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Go Vacation – Recensione

Scritto da

Pubblicato il
01 Agosto 2018
Genere
Party Game
Lingua
Italiano
Multiplayer
1 - 4
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Cosa c’è di meglio nella bella stagione che passare le giornate all’aria aperta a fare attività fisica? Farla virtualmente, a casa col condizionatore sparato in faccia e Nintendo Switch in mano ovviamente! Tutto questo vi offre l’ultima fatica di Bandai Namco, Go Vacation, ovvero un potpourri di minigiochi sportivi e non (il lancio della torta mi rifiuto di considerarla una disciplina olimpionica…) che potrete affrontare da soli o con gli amici per piacevoli serate caciarone e scanzonate.



“Ultima fatica” forse è po’ esagerato dato che parliamo di un porting da Nintendo Wii, ripulito e riadattato per lo splendore HD ma senza troppo sforzo. Salta subito all’occhio, infatti, una grafica datata, oserei dire che sembra di giocare col nostro amato GameCube, tra pochezza di poligoni, paesaggi spogli e aberrazioni fisiche notevoli (attraversare un cespuglio di mangrovie come se fosse di soffioni è abbastanza ridicolo). Di contro i personaggi sono tutti molto carini e cicciosi, anche se usare i Mii fa un po’ strano ormai (aggiungerei purtroppo, dato che a me piacevano molto).

Un altro disastro del gioco è il comparto audio che definirei inesistente quasi, oltre che ad effetti sonori fuori luogo e spesso fastidiosi ci troviamo spesso in aree in cui improvvisamente sparisce la musica (inutile generalmente), cosa straniante ma visto il mood generale non vi dispiacerà più di tanto. Quello che si perde dal punto di vista tecnico, lo si compensa in puccettosità e varietà dei personaggi e dei luoghi, quindi se non siete troppo schizzinosi, o se siete utenti casual, troverete la cosmesi gradevole o quantomeno funzionale.

Il gioco si profonde sempre in spiegazioni, cosa apprezzabilissima

Trotterellando allegramente scopriremo presto che i vari sport da affrontare saranno distribuiti in 4 resort: mare, città, nevi e montagne. Tutto è tematizzato in base al resort in cui vi trovate, quindi in spiaggia le attività saranno prettamente marine tipo la pesca, le immersioni o ancora il beach volley, e anche i mezzi di locomozione con cui spostarsi sono a tema: potrete decidere di andare a piedi oppure usare mezzi più veloci, come sci, auto ATV, cavallo e altro ancora.

Inoltre più avanti potremo decidere l’orario in cui visitare il resort, mattina o tramonto, scelta prettamente estetica visto che al fine dei giochini non cambia niente. Tuttavia questo potrebbe essere carino per fare foto più suggestive da conservare nell’album, scegliendo un punto luce più dinamico o delle ombreggiature più romantiche. Fare foto è uno degli aspetti più interessanti del gioco (anche se la grafica è quella che è), insieme ad altre possibilità di personalizzazione del personaggio, un aspetto alla “Animal Crossing”, certo molto all’acqua di rose, ma che si rivela ben integrato e soddisfacente.

Ci sono tantissimi vestiti tra cui poter scegliere, se si gioca abbastanza

Ogni giorno vi viene offerto un regalo diverso, come nei giochi mobile, che varia dai capi di abbigliamento a oggettistica assortita. Il livello di customizzazione del personaggio è buono grazie a una varietà davvero ottima, a partire dalla “creazione” del vostro alter ego, per continuare con tutti gli extra in game. Al di là dei minigiochi, si possono trovare altre attività come curare la propria villa personale (ottenibile grazie agli adesivi per aver fatto i minigiochi), personalizzabile con mobili ricevuti in cambio di chiavi da scovare in giro per il resort.

E ancora, è possibile fare amicizia con i vari personaggi, mangiare con loro, portarvi dietro degli animali, cambiarvi d’abito (molti abiti e accessori sono sbloccabili durante il gioco) cercare casse del tesoro o aiutare personaggi. Ovviamente non è tutto rosa e fiori: girare per i vari luoghi diventa tedioso alle volte, perché gli spazi sono grandi ma pieni di niente. Ma questo è esemplificativo dell’intera produzione, difetto imputabile anche all’originale datato 2011: tante idee, alcune ottime, altre ok, altre pessime, realizzate con poca cura, certi che la quantità possa sopperire alla qualità.

