Mario Sports Superstars – Recensione

Tra un castello e l'altro, Mario non smette di fare attività fisica: come se la caveranno in Mario Sports Superstars gli abitanti del Regno dei Funghi?

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Genere: Sportivo
Multiplayer: Locale e Online
Lingua/e: Italiano

Mario Sports Superstars rappresenta una vera e propria presa di coscienza da parte di Nintendo in merito alla gestione dei suoi franchise sportivi. Chi ha qualche annetto in più sulle spalle ricorderà con gran affetto come, inizialmente, questi spin-off delle avventure di Mario fossero capaci di catalizzare l’attenzione dei giocatori sia per l’elevata qualità delle meccaniche, sia per gli interessanti elementi collaterali in stile RPG o comunque in grado di garantire esperienze durature e stimolanti. Con il passare del tempo e il perfezionamento dei gameplay delle singole discipline è sempre stato più difficile offrire un prodotto realmente “fresco”, venendo a mancare inoltre le componenti extra che permettevano di investire il proprio tempo con soddisfazione – Mario Tennis Ultra Smash, ti dichiaro colpevole! In questa occasione dunque Nintendo prova a lavorare sulla solidità delle diverse discipline messe insieme per dare forma, complessivamente, ad un prodotto capace di ovviare alle mancanze delle singole produzioni. Che sia finalmente la scelta giusta?

mario sports superstars
Un vero colpo da maestro!

La particolarità di questo Mario Sports Superstars risiede nei cinque sport chiamati in causa (Calcio, Tennis, Golf, Baseball ed Equitazione), tutti sensibilmente diversi per natura e slegati da scelte di design comuni se non per aspetti marginali legati ai collezionabili o ai minigiochi di allenamento. Si può notare fin da subito, dalla home del titolo, come il Tennis ed il Golf siano stati affidati alle sapienti mani di Camelot – che da anni realizza versioni dedicate su home e portatili – mentre Calcio, Equitazione e Baseball siano frutto di team interni, verosimilmente a seguito del lavoro compiuto con i titoli di Mario & Sonic sviluppati con SEGA.

C’è ben poco da dire in merito alla qualità raggiunta nella simulazione golfistica, assolutamente strepitosa per precisione di controlli e chiarezza degli indicatori, il tutto con un margine di aiuto al giocatore – coadiuvato in tante scelte – che permette di muoversi agilmente anche se non si è avvezzi a questo tipo di giochi. Le buche si alternano tra quelle molto classiche e altre un po’ più ricercate, pur senza scadere nell’assurdo, e offrono una sfida soddisfacente in cui esprimersi al limite delle proprie capacità, soprattutto nel caso degli allenamenti che ci vedono approcciare un green a “bersaglio” passando necessariamente da un anello nel cielo. Non c’è molto altro, è vero, ma è tutto fatto così bene che è impossibile lamentarsi.

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Molto meglio giocare a tennis che farsi rapire da Bowser!

Il Tennis ci ripresenta quanto visto nell’ultimo, controverso, titolo della serie apparso su Wii U, lasciando però saggiamente da parte i funghi che ingigantivano i giocatori e preservando invece gli Ultra Smash e i colpi fortuna. Non siamo di fronte ad una simulazione vera e propria come nel caso del Golf, ma il risultato complessivo è godibilissimo per tempismo negli scambi e reattività dei colpi. C’è il consueto sbilanciamento verso il lato del campo che riesce ad inanellare i colpi fortunati, ma alla lunga c’è sempre equilibrio. Molto curioso il minigioco di allenamento, concettualmente molto semplice (colpire i cerchi durante gli scambi) ma a conti fatti esigente in termini di precisione e velocità.

Volendo rimanere in tema di sport in cui non c’è contatto fisico, emerge molto positivamente il Baseball, che offre una grande varietà nei tiri effettuabili dal monte di lancio, lasciando al tempo stesso una buona varietà di opzioni a chi è in battuta. Si ha anche un generico controllo su chi corre tra le basi, invitandoli ad avanzare o ad arretrare, ma in presenza di più giocatori sul diamante – non potendo gestirli singolarmente – e in situazioni delicate, si può fare confusione nei tempi e causare eliminazioni a catena. Unica pecca in uno sport riprodotto davvero alla grande, che forse non è tra i più divertenti nella sua versione “minigioco”, ma sicuramente tra i più entusiasmanti nel multiplayer.

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Ah, se potessi avere Epona in prestito da Link…

A scombussolare le carte in tavola è l’Equitazione, disciplina radicalmente diversa dalle altre: una gara di velocità che unisce salto di ostacoli, scelta di traiettorie, abilità nel salto e tattica nel gestire l’energia del cavallo – da ripristinare raccogliendo le carote lungo il percorso – e gli scatti speciali effettuabili una volta riempito l’indicatore delle stelle. La capacità di scegliere il destriero più adatto al nostro stile e l’abilità nel cogliere le scorciatoie (che spesso ci mettono alla prova nel salto e nel calcolo delle distanze) è fondamentale, così come tutto il lavoro dietro le quinte che si fa nella Stalla. Qui è possibile far passeggiare il cavallo per prendere confidenza con lui e ottenere oggetti speciali, coccolandolo e spazzolandolo per aumentare il rapporto col fantino. Trattasi dell’unico sport che contempla un grado aggiuntivo di profondità in attività extra per influenzare il rendimento in gara: un peccato, in quanto sebbene si tratti di meccaniche semplici, è proprio di quello che è mancato negli ultimi anni agli sportivi Nintendo.

