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Sonic – Il Film – una recensione velocissima

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Pubblicato il
14 Febbraio 2020
Genere
Lingua
Multiplayer

Per una volta Sonic è meglio di Mario… al cinema.

Non c’è dubbio che fin dalla notte dei tempi videoludica la rivalità più simbolica del nostro adorato mondo fatto di pixel sia quella tra Mario e Sonic, alfieri delle piattaforme a 16 bit e capaci entrambi di rimanere rilevanti (con alterne fortune) fino a questo nuovo decennio.

La competizione si è sempre svolta tra scaffali di negozi e mura domestiche, tra blast processing e migliaia di colori, ma nell’anno 2020 – finalmente – anche il porcospino blu compie il salto verso il grande schermo, come fece il nostro amato idraulico nel lontano 1993.

Abbiamo dunque un nuovo campo di battaglia su cui dipanare l’antica faida: in attesa del “rilancio” di Mario nel 2020, con il suo nuovo film, vediamo se sono cambiati gli equilibri tra le due mascotte.

Stavate parlando di me?

Sonic – Il Film arriva nelle sale portando con sé la scia di polemiche legata al design originale del porcospino blu, inizialmente rappresentato come un ibrido antropomorfo che richiamava la visione originale macchiandola però con elementi poco apprezzati dal pubblico (i denti… I DENTI!).

Apriti cielo, sacrilegio! Il moto universale di sdegno verso ciò che sembrava Sonic ma non sembrava Sonic ha portato la Paramount Pictures a tirare il freno a mano e correre ai ripari per restituire ai fan un eroe più simile a quello videoludico – nel bene e nel male.

Solo una certezza, fino a quel momento: Jim Carrey. Indipendentemente dalla fedeltà fisionomica o caratteriale, il suo Robotnick ha subito convinto per carisma ed espressività, da sempre marchi di fabbrica dell’attore Canadese.

Dunque, dopo la revisione e il conseguente ritardo – il film era previsto inizialmente per il 2019 – cosa rimane di questa produzione?

O stavate parlando di me?

La storia ruota ovviamente attorno al velocista blu, introdotto allo spettatore attraverso una doppietta di tòpoi fin troppo prevedibile, in pratico un flash forward e un flashback uno in fila all’altro: è un film di Sonic, non ne facciamo un dramma e proseguiamo. Fin dai primi istanti però siamo lieti della conferma di Renato Novara come voce, ormai storica, del personaggio creato da SEGA.

Facciamo dunque la conoscenza di Tom Wachowski, lo sceriffo della pacifica cittadina di Green Hills, intento a dare ricercare un po’ di eccitazione al controllo velocità. Il personaggio interpretato da James Marsden (il Ciclope di X-Men, per rimanere in tema ludico) è un sempliciotto, ligio al dovere e pronto ad aiutare tutti i suoi concittadini. Compreso Wade, il suo sottoposto fin troppo imbranato per essere credibile, ma fondamentale per la riuscita di alcuni momenti comici.

Tom non può certo immaginare che la sua vita è pronta ad essere stravolta dal “Diavolo Blu“, la creatura misteriosa che stando alle parole di Carl il Pazzo (un nome che non lo rende proprio credibile) vivrebbe nei boschi del paese da anni. Ne ha fatto anche un identikit ma… sorpresa.

Facciamo finta che quel coso dietro di noi non esista…

Niente spoiler, signori: Sonic – Il Film non è certo un colossal con una trama articolata e ricca di colpi di scena, ma pur essendo un’esperienza leggera merita di essere goduto al netto di rivelazioni e dettagli. La visione del trailer è più che sufficiente e consente di godere delle tante chicche lasciate qua e là per i fan.

L’atmosfera è quella di un film degli anni ’80/’90, che forse oggi chiameremmo “isekai al contrario”: il protagonista è un “alieno” di un altro mondo che arriva nel nostro un po’ per caso e un po’ per necessità, vivendo una vita da recluso fino al contatto con la spalla umana.

Un po’ un E.T da corsa, un po’ “Howard e il destino del mondo“, la pellicola del debuttante alla regia Jeff Fowler ha il buon senso di mantenere i piedi per terra e creare una storia in cui inizio e fine degli eventi sono legati al destino del protagonista, senza tirare in ballo minacce globali o invasioni interstellari.

“Ma che ne sanno i 2000” intensifies

Ciò permette di spingere sull’acceleratore con scene comiche molto spesso riuscite e mirate ogni volta a fette di pubblico differenti – una manna dal cielo in questo genere di film – nonché di dare grande spazio all’interpretazione di un eclettico e inarrestabile Jim Carrey. Il suo Eggman (non è un errore, lo giuro) è crudele, spietato, pieno di risorse e capace di sovvertire ogni previsione di sconfitta.

