InkSplosion – Recensione

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Genere: Shooter, Azione
Multiplayer: No
Lingua/e: Inglese

Navicelle stilizzate e secchi di vernice colorata. Cos’altro volere di più?

 

Chiaramente attratti dal successo di Nintendo Switch, i ragazzi di Petite Games, un po’ come la maggior parte degli sviluppatori indipendenti negli ultimi mesi, hanno ben pensato di portare sui lidi dell’ibrida giapponese il loro InkSplosion. Non è la prima volta che questo team si affida all’eShop per promulgare i suoi prodotti; basti pensare, ad esempio, a 36 Fragments of Midnight, già pubblicato da diversi mesi. Insomma, l’ambiente Nintendo è ormai familiare a Petite Games, ma InkSplosion sarà il gioco giusto per porre la software house sotto i riflettori? Scopriamolo insieme.

Questo è… un mappazzone!

InkSplosion è uno shooter in due dimensioni, piuttosto frenetico sin dalle prime battute, dove il tutorial viene bellamente bissato in favore di un apprendimento conseguito colpo dopo colpo. Il giocatore manovra un piccolo teschio in possesso di un armamentario piuttosto vario: si passa dal raggio laser a lunga gittata, ai missili a ricerca, fino al micidiale triplo colpo, particolarmente devastante a distanza ravvicinata. Con i dorsali di destra, in concomitanza col movimento della levetta analogica che direziona il colpo, si spara a tutto ciò che si muove a schermo. Con i dorsali di sinistra, invece, è possibile rallentare il tempo; quest’abilità si rivela molto utile soprattutto nelle fasi più concitate, ma dev’essere dosata a dovere, in quanto ad ogni secondo di utilizzo la barra della vitalità decresce gradualmente.

Dopo una fase di apprendimento a dir poco agitata, dove i game over arrivano con una certa frequenza, si arriva alla piena padronanza delle meccaniche di gioco già dopo la prima mezz’ora, in parte per la semplicità delle meccaniche stesse e in parte per i pattern degli avversari, perfettamente leggibili dopo tanta pratica. Uno dei primi limiti di InkSplosion a saltare all’occhio, purtroppo, è proprio l’eccessiva ripetitività e la mancanza di varietà nelle fasi di shooting. A questo si aggiunge una certa confusione visiva — cromatica a voler essere puntigliosi — generata dalle scie d’inchiostro colorato che seguono i proiettili. Altro elemento a sfavore del titolo è proprio il suo essere tanto inutilmente sgargiante: in uno shooter in due dimensioni sarebbe stato preferibile optare per una visuale di gioco pulita e ben riconoscibile.

Ok, dove mi trovo esattamente?

Il gioco propone tre diverse modalità. La prima, quella Classica, prevede il superamento di una lunga sequela di stage che vede il giocatore impegnato tra accerchiamenti nemici e barriere mobili. Ogni colpo ricevuto infierisce sulla barra della salute che, manco a dirlo, una volta azzerata porta direttamente al Game Over. Muoversi con intelligenza e schivare i proiettili nemici si rivela quindi fondamentale, anche perché in caso di combo particolarmente esaltanti è possibile recuperare qualche punto vita e continuare la scalata al successo con maggiore agio.

Una volta raggiunta la soglia dei 100.000 punti si sblocca la modalità Arena. Quest’ultima ci fionda nel mezzo di un campo di battaglia, senza barriere o piattaforme, contro l’incessante avanzare dei nemici. Una vera e propria gara di sopravvivenza che, stranamente, risulta più semplice della modalità Classica, probabilmente proprio a causa dell’assenza di ostacoli in grado di limitare i movimenti. Una volta toccati i 100.000 punti per la seconda volta si ha accesso alla Hard Mode. La Hard Mode è in tutto e per tutto la gemella perfida della Modalità Classica: stage a ripetizione, barriere e piattaforme semoventi e tanti nemici pronti a vomitare fiumi di proiettili. L’unica differenza sta nel fatto che la barra dei punti vita non può essere ricolmata; ogni errore, insomma, lo si paga a caro prezzo.

Di fronte ad un’offerta ludica a dir poco limitata ci si aspetterebbe perlomeno la possibilità di condividere l’esperienza con un amico. Ed è proprio qui che InkSplosion perde tanti, troppi punti: non vi è alcuna modalità cooperativa o versus, che sia in locale oppure online; il titolo si concentra solo ed esclusivamente sul superamento dei propri record personali. Un po’ poco considerata la semplicità delle meccaniche di gioco e l’effettivo intrattenimento che si può trarre dalle sole tre modalità. Insomma, con un piccolo sforzo in più il titolo sarebbe stato perfetto per qualche partita mordi e fuggi in treno o sotto le coperte, ma a conti fatti si rivela una vera e propria occasione sprecata.

La modalità Hard. Vietata ai daltonici.

Come detto in precedenza, il comparto artistico soffre di una programmazione cromatica per nulla vincente. Al contrario, invece, il comparto sonoro offre qualche buono spunto creativo e alcune tracce si sono rivelate piuttosto piacevoli da ascoltare in sottofondo, tra un’esplosione e l’altra. Tecnicamente InkSplosion è solido e fluido, sia in modalità docked che in portatilità.

L’ultima creatura dei ragazzi di Petite Games ad arrivare su Nintendo Switch soffre di troppe mancanze. In primis si rivela uno shooter in due dimensioni fin troppo limitato dalle semplicistiche meccaniche di gioco. In secondo luogo, le poche modalità e l’assenza del multiplayer chiudono un’offerta davvero troppo risicata, anche a fronte dei pochi spicci necessari per portarlo a casa. L’acquisto è quindi consigliato a chi cerca un esponente del genere molto — forse fin troppo — amichevole e in grado di intrattenere per sessioni non più lunghe di 15-20 minuti.

 

Provate tutte e tre le modalità grazie ad un codice gentilmente offerto per la recensione.
Pro: Potrebbe divertire a piccole dosi. Comparto audio tutto sommato sufficiente.
Contro: Offerta ludica inconsistente, meccaniche fin troppo semplicistiche, assenza totale del multiplayer.
5

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