Recensioni

Mega Man 11 – Recensione

Game

Dopo otto anni la serie classica di Capcom ritorna in alta definizione.

Dopo otto anni la serie classica di Capcom ritorna in alta definizione.

Nintendo Switch
Ottobre 15, 2018
Genere
Platform, Action
Lingua
Multilingua
Multiplayer
n.d.

Il ritorno del robot giustiziere

Mega Man può essere definita una serie pilastro, un simbolo dell’era console di fine anni ’80 e icona della giapponese Capcom, software house che contribuì a diffondere il verbo del videogioco insieme a Nintendo. Le cose, purtroppo, cambiarono rapidamente — poco più di quindici anni — e persino il robot giustiziere subì un inevitabile ridimensionamento; il mercato, semplicemente, chiedeva altro e l’action platformer divenne un genere destinato ad una ristretta cerchia di videogiocatori.

Più di otto anni ci sono voluti per assistere al ritorno della serie classica di Mega Man. L’undicesimo capitolo, annunciato a sorpresa lo scorso dicembre e giunto finalmente su Nintendo Switch, cavalca un po’ quella che è la storia di Capcom dell’ultimo decennio: ricercare le origini che hanno segnato il successo senza tuttavia snaturare i propri brand.

Ricevuto!

In una tranquilla giornata al laboratorio fa la sua inaspettata comparsa il Dr. Wily, in possesso del Double Gear: una tecnologia ricavata da un suo vecchio progetto ritenuto al tempo immorale dal Dr. Light, in grado di potenziare un robot e renderlo, a tutti gli effetti, una marionetta. Le cose precipitano piuttosto in fretta e il Dr. Wily s’impossessa delle menti artificiali degli otto automi costruiti dal Dr. Light. Toccherà a Mega Man recuperarli ed evitare il caos che i robot, guidati da una mente malvagia, potrebbero seminare.

Una premessa narrativa molto semplice, che si sviluppa col passare delle ore in una manciata di scene ricreate col motore di gioco. Limitandosi al compitino, la storia non è il fulcro dell’opera, ma non ci si poteva aspettare altrimenti da una produzione che punta su ben altro e che, oltretutto, non ha potuto godere di un budget elevato alle spalle. I più accaniti fan della serie possono però stare tranquilli, perché sul fronte gameplay ci troviamo dinanzi ad un titolo di assoluto spessore.

Potevano mancare i livelli sott’acqua? No, ovvio.

Contro ogni previsione, il Dr. Light riesce ad implementare il Double Gear nei circuiti di Mega Man, che acquisisce due abilità piuttosto peculiari. La prima è il rallentamento del tempo, che permette di anticipare o schivare colpi altrimenti mortali, nonché di arginare precipizi sfruttando piattaforme mobili alternative. La seconda potenzia oltremodo il cannone impiantato nel braccio del robot, che diventa in grado di spazzare via anche i nemici più robusti. Quando i punti vita iniziano a raschiare il fondo del barile è inoltre possibile attivare una modalità speciale che sfrutta entrambe queste abilità.

C’è tuttavia un limite a tanto potere: una barra che, se riempita, porta al surriscaldamento del sistema e al suo inevitabile inutilizzo e rallentamento. Troppa esuberanza porta quindi ad un handicap non di poco conto, così come un’eccessiva parsimonia può rendere ogni livello particolarmente ostico. Già, perché Mega Man 11 non guarda in faccia nessuno e, oggi come in passato, presenta un livello di sfida davvero alto anche scegliendo la modalità “Facile”.

I boss sono la prova finale di ogni livello. Non posseggono pattern complessi, ma la loro ferocia vi farà sudare sette camicie. In questi scontri è molto importante saper dosare a dovere il Double Gear. In compenso, ognuno di loro vi farà dono di una nuova ed utile abilità.

Complice l’aggressività e il continuo spawn dei nemici, un level design mai permissivo e i boss di fine livello che non danno mai modo di rifiatare, l’ultimo capitolo della serie si presenta sin da subito come un gioco tosto, da affrontare più e più volte al solo scopo di imparare specifici pattern, migliorare il feeling coi comandi e racimolare bulloni da investire in utili moduli e oggetti.

C’è tempo anche per lo shopping.

