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Genere: Strategia
Multiplayer: no
Lingua/e: Inglese

Cosa hanno in comune un solitario di carte e una corsa di cavalli? Probabilmente nulla, ma del resto è tradizione ludica nipponica cercare l’alchimia tra generi apparentemente inconciliabili. Ricordo bene gli occhi lucidi da pony davanti agli screen di Captain Tsubasa, sì anch’io ero preda della mania di Holly & Benji nonostante non fosse il mio anime preferito né possa definirmi patito di calcio, prima di capire che non si trattava di un gioco di calcio alla World Cup’90, bensì di un ibrido tra una simulazione sportiva e un gioco di ruolo.  Traumi infantili.

Pocket Card Jockey potrebbe essere il punto di contatto tra una passione inutile orientale, quella delle corse dei cavalli (date un’occhiata a quante simulazioni di questo genere esistono in Giappone, incredibile), e una passione inutile occidentale, ovvero passare le proprie ore lavorative su Spider del Windows senza farsi beccare dal capo. Scherzi a parte, fortunatamente in Pocket Card Jockey nessuno si rovinerà la vita perdendo il lavoro o qualsiasi possedimento al gioco anche se l’incipit è traumatico.

Esiste la professione inventore di nomi per cavalli? Mi candido!
Esiste la professione inventore di nomi per cavalli? Mi candido!

Sarete nei panni di un fantino incapace. Quanto incapace? Tanto da morire sotto gli zoccoli del proprio cavallo durante gli allenamenti. Riportato in vita da un volto familiare, dedicherà questa seconda possibilità interamente alla sua (seconda?) passione: vincere le corse ai cavalli. Come avrete già intuito da questi pochi spiccioli di trama, Game Freak, quando Nintendo si dimentica di chiudere le porte a chiave durante lo sviluppo del prossimo Pokémon, va a rifornirsi di materiale lisergico dai vicini di casa SPD, e partorisce roba fuori roba di melone come Pocket Card Jockey. So di essere impopolare nelle mie opinioni: lasciateli lavorare in pace se i risultati sono questi!!!



Il gameplay è caratterizzato dall’alternanza di diverse fasi di solitario e corsa, la quale andrà a chiudersi con l’homestretch finale, la fase più importante, in cui l’esito delle precedenti fasi determinerà quanta stamina avrete a disposizione per l’ultima estenuante accelerazione verso la linea del traguardo. A dire il vero c’è anche una fase di partenza, in cui il solitario è in versione ridotta, con due, o al massimo tre, file. Ogni colonna di questa fila termina con una carta che contiene una lettera della scritta START, e vi darà dei punti energia, ma piuttosto che puntare alla carta con più punti energia vi converrà risolvere questa fase il più velocemente possibile dato che meno tempo impiegherete, migliore sarà la posizione del vostro cavallo dopo lo scatto di partenza.

Il bottone Giddyap mostra energia e umore del cavallo
Il bottone Giddyap mostra energia e umore del cavallo

Il solitario in sé è quello classico presente nel pacchetto giochi microsoft di tutti i pc del mondo: dovrete eliminare tutte le carte da poker, disposte in colonne al centro del tavolo, e potrete farlo solo se in ordine immediatamente successivo o precedente alla carta in corso, per fare un esempio, se la carta corrente è un 5, potrete mettervi su un 6 o un 4. Se nessuna carta è valida potrete pescare dal mazzo, ma se questo andrà a esaurirsi mentre ci sono ancora carte da eliminare, il solitario non sarà andato come previsto e questo potrà mettere di cattivo umore il vostro cavallo, che renderà meno in resistenza e risposta al fantino.

Tranquillo Trotto Magico! Vincerò il solitario per te!
Tranquillo Trotto Magico! Vincerò il solitario per te!

Successivamente al solitario c’è una fase di corsa: in base a quanti punti energia avete guadagnato potrete muovere il vostro cavallo. L’obbiettivo è quello di raggiungere la fascia centrale della comfort zone: ci sono tre livelli di comfort zone, tre livelli in cui guadagnare ulteriori punti energia. Terminare questa fase sul terzo livello vi permetterà, una volta completato con successo il solitario successivo, di usufruire di un extra potentissimo (apparirà a schermo come una mossa speciale di karate di un film/videogioco) grazie al quale farsi strada scalzando gli avversari. Inoltre nella fase di corsa potrete ricevere delle carte bonus che attivano diversi poteri e da prendere nella successiva fase di solitario.