Chiudiamo con lo “sport nazionale” (qualunque cosa voglia dire), quel gioco del Calcio su cui Nintendo non ha mai davvero investito se non con i due Mario Strikers su Gamecube e Wii. In questa occasione si prende la base di quanto visto in Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Rio 2016 e la si amplia introducendo gli undici giocatori per squadra, con l’aggiunta di una serie di mosse che migliorano il controllo di palla e gli scambi durante la costruzione di gioco. Forse i ventidue giocatori in campo rendono meno semplice l’impostazione di azioni divertenti ed efficaci, dal momento che creano un affollamento da cui è difficile districarsi per via di controlli non precisissimi nello stretto e subordinati alle collisioni. Anche questo sport è comunque molto interessante e qualitativamente sorprendente: per vincere ai massimi livelli è necessario padroneggiare ogni tasto con grande prontezza.

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Ah, i bei tempi di Super Mario Strikers su Gamecube…

I progressi di gioco si misurano tramite la conquista dei trofei (fungo, fiore, stella e campione) e il superamento dei minigiochi lungo i quattro livelli di difficoltà: ciò consente di sbloccare i personaggi extra (ahimè, solo due) e le versioni “Star” di quelli già disponibili, in un’operazione che va ripetuta in ogni singola disciplina. Ogni nostro successo ci consegna delle monete di gioco, da utilizzare per comprare “pacchetti di figurine” con cui completare l’album virtuale che, a conti fatti, rappresenta il traguardo finale di ogni completista, pur offrendo ben poco al corpo dell’esperienza. Pescando le carte giuste si possono ottenere accessori personalizzati (mazze da baseball, racchette da tennis, palloni da calcio, etc.) che rappresentano però solo un mero orpello estetico. Il cuore dell’esperienza single player risiede quindi nella volontà di sbloccare quanto sbloccabile, sebbene la gratifica conseguente viva a brevissimo termine.

È dunque d’obbligo lanciarsi nelle sfide multiplayer, vero traino per un prodotto simile: Tennis, Golf e Baseball sono verosimilmente i migliori del pacchetto per via di meccaniche precise e curate – cosa anche più facile essendo sport che non prevedono contatto fisico – mentre il calcio per entusiasmare richiede un impegno davvero consistente nella metabolizzazione dei controlli e delle routine di “contrasto” tra i giocatori, davvero atipici. In breve però le sfide si infiammeranno, dando anche discrete soddisfazioni a chi riuscirà a creare gioco e spettacolo. L’Equitazione offre forse il gameplay più grezzo tra i cinque, risultando però talmente differente e tattico da offrire un interessante cambio di passo. Tutti i giochi sono disponibili per il multiplayer locale e quello online e dispongono della profondità necessaria a intrattenere, sebbene vada verificata l’effettiva “presa” a lungo termine sul giocatore del classico sistema di rating dal punteggio generico che varia a seconda dei nostri risultati.

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Pronti per un magnifico fuoricampo? Bwahahahahahahah!

Non ci sono dubbi invece sulla bontà del titolo dal punto di vista tecnico, grazie ai sempreverdi assets scalabili creati da Nintendo che negli anni si sono sempre adattati alla grande, indipendentemente dalla potenza della macchina a disposizione. In questo caso il 3DS arriva anche a stupire per la resa dei paesaggi nell’equitazione, l’ampiezza e la pulizia dei campi da golf, gli effetti di draw distance/blur nel calcio… tante chicche che ben si sposano con l’eccellente cura riposta nella modellazione e animazione dei personaggi. Oltre ai nostri eroi anche i comprimari segnano la scena, con i Toad “Pinguino” assolutamente adorabili in ogni situazione e i piccoli goomba davvero ridicoli sui campi da calcio. Uniche incertezze da segnalare sono la telecamera nel calcio, che ogni tanto perde il fulcro dell’azione, e la poca rifinitura nell’area di gioco della stalla, con passeggiate in prima persona non proprio entusiasmanti a livello visivo.

Mario Sports Superstars non vi farà cambiare radicalmente idea sui titoli sportivi Nintendo, ma fa di tutto per offrire al giocatore un’esperienza variegata e completa, mettendo nel pacchetto 5 discipline molto diverse per coprire i gusti di ogni spicchio d’utenza. La competizione tra amici è ciò che rende eterno questo genere di giochi, anche se manca un numero adeguato di personalizzazioni ed elementi di crescita atti a giustificare l’investimento di tempo a lungo termine. Tra single player, multiplayer, minigiochi, gioco online e carte amiibo potremmo però aver trovato una formula semplice ed efficace di presentare lo sport in ambito portatile, magari da ripresentare in futuro con versioni migliorate degli sport meno collaudati e, chissà, altre aggiunte.

N.B. Suporto amiibo e gioco online

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90 carte amiibo? Povero il mio portafogli…

Mario Sports Superstars è stato provato per questa recensione senza due delle sue feature principali, quali il gioco online e il supporto alle carte amiibo create appositamente per il titolo. Nel primo caso, come di consueto, non è stato possibile approntare sfide per la mancanza di utenza collegata: non siamo dunque in grado di certificare la bontà/stabilità del netcode.

Le carte amiibo sono in totale 90, vendute nei consueti pacchetti da 5, e saranno disponibili al lancio del gioco: solo allora si potranno testare i loro effetti di “potenziamento” (se ne possono usare fino a tre) e i minigiochi dedicati, nonché verificare il valore dei personaggi Superstar, ottenibili solo con il loro utilizzo.

Guadagnato coppe e superati minigiochi a sufficienza per sbloccare i personaggi segreti giocando fino ad avere i crampi alle mani
Pro: Sport molto vari e ben realizzati, uno spasso in multi
Contro: Poca profondità dell’esperienza, pochi elementi per giustificare l’interesse a lungo termine
7.5

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