Per buona parte della pellicola assistiamo ad un confronto Sonic/Robotnick, giocato prima sulla furbizia e poi sull’azione, che esplode sul finale. Non ci sono motivazioni rilevanti alla base del conflitto, semplicemente le personalità dei due contendenti reagiscono chimicamente come propulsore narrativo: lo scienziato non può fare a meno di perseguire la conoscenza e non accetta la sconfitta, Sonic ha un lascito da rispettare ad ogni costo. Tanto basta per diventare il più terribile avversario possibile per il nostro eroe, in cerca della pace per sé stesso e poco altro.

Immaginate uno Sheldon Cooper ancora più pazzo e con a disposizione tutti i soldi del governo USA

Ogni tanto il ritmo rallenta ricordandoci la sua natura di film per famiglie, lasciando spazio ad attori secondari e creando momenti di indubbia tenerezza, necessari a costruire una caratterizzazione di Sonic inizialmente piuttosto bidimensionale.

I personaggi crescono attraverso le avversità, scoprendo il valore dei rapporti umani (e non umani) al punto da mettere in discussione ambizioni e progetti personali. Il messaggio è semplice e conciso: aiutare chi ha bisogno, sia esso umano o meno. Un atteggiamento semplice, praticamente istintivo nell’uomo (stando al film), che condanna non il diverso ma il violento.

Come è lecito aspettarsi da queste produzioni, la chiusura spazza via ogni problematica costruita nei circa 100 minuti di visione, chiudendo conflitti e incomprensioni come ogni buon lieto fine sa fare. Ripetiamo, è un film dal target chiaro e facilmente leggibile, famiglie e fan, che non mostra mai velleità di allungare il passo – ed è meglio così.

Un obiettivo alla volta, senza strafare.

Super Mario Bros. tanti anni fa fece l’errore di costruire un’immaginario cinematografico a tratti distopico che sovrascrisse quello videludico e tarpò le ali alla fantasia. Non che si potesse fare molto altro negli anni ’90, considerato il ridotto traino del medium videoludico verso il pubblico cinematografico. Fu un bizzarro compromesso figlio dei tempi, che ci regalò perle di trash tra cui emergevano le interpretazioni di Bob Hoskins e Dennis Hopper, comunque sul pezzo nonostante il contesto a tratti impresentabile.

Oggi, con una maggiore consapevolezza delle potenzialità di interazione tra cinema e videogioco e supportati da tecnologie allora impensabili, possiamo finalmente immaginare sceneggiature in grado di rendere giustizia all’opera originale non solo visivamente, ma anche per ritmo.

In quest’ottica Sonic – Il Film è un vero successo: attinge al materiale originale e lo rielabora quanto basta per non stravolgerne i cardini storici. Inizialmente prende le distanze sotto tanti aspetti, ma poi converge con più convinzione con il prosieguo degli eventi.

In certi momenti si corre. TANTO.

Sonic – Il Film è un gradevolissimo film per la famiglia e un discreto passatempo per i videogiocatori – a patto che non si aspettino chissà qualche sconvolgente opera multimediale. La scala dell’opera è molto contenuta, ma si esprime con grande efficacia dal punto di vista visivo ad ogni occasione. In particolare l’arsenale di Robotnick offre gli spunti più interessanti a livello tecnico. Ben distante dalle previsioni catastrofiche di tanti, il film è promosso senza riserve grazie anche alle numerose chicche riservate ai fan, mostrate quasi sempre col giusto tempismo.

Per tutti gli altri semaforo giallo: c’è ben poco da ricordare e apprezzare per coloro che non abbiano memorie e passioni personali da intrecciarvi durante la visione. Tra citazioni, meme e sorprese finali, lo spettatore tradizionale si potrebbe sentire spaesato e ritrovarsi a concentrare la propria attenzione sugli elementi più deboli della produzione – ma vi trovate su NintendOn, difficilmente appartenete a questa categoria.

In coda una nota in merito al “Sonic che fu”: riguardando il primissimo trailer dopo la visione del prodotto finale si fatica a giustificare tutto il lavoro a cui è stato sottoposto il team e all’incredibile dispendio di soldi extra solo per soddisfare le esigenze di una fanbase polemica, che si spera dia seguito al proprio vociare e si rechi al cinema. Il contesto, le animazioni, le situazioni in cui si trova il porcospino blu appaiono ancora studiate per il “vecchio” Sonic, che avrebbe funzionato meglio in tante situazioni (ignorando i denti… brrr!). La nuova versione rimane comunque molto carina e fedele, senza dubbio.

7.5
Leggero, simpatico e non pretenzioso. Molto divertente a tratti, simpatiche le citazioni per i fan.
Ambizioni non eccessive (ci sta), leggerezze perdonabili sul finale.
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