono i punti di forza, cioè i personaggi e la cosmologia dell’universo Marvel, sullo spettacolo audiovisivo e sul resto supera la sufficienza. Il problema principale di giocare tale oggetto su Switch è forse il prezzo. Non è assolutamente uno di quei giochi da mandare giù a prezzo pieno, questo si recupera a 20€ in una delle tante offerte. Ma in versione cloud, questo ragionamento non credo possa mai trovare la sua attuazione.

Quindi se proprio Switch è l’unica console che avete, se siete molto fan dei Guardiani della Galassia ed avete una rete internet di buon livello, l’esperienza è buona.

0
10
7
Una meravigliosa storia da fumetto che vi trascinerà verso la conclusione con i suoi adorabili personaggi
Il suo appeal a prezzo pieno come gioco in cloud è molto fumosa

MODUS OPERANDI

Completato a difficoltà normale dopo una dozzina di ore, grazie ad un codice fornito dallo sviluppatore.

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