I moduli sono pressoché essenziali: essi permettono a Mega Man di aumentare la potenza del cannone, ricaricare automaticamente il colpo speciale, aumentare l’attrito nei livelli con la neve o, ad esempio, trovare più capsule vita tra un nemico e l’altro. Vi sono poi oggetti che dimezzano i danni o che evitano una fine ingloriosa dopo la caduta in un precipizio. L’upgrade diviene quindi parte integrante dell’esperienza e un ottimo modo per appianare una difficoltà talvolta davvero eccessiva, che sfocia spesso in un trial and error molto old school.

Una volta completata la campagna principale ci si può cimentare nelle sfide, come la classica gara a tempo o una modalità nella quale bisogna compiere il minor numero di salti. Vi sono poi le Classifiche, dove è possibile ammirare i risultati e i replay degli speedrunner, la sezione Medaglie e la Galleria, che racchiude i modelli tridimensionali di tutti i nemici affrontati nel gioco, con tanto di spiegazione sulle loro abilità e relativa lore.

Nel gioco fa la sua comparsa anche Rush, il cane-robot di Mega Man. Questo simpatico personaggio può fungere saltuariamente da trampolino o trasformarsi in una piattaforma-razzo in grado di spostarsi nelle quattro direzioni. Molto utile, ma servitevene solo quando strettamente necessario!

Esteticamente e tecnicamente il titolo è più che valido. Il comparto artistico, dalle linee dolci e rotonde e dai toni colorati e cartooneschi, riesce a caratterizzare con efficacia protagonisti e antagonisti, oltre a dipingere perfettamente il caos e l’intensità degli scontri. Il comparto sonoro accompagna il tutto con tracce musicali molto ritmate e coerenti con la frenesia delle situazioni. Il frame rate si mantiene solido lungo tutta la campagna salvo che in sporadiche occasioni. L’unico neo è rappresentato da un imput lag quasi impercettibile, che talvolta purtroppo determina la disfatta involontaria del giocatore; niente che mini l’esperienza complessiva, sia chiaro, ma una patch sarebbe quantomeno gradita.

Boing, boing, boing. Probabilmente il livello più difficile di tutto il gioco.

Mega Man 11 è letteralmente infarcito di trappole, nemici che non lasciano scampo, piattaforme posizionate nei modi più crudeli, corse contro il tempo. Una gioia per gli occhi e i polpastrelli dei giocatori più anziani e, con molta probabilità, una vera e propria scuola di level design per i più giovani, fin troppo abituati alla linearità dei giochi moderni. Capcom non ha voluto scomodare i dogmi del genere e il risultato è un capitolo della serie classica puro, progettato per i fan storici. Una base perfetta dalla quale ricominciare, sperando che il brand abbia ancora tanto da dire negli anni a venire.

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0
10
8.5
Impegnativo come i suoi predecessori, level design ben congegnato, Double Gear perfettamente implementato nelle meccaniche di gioco.
Trial and error talvolta poco permissivo. Lieve imput lag.

MODUS OPERANDI

Completata la campagna principale grazie ad un codice gentilmente offerto per la recensione.

8 thoughts on “Mega Man 11 – Recensione

  1. Da amante di Mega man sono stra felice del suo ritorno, sono così tanto abituato allo stile di giochi che molte volte dimentico d’avere il sistema gear. Difficoltà buona, design dei boss molto accattivanti ed è divertente, ma per me ha dei piccoli difetti e forse viene percepito per lo più da chi gioca alla serie da anni, del tipo Checkpoint troppo lontani nella modalità normali, alcuni stage troppo lunghi, animazione di Mega man non tanto buona, piccole cose che diciamo si vede che il team che ci ha lavorato non ha lavorato a quelli vecchi e sicuramente si ritrova lì per lo più come eredita che altro. Comunque spero tanto che Mega man 11 ha un buon successo, perché voglio un seguito e voglio il ritorno di X pure!