C'è anche un negozio di bonus, ma i prezzi vanno dallo stracciato al furto, meglio fare da sé
C’è anche un negozio di bonus, i prezzi? Dallo stracciato al furto

Qui, se non avete giocato bene le vostre carte nelle fasi precedenti (letteralmente, ahah che simpaticone sono), vi ritroverete con ben poca stamina e il vostro cavallo arrancherà lasciandosi superare in men che non si dica. Al contrario, potreste avere abbastanza stamina e magari qualche carta turbo da parte e potervela giocare alla pari, senza comunque avere mai la sicurezza assoluta della vittoria: è questo che rende Pocket Card Jockey teso in ogni partita. Scordatevi l’equazione gioco di carte = relax. Il vostro cavallo avrà tante gare da affrontare e difficilmente farete en pleine nel corso della sua (e vostra) carriera che si dipana in due fasi: infanzia ed età adulta. Infatti fin qui, se avete sviscerato  la demo, c’è ben poco da aggiungere. La demo, più che una demo, è una vera e propria prima parte del gioco, ovvero la modalità Growth.

L'homestretch finale. Meglio avere tanta stamina
L’homestretch finale. Meglio avere tanta stamina

Quello che non troverete nella demo è la modalità Mature, in cui potrete continuare a gareggiare col vostro destriero, che avrà ormai raggiunto l’età adulta, fino a quando non sarà costretto al ritiro, al termine del sesto anno, o nell’eventualità non abbiate raggiunto il gradino più alto del podio per la terza volta, durante. Se vi siete poi affezionati ai cavalli, non abbiate paura: potrete visitarli ogni volta che volete nella fattoria, altra aggiunta del gioco completo, in cui potranno anche accoppiarsi con altri cavalli (di sesso opposto ovviamente) e generare puledri, da poter preferibilmente scegliere per iniziare nuovamente la Growth Mode partendo da un cavallo che ha ereditato in parte caratteristiche dai genitori e soprattutto i fondi del proprietario.

Sfruttare la prole dà tanta soddisfazione
Sfruttare la prole dà tanta soddisfazione

Infatti voi sarete soltanto fantini della  scuderia di un arzillo vecchietto (incredibilmente somigliante a Osamu Tezuka); i cavalli appartengono a mecenati schizzati che ve li affideranno per portarli in trionfo. Si va dal classico riccone burino con arcata dentale d’oro, alla idol j-pop con tanti soldi e pochi pensieri, e non cito altre demenzialità per non togliervi il piacere di una sana risata davanti a un videogioco folle, piccolo ma drogante. Questa recensione poteva arrivare prima. Per poterla scrivere, però, avrei dovuto smettere di giocare e non è facile. Non è facile perché ci sono tante variabili che tengono in vita la voglia di giocare, e un po’ la casualità, un po’ l’effettiva difficoltà del districare certe situazioni, riescono a mantenere intatto il mordente per più di quanto ci si aspetti.

Usate il QR code per sfidare il mio primo asso!
Usate il QR code per sfidare il mio primo asso!

Ritornando alla demo, se vi è piaciuta quella prima prova, il gioco completo vi ossessionerà, vi ritroverete il prurito tra le dita quando non avrete in mano il 3DS come(putroppo) accade per pochi giochi. Di contro, se non avete gradito la demo, difficilmente questa recensione vi farà cambiare idea: il gioco è quello. Troverete gli stessi difetti anche nella versione finale: il comparto sonoro, pur folle, avrebbe potuto essere più orecchiabile, il gioco è in inglese e le spiegazioni iniziali copiose. Con un po’ di pratica, anche senza fare particolare attenzione agli spiegoni della simpatica e loquace mucca, sbagliando si impara ma vedersi sconfitti a un soffio dalla finish line è sempre foriero di frustrazione. Il bilanciamento ballerino si fa carico di ingiustizie ai danni del giocatore, che a volte anche giocando al massimo delle sue possibilità potrebbe non riuscire ad agguantare la coppa. Tuttavia ci vedo dell’ironico in queste scelte di programmazione: non solo l’imprevedibilità dell’esito delle partite spinge a giocare ancora, ma questo meccanismo rimanda subdolamente alle scommesse sulle corse dei cavalli, dove non v’è mai certezza, non v’è mai vittoria garantita e il rischio di bruciarsi è sempre in agguato. Ed è una fortuna che Pocket Card Jockey costi solo 6,99€, allora, in barba a questi tempi pieni di giochi digitali.

Idol j-pop gattara. Instant buy
Idol j-pop gattara. Instant buy

Pocket Card Jockey è una piccola gemma, dimostrazione di come i giapponesi non abbiano ancora esaurito il filone aureo delle idee di game design di scuola nipponica. Non è un titolo adatto a tutti, comunque, per determinate caratteristiche che possono scoraggiare chi già non è stato ammaliato dalla demo. Chi invece adora l’umorismo alla Wario Ware ed è pronto ad accogliere a braccia spalancate le bizzarrie giapponesi, probabilmente posizionerà Pocket Card Jockey nell’olimpo della ludoteca Nintendo 3DS.

9.0

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