Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 – una recensione da record

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Genere: Sportivo
Multiplayer: 1-4 giocatori (locale e online)
Lingua/e: Italiano

Diamo un occhio al medagliere!

Mancano 262 giorni ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Per gli amanti dei conti alla rovescia, una pacchia. Per gli appassionati di eventi a cinque cerchi, invece, un’attesa di certo non entusiasmante. Ma non dovrebbero essere solo loro a guardare alla competizione con attenzione, quanto anche noi videogiocatori… e il motivo dovrebbe essere palese guardando a circa tre anni fa, durante la chiusura dei giochi di Rio 2016.

C’era anche l’iconico effetto sonoro del tubo… capolavoro di ingresso!

Il buon Shinzo Abe ha adempiuto al suo ruolo di primo ministro giapponese sfiorando con la testa le vette della leggenda, interpretando il nostro Super Mario allo scopo di presentarsi in tempo al passaggio di consegne più importante del mondo sportivo. Fin da allora si era capito che le olimpiadi in terra nipponica non potevano certo essere considerate in modo convenzionale: quando il paese ospitante è impregnato in modo viscerale di creatività e rifulge di orgoglio nell’esprimere la propria cultura attraverso media ritenuti quantomeno “collaterali” altrove, ecco che il nerd si sente a casa propria e improvvisamente guarda con simpatia a tutto ciò che potrebbe essere partorito in funzione della competizione.

A cominciare dall’immancabile gioco di Mario & Sonic, ovviamente.

Pronti ad una nuova sfida?

La formula originata dal crossover più imprevedibile di sempre è rimasta tendenzialmente immutata dalle olimpiadi di Pechino del 2008, presentandosi anche in occasione dei cinque cerchi invernali (salvo rare eccezioni) per sperimentare e fornire agli eroi del mondo Nintendo e Sega nuovi scenari in cui confrontarsi. Perché non ci basta sapere chi è più veloce sui 100mt tra Mario e Sonic, ma anche chi pattina meglio sul ghiaccio tra Bowser ed Eggman – ovviamente.

Rimaniamo però in tema di olimpiadi estive, perché il prossimo evento è più vicino di quanto possiamo immaginare e conviene arrivarci preparati. Anche e soprattutto per via di una produzione che ha il compito di mostrarci il lato più leggero e spensierato della tenzone internazionale, corredando l’esperienza con una serie di discipline del tutto nuove (per il videogioco come per il medagliere) e una modalità storia dotata del giusto gancio per fare presa sul giocatore.

Quella luce è sospetta….

Iniziamo proprio da qui, ovvero dall’ennesimo piano di Bowser ed Eggman studiato per liberarsi di Mario e Sonic, il duo di eroi più resiliente che mente umana abbia mai partorito. La serie di sconfitte a cui sono stati sottoposti i due è talmente estesa da portare ad un’unica soluzione: basta affrontare i rivali, all’apparenza invincibili, meglio studiare un piano per liberarsene in modo pulito e definitivo.

È qui che entra in gioco la “Tokyo 1964”, la console per videogiochi donata ai nostri eroi al solo scopo di trascinarli (e intrappolarli) in un mondo pixelloso mentre il gatto e la volpe compiono le loro nefandezze liberamente. Il karma vuole però che qualcosa vada storto e che all’interno del mondo virtuale ci finiscano non solo Mario e Sonic, ma anche i due villain – con allegato un mai abbastanza sfortunato Toad. Starà a Luigi e Tails capire come gestire la situazione mentre il duo di eroi proverà a risolverla dall’interno della trappola digitale.

Eggman ha fatto un casino

Il parallelo tra i due mondi è costante e tiene alto l’interesse dopo un inizio, come di consueto, letargico e stucchevole. Il target è quello che è, richiamando necessariamente un approccio lento, morigerato e ricco di animazioni semplici e versetti. È il passaggio a Tokyo 1964 a brillare, nonostante la sensibile dissonanza tra gli sprite 8 bit made in Nintendo e i personaggi Sega, ritratti nel loro immaginario risalente al Mega Drive.

Si condivide però la progressione un po’ pigra, che finge di offrire libertà, esplicitata attraverso una mappa in stile Mario 2D da esplorare, per poi muoversi lungo una linea ben precisa e priva di deviazioni di qualsivoglia specie. Le differenti aree di Tokyo inserite sono riprodotte con grande attenzione, ma esauriscono in poco tempo l’interesse come scenario di trama per trasformarsi, ad ogni nuova visita, in semplici luoghi dove recuperare i pochi collezionabili (sotto forma di quiz sulle olimpiadi o sui personaggi).

Dov’è il flauto per andare al livello del deserto?

Quando si pensa di trovarsi di fronte ad una tediosa sequela di discipline sportive, passando da presente al passato, ecco che Sega ci sorprende inserendo dei minigiochi che vanno a dare forma ad alcune situazioni bizzarre: che sia Sonic impegnato nel correre più veloce del treno ad alta velocità su cui viaggia Eggman o Luigi che deve usare la sua acuta vista per trovare gli amici di Yoshi, queste digressioni hanno come risultato di rinfrescare l’incedere tra uno stadio e l’altro.

