Severed & Axiom Verge – Anteprima

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In occasione dell’evento post E3 di Nintendo a Milano ho avuto modo di mettere mano a due titoli indie per Wii U, in arrivo nei prossimi mesi, che sono a dir poco fenomenali: Severed e Axiom Verge

Severed

Severed è il secondo titolo di DrinkBox studios per Wii U: la software house che ha dato i natali a Guacamelee ci sta per regalare l’ennesima perla.

Il titolo è difficile da raccontare perché non saprei ascriverlo a un genere particolare. È un po’ un dungeon crawler, un po’ avventura grafica, un gioco che ricorda la “touch generation” di Nintendo di qualche anno fa. Quel che è certo è che siamo dinnanzi a un titolo di grande spessore. Al giocatore viene chiesto di esplorare i livelli che compongono il mondo di gioco per scoprire che cosa è successo alla famiglia di Sasha, nel farlo si imbatte in miriadi di nemici e enigmi tutti da risolvere.

Il fulcro del gioco è il battle system: muniti di pennino e servendoci del touch screen del Wii U Gamepad bisogna colpire i mostri nei punti giusti, neutralizzare le loro mosse al momento giusto e, una volta riempita l’apposita barra, mutilare letteralmente i mostri. Più mutilazioni si fanno, più oggetti si ottengono; ovviamente il tutto è funzionale al potenziamento di Sasha, il personaggio principale. Ci sono diversi arti che è possibile raccogliere e che differiscono a seconda della natura del mostro ucciso: le braccia generalmente potenziano attributi legati alla forza, gli occhi quelli legati alla precisione e così via. Il boss di fine livello, molto impegnativo, richiede ovviamente una strategia particolare per essere battuto e una volta sconfitto si ottiene un oggetto speciale: in particolare il “gufo” presente nella demo sbloccava una maschera che rendeva più facile riconoscere gli oggetti segreti nelle stanze del gioco.

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Taglia, affetta e sminuzza

Comunque non si tratta di un titolo facile né semplice, bisogna essere reattivi, pensare a molti elementi diversi contemporaneamente ed entrare nel mood del gioco.

I difetti più evidenti che sono emersi nella demo sono senza dubbio tutti legati alla natura stessa del gioco: essendo un titolo che nasce su smart device e PlayStation Vita, i controlli tramite touch screen resistivo e tasti non sono il massimo. Il titolo sfrutta appieno le potenzialità del touch screen e c’è bisogno quindi di abbandonare necessariamente la TV, e questo porta ovviamente anche ad una qualità dell’immagine pesantemente degradata a causa dello schermo in bassa risoluzione del gamepad.

C’è anche da sottolineare che l’esplorazione. organizzata in stanze circolari, non è molto entusiasmante, i movimenti sono poco fluidi e procedere “a scatti” tra una stanza e l’altra ricorda giochi in 2D di qualche decade fa. Un piccolo peccato su cui però si potrebbe tranquillamente passare sopra se tutti gli altri elementi del gioco si riveleranno azzeccati. Lo stile, come quello di Guacamelee, si riaggancia molto ai tipici tratti messicani e ci aggiunge qualche tocco di “giapponesità”: le proporzioni dei personaggi, le scelte dei colori e lo stile delle strutture. Vi ricordate Samurai Jack? Il cartone animato di qualche anno fa che andava in onda su cartoon network? È ciò che più si avvicina a Severed in quanto a stile.

Un possibile grande titolo su cui pesa una domanda: quanto influirà il processo di porting sulla versione Wii U del gioco?

Axiom verge

I fan Nintendo sono in astinenza di un Metroid da troppo tempo. Metroid Prime: Federation Force è un titolo che non è affine a molti palati e sul fronte interno le cose non sono messe meglio. Axiom Verge, nel suo piccolo, ci mette una pezza (almeno per quegli illuminati che amano i Metroidvania ndElflum). E signori, che pezza di lusso.

Thomas Happ ha semplicemente preso la formula di Super Metroid, rifinito quel poco che c’era da rifinire e servito il tutto con una grafica old-school da far girare la testa. Un titolo indie di quelli che ti fanno cadere la mascella, e spuntare un sorrisone a 32 denti sulla faccia.

Axiom Verge butta il giocatore in un mondo inesplorato e gli chiede di scoprirne tutti i segreti tra stanze intricate e sfide all’ultimo sangue con mostri inquietanti. Ciò che colpisce è la cura maniacale riposta nei dettagli: i controlli sono semplicemente perfetti, precisi ed efficaci, permettono di eseguire dei movimenti impensabili e al limite dell’acrobatico.

Nella demo giocata era possibile girare per una vasta porzione di mappa e darsi all’esplorazione pura. L’armamentario era già fornito di tutto punto: l’arma base di colore rosso, che serve per danneggiare i nemici sulla media distanza, una di colore verde, una sorta di fucile a pompa in grado di sorpassare gli ostacoli, una trivella, che serve per trivellare i muri segreti, e una sorta di raggio blu in grado di trasformare alcuni elementi dello scenario in piattaforme.

Il gunplay è molto divertente e sconfiggere i nemici è un piacere: il movimento del personaggio è affidato al D-pad o all’analogico e tenendo premuto il tasto L è possibile muovere liberamente la mira del personaggio con l’analogico. Purtroppo non ho avuto modo di imbattermi in nessun boss nella demo quindi mi rimane il dubbio sulla bellezza, la difficoltà e la complessità di questi ultimi.

Per concludere, Axiom Verge è una lettera d’amore a una certa utenza, orfana un bel Metroid in 2D e che sicuramente saprà apprezzare moltissimo questo piccolo, ma grandissimo, titolo indipendente.

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