Apriamo la scatola dei ricordi che racchiude oltre un decennio di giochi a 16 e 32 bit.
Sono cresciuto con Toy Story. Ricordo ancora benissimo quando andai a vedere al cinema, a cinque anni con mia madre, quel fantastico film in 3D che rivoluzionò i film di animazione. Un mondo quotidiano, che qualsiasi bambino sentiva suo; ci si immedesimava benissimo in Andy e quindi sembrava di vivere in prima persona quell’avventura. Così come con i “pupazzi” protagonisti di Toy Story, sono cresciuto con i videogiochi e anche con quelli dedicati proprio a questa serie.
Tempi antichi ormai, siamo arrivati a Toy Story 5 (e non entriamo nel discorso se ce ne fosse bisogno o meno) e quei giochi vivono nella scatola dei ricordi in qualche parte nel nostro cuore. Eppure, a venticinque anni da quei primi esperimenti, Atari e Digital Eclipse ci deliziano con Toy Story: Retro Roundup!.

Questa corposa antologia d’archivio raccoglie ben undici edizioni distinte ricavate da sei giochi storici distribuiti tra il 1995 e il 2001, proponendo un viaggio temporale che spazia dall’era a 16-bit del Sega Mega Drive e Super Nintendo fino al 32-bit della prima PlayStation, passando per le conversioni portatili per Game Boy e Game Boy Color. Insomma, mica pizza (Planet) e fichi.
Si tratta di un’operazione dal valore storiografico innegabile, che offre una panoramica esaustiva su come le diverse architetture dell’epoca interpretarono il fenomeno Pixar. Tuttavia, analizzare una raccolta di questo tipo nel 2026 richiede una duplice lente d’ingrandimento: da un lato occorre valutare la tenuta meccanica di titoli progettati con la rigidità di trent’anni fa; dall’altro è doveroso misurare la bontà del lavoro di restauro compiuto dagli sviluppatori.

Il viaggio parte dal capostipite Toy Story del 1995 (Traveller’s Tales). Su Mega Drive e SNES fu un miracolo visivo per la grafica 3D pre-renderizzata. Rigiocato oggi, tuttavia, mostra ovviamente il peso degli anni. Ci troviamo di fronte a un platform bidimensionale dalla difficoltà spietata, caratterizzato da un’inerzia nei movimenti di Woody accentuata, hitbox punitive e salti al millimetro che richiedono molta pazienza. Le versioni per Game Boy e Game Boy Color accentuano ulteriormente questa rigidità, rivelandosi affascinanti reperti storici ma decisamente ostiche sul piano della giocabilità pura.
Il vero fiore all’occhiello dell’offerta retro rimane senza dubbio Toy Story 2: Buzz Lightyear to the Rescue! del 1999. Pubblicato su PlayStation 1, il platform tridimensionale firmato anch’esso da Traveller’s Tales conserva ancora oggi una carica d’ingegno notevole. L’esplorazione della casa di Andy, del cantiere edile e del gigantesco magazzino di giocattoli di Al nei panni di Buzz Lightyear offre un level design vario e ricco di collezionabili. Nonostante la telecamera d’epoca richieda un minimo di assestamento, Toy Story 2 si conferma il titolo più moderno, divertente e godibile dell’intera selezione vintage, capace di divertire ancora oggi.

A completare la raccolta troviamo Buzz Lightyear da Comando Stellare (2000), uno shooter/runner frenetico, e Toy Story Racer (2001), un kart racer per PS1 sorprendentemente tecnico. Come graditissimo bonus d’archivio figura anche l’adattamento di A Bug’s Life (1998) in edizione PS1 e GBC.
Nel loro complesso, i giochi della Retro Roundup! presi singolarmente risultano oggi chiaramente datati nelle meccaniche, ma conservano intatto quel fascino d’epoca che solo chi ha vissuto quell’era saprà apprezzare appieno. Non posso di certo dire che giocandoci oggi non abbia provato un po’ di frustrazione per delle meccaniche davvero superate, ma era sicuramente qualcosa che mi aspettavo e di cui bisogna tenere conto. I giochi hanno i loro anni e, chi più chi meno, nell’epoca in cui sono usciti sul mercato erano davvero delle gran perle con cui divertirsi.


