Blade Strangers – Review in Progress

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email

Il più grande crossover di tutti i tempi (?)

Marvel vs Capcom? Bazzecole! Infinity War? Si può fare di meglio. Super Smash Bros. Ultimate? Beh aspetta, forse questo è più grande. E adesso?

Semplice, prendiamo Blade Strangers per quello che è, ovvero un picchiaduro che nasce con il solo scopo di coccolare i fan dei titoli pubblicati sotto etichetta Nicalis e far partecipare alla festa qualche nome molto amato nel campo delle produzioni indie. Qui non siamo di fronte ad uno Street Fighter, ad un Tekken o ad un titolo Arc System Works: Studio Saizensen ci propone un titolo che mira ad essere accessibile a tutti i simpatizzanti del genere, con una curva di apprendimento morbida e poca enfasi su meccaniche troppo elaborate. Essere onesti con sé stessi e saggi nel considerare il risultato che si vuole ottere è ottimo di questi tempi!

Conosciamoci un po’…

Stando ai proclami degli sviluppatori, i quattro tasti utilizzati sono più che sufficienti per costruire un’esperienza accessibile ma al tempo stesso profonda, e non gli si può certo dare torto: dopo i primi istanti di gioco ci si rende conto di come bastino combinazioni semplici di tasti e direzioni per lanciare proiettili o eseguire attacchi in tuffo che in altre situazioni richiederebbero mezzelune o direzioni caricate. Questo rende il gioco troppo facile? A difficoltà normale la sensazione è quella, ma salendo la scala della difficoltà è evidente che si deve diventare un tutt’uno con il sistema di controllo come con i cugini più famosi nel genere.

Proprio in quest’ottica c’è da evidenziare come il sistema a quattro pulsanti si appoggi molto, per garantire profondità, alla pressione di più tasti per singole azioni: special, counter, prese e via dicendo richiedono di posizionare il nostro pollicione ogni volta in una posizione diversa sul controller e – giocando in modalità portatile o con i Joy-Con – si può sentire il bisogno di un pro-controller o ancora meglio un arcade stick.

… ma non facciamoci troppo male!

In tutto questo la sensazione offerta da Blade Strangers è proprio quella di un titolo vecchio stampo, basato su movimenti chiari – a tratti un po’ pesanti o legnosi – che però si concatenano fluidamente quando si inizia a cogliere il flow dei combattimenti e di come le meccaniche vi si inseriscano. Le prese in generale richiedono di essere molto vicini, ci sono manovre evasiva, le Super si eseguono premendo un tasti solo (configurato per essere la pressione di 3) senza input direzioni e via dicendo. Questo si traduce, almeno inizialmente, nello studio delle basi e nel portare al limite le mosse e le strategie che riteniamo più efficaci, affidandoci a pazienza e riflessi.

Un po’ come il caro veccho Street Fighter II, che aveva una manciata di mosse a personaggio e però ti stimolava a diventare un mostro anche solo a calci e pugli per poi punire severamente con Hadoken e Sonic Boom vari. Qui però ci sono tutta una serie di meccanismi legati alla barra della special che possono cambiare le carte in tavola in qualsiasi momento. Dalle special a più stadi (basta premere una seconda volta il tasto appena lanciata), le skill offensive e difensive per contrattaccare orecuperare da una guardia prolungata o la modalità “Heat Up” che elimina lo stordimento del primo colpo di una combo rivale e ci permette di evitare di essere chiusi in concatenazioni infinite nei momenti critici.

Ah ma c’è anche Cave Story (da leggere come “Ma quello è Zelda” quando parlando di Link)!

Questi primi giorni con il titolo sono abbastanza soddisfacenti e al momento l’unico scoglio è rappresentato dalla natura molto semplice e contenuta del progetto. L’impegno del team per offrire un roster interessante e variegato si vede, è palese, ma stiamo sempre parlando di 14 personaggi totali (9 disponibili all’inizio nella storia) che possono piacere ai fan ma risultare indifferenti ai più (nel mio caso metà del cast di Code of Princess EX è dimenticabile).

Tra arcade, versus, tutorial e training sembra esserci pane per i nostri denti, ma è da vedere quanto possa essere engaging sul lungo termine un prodotto che non punta sulla narrativa e, al tempo stesso, non costruisce l’esperienza su qualche modalità speciale – in stile RPG – su cui consumare ore ed ore. È un approccio concesso solo ai mostri sacri che possono lasciare il gioco “base” in pasto alla community, che lo terrà sempre e comunque in vita.

Ma che bel micione!

Esteticamente affascinante grazie ad una speciale tecnica basata sulla rasterizzazione 2D di frame tratti da dettagliati modelli poligonali, Blade Strangers strizza l’occhio (e i bustini delle donzelle) in favore dei fan di Solange, Kiwase e dei nuovi eroi indie che tanto successo stanno avendo sulle portatili Nintendo.

Al momento è difficile pensare ad una valutazione negativa, ma bisogna anche capire la portata effettiva dell’offerta posta nelle mani del giocatore! A presto con il giudizio finale!

Potrebbero interessarti

Recensioni

Circle of Sumo – Recensione

Yonder porta lo sport del sumo su Nintendo Switch, ma in un modo totalmente diverso da come potevamo immaginarlo. Circle of Sumo è una festa multiplayer!

Speciali

Fantastico Studio – Milan Games Week 2018

È tutto Fantastico La Milan Gamesweek è stata come al solito un grande momento di incontro tra ogni tipo di giocatori. Le cose da vedere

Recensioni

All-Star Fruit Racing – Recensione

Fruttariani, fatevi avanti! Da qualche anno a questa parte l’Italia ha iniziato a compiere i suoi primi passi nel mondo dell’intrattenimento videoludico. Sembra che il

Speciali

La mie paure per Metroid Prime 4

Attendo il nuovo Metroid Prime 4 con tutto me stesso. Ma gli ultimi giochi Nintendo, stanno facendo vacillare il mio entusiasmo. Perché?

Recensioni

Hey! PIKMIN – Recensione

Hey tu! Sì, parlo a te col fiore in testa! Hey Joe è un pezzo della tradizione americana portato alla ribalta dalla celeberrima versione di

Recensioni

Kirby’s Blowout Blast – Recensione

Una palletta rosa tra le parole Nintendo e 3DS! Kirby si trova alla grande su Nintendo 3DS/2DS: quella che la sfera rosa di HAL Laboratory ha

Recensioni

I and Me – Recensione

Non un gatto, ma due. O è lo stesso? I and Me è un misto tra platform e puzzle game che più indie di così

Recensioni

Flip Wars – Recensione

Flippami e Switchami tutto! Nintendo Switch e multiplayer, un connubio perfetto fin dal primo video che ha presentato al mondo la console della casa giapponese

No more posts to show