Si passa da rivisitazioni di grandi classici, citazionismo ed esperimenti di gameplay. Si tratta probabilmente delle aggiunte più curiose al pacchetto rispetto a quanto visto in passato e sono, fortunatamente, accessibili in qualsiasi momento una volta sbloccate. Sono 10 e le troverete nella stanza di gioco, tra le opzioni.

Vi ricorda qualcosa?

Per quel che concerne invece le discipline più tradizionali, andiamo sul sicuro: l’esperienza acquisita nel corso degli anni ci offre un gameplay solido e divertente per ognuna delle 21 prove olimpiche. Alcune di queste offrono la sensazione di “esserci già stati”, come l’equitazione o il lancio del giavellotto dirne un paio, ma in generale il livello di efficacia restituito dal contesto cartoonoso è davvero ottimo. Unica premura è la scelta del controllo adatto, tra pulsanti e motion: non sempre infatti entrambi risultano divertenti e precisi allo stesso modo. Ovvio però che si debba passare da un po’ di allenamento prima di trarre conclusioni in merito.

La sfida più complessa a volte sta nel capire correttamente le stesse istruzioni che dovrebbero aiutarci: alcune prove non sono il massimo della semplicità e richiedono una serie ripetuta di prove prima ancora di poter ottenere dei risultati discreti. Capito l’andazzo, però, è facile ottenere buonissimi risultati al primo colpo.

Chi l’avrebbe detto che Amy nascondesse questo talento?

Immersi nel 1964 le cose cambiano relativamente, con le 10 prove tutte piuttosto funzionali, che vanno a solleticare il nostro lato retro come solo un erede del leggendario Track & Field potrebbe.

100 metri, ostacoli, voleteggio, tuffi… tutti divertenti e rapidi nell’impostazione. Qualche riserva per prove come la pallavolo o la maratona, basate troppo sulla randomicità degli eventi o su una precisione del posizionamento non propria delle grafiche pixellose a 2 dimensioni per garantire un’ottimizzazione delle prestazioni legata all’esperienza. Come in tutte le competizioni, quando si gareggia “contro sé stessi” è sempre più facile limare i propri record, al contrario di quando ci sono elementi indeterminati nel mezzo.

La maratona è talmente impegnativa che non sono riuscito a fare screen durante la gara!

Sommando le 21 prove 3D, le 10 “retro” e gli altri 10 minigiochi della trama arriviamo ad un discreto totale di 41 possibilità di gioco, anche se in alcuni casi sovrapponibili – quanta differenza può esserci a livello di coinvolgimento tra i 100mt classici e quelli 2D?

È qui che dovrebbero entrare in gioco gli “Eventi Sogno”, per fornire un approccio più giocoso (o caotico, come preferite) alle sfide tradizionali. Peccato però che siano presenti solo tre di queste prove speciali: Corsa Sogno riprende gli elementi base dello skate per realizzare delle gare di velocità a la Mario Kart / F-Zero, Karate Sogno espande la sfida marziale a quattro giocatori semplificando mosse e aggiungendo i power up, mentre Tiro Sogno è forse l’esperienza più originale del pacchetto, offrendo una sorta di “Overwatch Lite” alla ricerca di bersagli (grandi e non) mentre si ostacolano i nemici.

Non male il pacchetto, ma un numero così ridotto è comunque impattante sulle possibilità di variare le sfide con i propri amici.

Fate partire il tema di Mute City

Superata la modalità storia, che vi porterà via una mezza giornata, restano quindi le 44 prove totale con cui confrontarvi in singolo, in multiplayer locale o online. Ovviamente questi titoli al fianco dei nostri amici rifulgono di nuova vita e sono generatori di divertimento infinito nei contesti più disparati.

Difficilmente però si può immaginare che queste discipline diventino un banco di prova costante per chi voglia provare a impegnarsi online: l’assenza di una quantificazione dei progressi o quantomeno di un avatar identificativo che possano in qualche modo tracciare l’esperienza del giocatore è un grosso deterrente nel 2019.

L’efficacia del netcode è poi tutta da verificare, considerando l’ambiente attualmente spoglio di giocatori e quindi quasi impossibile da testare.

Attendiamo che le stanze si popolino dopo il lancio.

Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 è un titolo realizzato con grande competenza e una cura nel dettaglio elevatissima per quel che concerne la riproduzione dell’evento chiamato in causa. Quando però si affronta l’aspetto ludico oltre la successione delle varie prove le incertezze si palesano per longevità ed engagement: oltre la storia, molto carina seppur lenta a partire, manca un vero traino che guidi e stimoli i progressi del giocatore.

Stiamo però parlando comunque di una produzione qualitativamente sopra la media, divertente e in grado di essere apprezzata da una buonissima fetta di pubblico. Forse un po’ più di coraggio nel dare forma al pacchetto sarebbe stato più apprezzato. Consigliato agli amanti dei party game e degli sportivi, ma principalmente con accezione occasionale. Discorso diverso se invece state cercando un titolo che davvero vi accompagni da qui alle prossime olimpiadi, considerati i sopracitati limiti.

Abbiamo provato a dare il meglio in ogni disciplina, superando la trama e guadagnando le medaglie grazie ad un codice offerto da Nintendo.
Pro: Molto curato nei dettagli, competizioni divertenti, scenari di Tokyo affascinanti
Contro: Manca di contenuto per andare oltre l’esperienza base, non tutti i giochi funzionano perfettamente.
7.9

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