  2. Ho voluto aspettare questa recensione nello specifico per discutere del problema personale che sto avendo con i videogiochi negli ultimi tempi: Mega Man 11 è stato solo…. il SECONDO gioco uscito UFFICIALMENTE nel 2018 che ho giocato (il primo è stato Celeste). Tutti gli altri giochi che ho comprato e giocato quest’anno sono remakes/porting di giochi vecchi per i quali avevo interesse a giocarli ma non potevo prima (Mega Man X Legacy Collection, Crash N Sane Trilogy, Street Fighter Anniversary, Devil May Cry Collection. E poi acquisterò Luigi’s Mansion quando esce questo venerdì e la Spyro Reignited Trilogy quando uscirà su Steam). Non ho mai giocato così pochi giochi nuovi nel corso di un anno prima d’ora…. l’altro giorno dissi che tra un anno smetterò del tutto di acquistare giochi (nuovi o vecchi che siano) ma più per ragioni personali che per altro….. però adesso mi rendo conto che indipendentemente da quali siano i miei problemi personali, oramai il mondo videoludico non mi offre più roba di mio interesse, e i giochi che m’interessano saranno sempre meno e meno, non importa il successo che hanno: per fare un esempio: The Last of Us, di sicuro il gioco di maggior successo degli ultimi 10 anni a livello di apprezzamento generale… mi mette ribrezzo. La sua natura di gioco nudo e crudo m’impedisce di apprezzare il buono che il gioco ha da offrire. Ho già avuto problemi simili in passato con giochi come God of War e Conker’s Bad Fur Day, ma ultimamente i videogiochi stanno andando sempre più e più in tale direzione. Non ho mai avuto problemi di questo tipo con giochi come Devil May Cry o Bayonetta, probabilmente perchè sono più contenuti rispetto ai titoli sopracitati, o magari perchè ammazzare angeli e demoni per me è più sopportabile che ficcare un ascia dentro il ventre di un tizio e fargli penzolare le budella… In realtà, non ho preso e mai prenderò Switch sempre per problemi personali, ma anche se l’avessi presa, la situazione non sarebbe stata diversa quest’anno: gli unici giochi che avrei preso quest’anno sono Starlinks e Smash Ultimate, per il resto il 2018 è stato pieno di fetecchie o comunque di giochi non di mio interesse su Switch.

    Insomma taglio corto: giochi come Mega Man 11 stanno diventando sempre e sempre meno, e quando non ne faranno più non avrò più niente da giocare, se non i retrogames che ho sempre apprezzato o tipo un gioco o due a morte di papa, e francamente non mi va di continuare a portare avanti questa passione per giocare uno o due giochi in croce all’anno, specialmente se poi hai a che fare con un sacco di gente idiota che ti fa saltare i nervi su internet mentre lo fai. Insomma a prescindere da quali siano i miei problemi non ho praticamente più ragione di andare avanti. Mi do un anno di tempo per recuperare quello che m’interessa su Steam prima di dare il taglio definitivo. Questo è quanto. Spero comprendiate…

      1. Più che di genere, e cambiamento generale di “natura” che i videogiochi hanno avuto nel corso del tempo. A parole semplici è difficile da spiegare, ma abituato a quel tipo di giochi (come quelli che ho citato sopra) e il fatto che stanno diventando sempre e sempre meno, per me è diventato difficile portare avanti questa passione. Al massimo mi sto dedicando più al retrogaming adesso, ma anche lì i giochi di mio interesse man mano che li gioco diventano sempre meno. Questo è il mio problema principale…

        1. Beh, io proverei ad avvicinarmi anche ad altri generi. Negli ultimi anni sono usciti giochi di altissimo spessore, che hanno settato nuovi standard. Vedi Breath of The Wild, Mario Odyssey, Hollow Knight, Persona 5, GOW4. A breve esce anche Red Dead Redemption, che non credo potrà mai annoiarti. Io ti consiglierei di allargare gli orizzonti e di non soffermarti solo su certi tipi di titoli.

          1. Breath of the Wild l’ho già divorato su Wii U. Hollow Knight giocato su PC. Persona 5 per quanto figo è un Jrpg e non avrei tempo per giocarlo (poi non ho PS4 quindi). God of War 4….. onestamente non saprei. Certo si discosta dai capitoli pesanti precedenti, però non so se abbastanza per farmelo apprezzare (e poi dinuovo non ho PS4). Red Dead Redemption non è il mio genere. Super Mario Odyssey invece sarebbe il titolo per il quale mi rodo di non avere Switch, ma non posso fare diversamente. Non ci sono tanti titoli che comprerei su Switch, sia attualmente che di annunciati (e diversi di quelli annunciati tipo Metroid Prime 4 e Bayonetta 3 chissà quando usciranno…). E per quanto riguarda l’allargare gli orizzonti, non credere che non ci abbia provato: ho provato prima Infamous e poi in seguito Uncharted a casa di mio cugino tempo fa. Le impressioni erano le stesse che mi diedero i loro trailers. Li ho mollati dopo tipo 10 minuti. Non è il caso di provare a farmi piacere a forza giochi che non riesco ad apprezzare, potrebbe essere dannoso per la mia indole e anche per la mia salute.

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