Quality of Life e modernizzazione: la magia di Digital Eclipse
In ogni caso, se la fruizione di questi classici risulta scorrevole anche per il pubblico contemporaneo che non si lascia ammaliare dall’effetto nostalgia, il merito è in grandissima parte dello straordinario lavoro profuso da Digital Eclipse sul fronte delle funzionalità di Quality of Life. Consapevoli della frustrazione che una struttura di gioco anni ’90 potrebbe generare sui giocatori di oggi (e non solo), gli sviluppatori hanno integrato un set di strumenti d’accessibilità davvero impeccabile.
La funzione di Riavvolgimento temporale rappresenta una vera e propria ancora di salvezza: premendo un semplice tasto è possibile riavvolgere l’azione di qualche secondo per correggere un salto sbagliato o evitare un danno fatale. A questa si affiancano i Salvataggi liberi effettuabili in qualsiasi istante su più slot dedicati e l’esclusivo menu dei “Trucchi di Rex“, un pannello che consente di attivare vite infinite, invincibilità o di sbloccare direttamente tutti i livelli di ciascun gioco. Per chi vuole studiare i passaggi più complessi prima di affrontarli, la Modalità Allenamento permette di osservare esecuzioni perfette gestite dall’IA per poi subentrare nel controllo quando si desidera.

Anche il comparto visivo è stato curato e reso più accessibile. I titoli tridimensionali d’epoca PlayStation beneficiano infatti di un upscaling nitido che elimina le seghettature senza alterare la fluidità originale (ed è comunque anche possibile giocare senza filtri, “godendo” della grafica pixellata dell’epoca), affiancato da filtri CRT anch’essi opzionali altamente personalizzabili che ricostruiscono le scansioni dei vecchi televisori a tubo catodico per le versioni a 16-bit. La possibilità di consultare in qualsiasi momento i manuali originali scansionati in alta definizione con box art in 3D completa un quadro di ammodernamento che trasforma software spietati in esperienze piacevoli.

Il Museo Virtuale: un tempio della preservazione videoludica
Il vero elemento che eleva Toy Story: Retro Roundup! da semplice riedizione a prodotto d’eccellenza culturale è l’incredibile Museo Virtuale integrato, sviluppato sul rinomato Bakesale Engine di Digital Eclipse. Costruito con un’interfaccia tridimensionale che riproduce la cameretta di Andy, il museo rappresenta una sterminata galleria d’arte e di storia interattiva.
Al suo interno è possibile sfogliare centinaia di bozzetti preparatori, documenti di game design originali mai pubblicati prima, fotografie storiche dei team di sviluppo e materiale promozionale d’epoca. Il piatto forte è rappresentato da sei video-interviste documentaristiche realizzate in esclusiva con figure chiave dell’industria e della Pixar, tra cui Jason Katz (Head of Story in Pixar), Luigi Priore (VP di Disney Games), Jon Burton (fondatore di TT Games) e Jim Hanks, storico doppiatore di Woody nei videogiochi (mentre nei film la voce è di suo fratello, il famosissimo Tom Hanks). I loro racconti offrono uno spaccato affascinante sulle sfide tecniche incontrate nel comprimere la grafica computerizzata sulle cartucce a 16-bit o sulla gestione dei diritti d’autore alla fine degli anni ’90.
Arricchisce la sezione un Lettore Musicale completo che raccoglie l’intera colonna sonora di ogni gioco presente nella collezione, offrendo persino le tracce audio non compresse in alta fedeltà estratte dalla rara versione PC Windows del primo Toy Story del 1995. Un lavoro di archiviazione monumentale che trasforma la raccolta in un acquisto d’obbligo per qualsiasi appassionato di storia del videogioco, soprattutto se fan di Toy Story.

Toy Story: Retro Roundup! è un’operazione d’archivio di altissimo livello che dimostra come debba essere trattata la memoria storica del medium videoludico. Se presi singolarmente, i titoli a 16 e 32 bit mostrano inevitabilmente i segni del tempo con meccaniche rigide e un bilanciamento d’altri tempi che senza l’effetto nostalgia rischiano di stancare in fretta. Per fortuna però l’eccezionale lavoro di restauro, i filtri grafici, i trucchi integrati e lo splendido Museo Virtuale trasformano l’antologia in un piccolo gioiello d’accessibilità e divulgazione.
Ė difficile dare un voto ad una raccolta del genere: come detto i giochi in sé sentono il peso degli anni ma sarebbe anche ingiusto svalutarli e far pesare sul voto il loro essere “vecchi”. Prendete quindi il voto finale come una media tra l’eccezionale lavoro di raccolta documentaristica e di restauro fatto dagli sviluppatori con la qualità di quei titoli giocati oggi.
In ogni caso ci troviamo di fronte a una raccolta consigliatissima per chi è cresciuto con Toy Story e si è ritrovato a piangere al finale del terzo capitolo, di cui abbiamo anche il gioco, su Nintendo Switch 2, in versione completa e rimasterizzata!



























