 

Cosa sta succedendo qui, di grazia?

Nemmeno a dirlo, i minigiochi sono tanti (più di 50) ma non troppo vari e con un gameplay spesso troppo lineare, semplice e perfino reiterato da gioco a gioco. Vi renderete subito conto che sia lanciare palle di neve all’avversario che sparargli con una pistola ad acqua sarà una esperienza che cambierà unicamente per ambientazione e arma, e il gioco vi inviterà a toccare sempre gli stessi tasti o a fare comunque la stessa cosa.

In più ci troviamo di fronte a un’opera che avrebbe giovato di un processo di modernizzazione, dato che si sente fin troppo di essere davanti a un gioco che sfrutta una moda gaming – quella dei sensori di movimenti – ormai sorpassata e anacronistica: è davvero passato tanto tempo da quando mi sono trovata per l’ultima volta di fronte a minigiochi con movimenti automatici in cui toccare uno o al massimo due tasti, con un sottofondo di tristezza in fondo al cuore. Per di più sarebbe stato bello se gli sviluppatori avessero colto la palla al balzo per sfruttare le caratteristiche di Nintendo Switch, anziché ritrovarsi alcuni minigiochi ingiocabili o poco sensati in modalità portatile.

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Anche la fisica del gioco non aiuta, sia in termini di gameplay, con magari movimenti improbabili della moto che si sta guidando o del personaggio, che dal punto di vista estetico, quando starete pescando in una barca immobile e restia al reagire alla naturale corrente marina, senza ondeggiare minimamente. Certo non ci si aspetta realismo da Go Vacation potreste dirmi, ma vi invito a rigiocare a Wii Sports, gioco del 2006, e a dirmi se trovate una fisica tanto strampalata e inerme.

La cosa davvero strana comunque, è quanto questa serie di defaillance riesca forse a rendere Go Vacation più divertente in fin dei conti: è chiaro che questa produzione si indirizza a un pubblico infantile, o a quella fascia di gamers che non si informa come noi, non passa al setaccio mille titoli come noi, ma che si diverte ugualmente la sera con amici, senza pretendere altro che una serata di sollazzo e risa.

Gli sport famosi ci sono quasi tutti, insieme ad altri molto bislacchi

In quest’ottica Go Vacation è un acquisto consigliabile: con così tanti minigiochi e così tanto da fare è improbabile non riuscire a trovare una serie di attività appagante e divertente, pur con la semplicità e le imperfezioni che le contraddistinguono, e le varie configurazioni dei controller – praticamente sono tutte possibili, si può giocare con entrambi i joycon, con uno soltanto e perfino usare il Pro Controller – permettono con una spesa tutto sommato congrua di usufruire di tante ore di divertimento, se di qualità o meno, sta ai vostri gusti e alle vostre esigenze da gamers, tenendo sempre in considerazione che per chi vuole un prodotto più fresco e rifinito dovrà attendere la stagione più fredda e un certo Mario Party.

6.5
Go Vacation è la migliore raccolta di minigiochi uscita su Switch finora: con così tanti minigiochi, basta avere degli amici di buonumore per passare tante ore piacevoli. Se rientrate nel target e vi piacciono le cose carine potrebbe essere il gioco dell'estate.
Approssimazione è la parola d'ordine di Go Vacation. C'è tanto da fare ma nulla eccelle, e risoluzione a parte, tecnicamente siamo indietro di tre generazioni e con Mario Party in dirittura d'arrivo potreste decidere di aspettare una stagione ed eventualmente recuperarlo successivamente se la vostra voglia di party game non è ancora stata soddisfatta.

MODUS OPERANDI

In un paio d'ore sbloccate tutto, ma per i collezionabili ho passato molto tempo, e con amici il gioco è praticamente quasi immortale. Ringrazio sentitamente Nintendo per il codice review.

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