Recensioni

Dry Drowing – Al bivio di una recensione

Game

Certe storie non fanno troppa distinzione tra bene e male, e le azioni degli uomini si confondono nello scenario, grigio, espressione cromatica della spaccatura del dualismo bianco/nero. E lo stesso colore è tristo emblema di […]

Certe storie non fanno troppa distinzione tra bene e male, e le azioni degli uomini si confondono nello scenario, grigio, espressione cromatica della spaccatura del dualismo bianco/nero. E lo stesso colore è tristo emblema di […]

Nintendo Switch
Febbraio 22, 2021
Genere
Avventura grafica
Lingua
Italiano, inglese, giapponese, cinese
Multiplayer
No

Certe storie non fanno troppa distinzione tra bene e male, e le azioni degli uomini si confondono nello scenario, grigio, espressione cromatica della spaccatura del dualismo bianco/nero. E lo stesso colore è tristo emblema di una condizione di squallore, pesantezza emotiva, che si illumina solo nei riflessi delle lamiere di una società totalmente incastrata nella giungla urbana, la quale esplode una volta giunte le tenebre. Sono questi i colori che dominano Dry Drowing, il grigio e il nero – mentre il bianco è un miraggio, reminiscenza di qualcosa di puro e ormai celato troppo in profondità nell’animo delle persone.

Come agire dunque, in un mondo nel quale ogni decisione è un coltello a doppia lama, destinata a ferire in ogni verso? Che le lame, lingue di metallo, sono sempre grigie.

Dry Drowing è un’avventura grafica investigativa ambientata in un futuro distopico cyberpunk, ma che si avverte terribilmente vicino, perché le questioni affrontate dalla storia sono facilissimamente reperibili nel nostro hic et nunc, come una puntata di Black Mirror girata in diretta: emigrazione e razzismo, privacy, esasperazione tecnologica, politica dell’apparenza. La città nordeuropea di Nova Polemos è scossa dal ritorno di un serial killer ritenuto condannato alla sedia elettrica anni prima. E insieme all’omicida sarà il nostro alter ego a tornare, Mordred Foley, un investigatore cinico, autodistruttivo, colui che insieme alla partner Hera aveva condotto le indagini – ora più che mai apparentemente errate – sui vecchi omicidi. Pandora, questo il nome a firma dei delitti, agisce ispirandosi al mito greco, elemento che caratterizza tutta la narrazione del gioco partendo da un nomen omen evidente: polemos πόλεμος, significa guerra nella lingua di Omero. Un classicismo raccapricciante, però costellato di dettagli orrorifici.

La storia del gioco è intrigante, ad alta tensione, ma imperfetta: alcuni passaggi possono appaiono forzati, e alle volte i dialoghi suonano quanto meno naïf, a causa di battute da blockbuster d’azione che cozzano con l’eleganza del retaggio ellenico. Ciò non può cancellare uno dei maggiori meriti della produzione, che è quello di riuscire a tenere incollati allo schermo per curiosità narrativa ed efficacia dell’atmosfera.

Il gameplay è basato sulle attività di indagine e dialogo, accompagnate da altre minori. Nostro equipaggiamento uno strumento chiamato AquaOs, grazie al quale accederemo a varie funzioni e documentazioni. La parte di perlustrazione dei luoghi del delitto è semplicistica nella maggior parte dei casi, e altro non fa che preparare il terreno alla spina dorsale del sistema di gioco, ossia la parte comunicativa. Di volta in volta dovremo scovare la verità presentando prove, concentrandoci su dettagli, e addirittura senza sbagliare nella modalità Living Nightmare: ogni qualvolta si attiverà, avremo a disposizione solo tre errori per tutto il tempo del confronto col nostro interlocutore.

A questo modus operandi sono affiancate alcune diversioni, come la risoluzione di enigmi legati ai crimini, o dei piccoli puzzle elettronici: questi ultimi, sebbene parte dell’eterogeneità delle soluzioni ludiche, sono sembrati abbastanza gratuiti, sinceramente non incisivi.

La meccanica di gioco riesce senz’altro ad appassionare, e il senso di responsabilità per le decisioni prese permea tutta l’esperienza, prova dell’ottima realizzazione delle idee alla base del gioco, eppure rimane dell’amarezza per alcuni aspetti che avrebbero potuto essere più decisivi, più coraggiosi: in alcuni frangenti tutto sembra scorrere in binari prevedibili, e la modalità Living Nightmare appare come un’occasione sprecata, dal momento che, qualora sprecassimo tutte le nostre chance, torneremmo semplicemente all’inizio del dialogo, e ciò indebolisce la tensione per le conseguenze delle proprie azioni, elemento che in tutti gli altri casi rappresenta uno dei fiori all’occhiello del gioco. Anche il particolare e inquietante potere di cui è dotato Foley avrebbe potuto generare risvolti più determinanti.

Graficamente Dry Drowing è nitido ed efficace nell’amplificare il mood degli eventi, solo che animazioni non colpiscono, poche e non troppo elaborate. Col sonoro siamo invece a livelli altissimi: le musiche seguono egregiamente i vari momenti di gioco, incalzano il giocatore, creano un filo di macabro sottile e affilato, e sono in definitiva una parte fondamentale dell’esperienza ludica.

Dry Drowing è un’avventura che cattura e mette i brividi mentre offre stimoli per pensare, gettando il giocatore in pasto a un ambiente opprimente e bieco riprodotto squisitamente in quanto a narrazione, atmosfera e musiche. Le imperfezioni ci sono, e alcune fanno storcere il naso – ma è probabilmente anche in esse che risiede parte del fascino di questo titolo.

La romana Leonardo Interactive è riuscita a creare un mondo crudele e credibilissimo, con storie e personaggi che entrano nei nervi del giocatore – un mondo nel quale si può tornare volentieri per scoprire tutti i finali alternativi.

La speranza che coltiviamo è che affini il proprio già ottimo sistema, perché dopo un’esperienza come Dry Drowing non si può fare altro che pretendere che il loro talento produca risultati ancora più elevati.

0
10
7
Un'avventura grafica che fa inesorabilemente sprofondare il giocatore nel baratro di una storia terribile dall'atmosfera riuscitissima.
Non tutti gli ingranaggi di gameplay girano adeguatamente, così come alcune linee di dialogo che risultano quantomeno naive.

MODUS OPERANDI

Mi sono lasciato inghiottire dai vicoli senza speranza di Nova Polemos sia in modalità portatile che sullo schermo di casa.

One thought on “Dry Drowing – Al bivio di una recensione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *