Le mie opinioni sull’ultima console Nintendo
Il 5 giugno 2025 usciva Nintendo Switch 2, ultimo arrivato nella grande famiglia Nintendo, desideroso di scalciare per prendere il posto che gli spetta. E non è andata affatto male a giudicare dai numeri: i 3,5 milioni di console vendute nei primi quattro giorni hanno decretato Nintendo Switch 2 come la console dal lancio migliore di sempre non solo nella storia di Nintendo ma anche in quella dei videogiochi in toto, superando i precedenti record di Playstation 4 e Playstation 5.
Nintendo non ha lanciato la nuova console sul velluto. Vero è che il forte installato di Nintendo Switch ha sicuramente preparato un clima di accoglienza favorevole da parte dei consumatori, ma il prezzo comunque alto, giustificato magari ma che supera Nintendo Switch Oled di più di 200 euro, e una line up iniziale sicuramente non scoppiettante potevano mettere a repentaglio i piani di Nintendo.
A un anno dall’uscita e con il Summer Game Fest appena concluso, possiamo dire che la scommessa di Nintendo è stata vinta con ampio margine. Non solo le vendite continuano imperterrite, ma stiamo vivendo un clima di ottimismo i cui precedenti risalgono addirittura ai tempi di Nintendo GameCube, e mi sto riferendo al supporto Third Party.
Con Nintendo Wii, Nintendo Wii 2 e Nintendo Switch infatti i multipiatta più possenti non arrivavano o arrivavano in ritardo e perlopiù pesantemente riadattati, per ovvi motivi.
Con Nintendo Switch 2 abbiamo già visto Resident Evil Requiem e Pragmata arrivare per tempo, e anche il recente Summer Game Fest ha lasciato l’impressione che più o meno tutto possa arrivare sulla nuova console Nintendo, merito sia delle vendite, difficili da ignorare per i publisher, che di tecnologie moderne, come il DLSS, che aiutano sicuramente a mitigare il gap con console più potenti già presenti sul mercato. Se in era Nintendo Wii Capcom era costretta a fare versioni alternative di Resident Evil proponendo uno shooter su binari, oggi può incollare il logo di Nintendo Switch 2 alla fine del trailer di Resident Evil Veronica senza che nessuno si stupisca più di tanto.
Vendite a parte, Nintendo Switch 2 è riuscita a convincere anche e soprattutto per la bontà dell’hardware. La cosa sorprendente è che non è dovuta ricorrere a chissà quali killer application, tanto che si può dire che il primo gioco in esclusiva che abbia davvero fatto il botto di vendite sia stato Pokémon Pokopia, superando con agilità i 4 milioni di copie vendute nel mondo nel giro di pochi mesi.
In linea di massima si può dire che lo schermo di Nintendo Switch 2 sia stato recepito come ottimo, seppure non sia dotato di tecnologia Oled. La nuova generazione di Joycon si è dimostrata solida, con un meccanismo per il detach finalmente comodo e con pochissimo gioco quando la console viene utilizzata in modalità portatile. Nessun problema di drifting o altro, sebbene si possa dire che la famigerata modalità Mouse non abbia fatto breccia nei cuori degli sviluppatori. Sicuramente è uno scenario già visto con altre feature bizzarre come l’HD Rumble dei Joycon di Nintendo Switch, ma confido comunque nell’uscita di un Wario Ware che possa quantomeno imporsi come rappresentante superfluo, ma irrinunciabile, della Nintendo Difference, accomunato a titoli quali Nintendo Land, Donkey Kong Jungle Beat, Osu! Tatakae! Ouendan e The Legend of Zelda Four Swords, ovviamente la versione Gamecube da giocare sul Game Boy Advance tramite cavo link.

Dopo un anno le uniche perplessità rimangono sul catalogo giochi, destinato comunque fisiologicamente a riempirsi e il cui giudizio è influenzato dai gusti del cliente, e sulla durata della batteria, sicuramente più importante.
Va detto che anche qui dipende dal gioco utilizzato, ma sebbene la durata indicata sia fino a 6 ore, con titoli come The Legend of Zelda Tears of the Kingdom difficilmente si riescono a superare o addirittura raggiungere le 3 ore. Visto che le recenti normative europee chiedono ai produttori di permettere ai consumatori la possibilità di cambiare la batteria dei propri device, mi aspetto che sia possibile correggere questo difetto in futuro, magari potendo scegliere batterie più potenti, specie se la sostituzione dovesse rivelarsi necessaria per l’età o l’eccessivo utilizzo.
Un’altra nota negativa è l’utilizzo delle Game Key Card. In generale Nintendo sta spingendo i consumatori sempre di più verso l’acquisto di giochi digitali aggiungendo alla solita politica di sconti saltuari già visti con Nintendo Switch, una differenza di prezzo di 10 euro tra fisico e digitale. Inoltre le Game Key Card sono cartucce che non contengono il gioco ma garantiscono l’accesso per il contenuto digitale. In questo modo il gioco non si lega all’account come fosse una copia fisica ma sparisce l’immediatezza dei tempi di caricamento tipici della cartuccia. Questa immediatezza è il fulcro principale dell’offerta Nintendo Switch 1 e 2: poter lasciare il televisore libero perché è iniziato Fratelli di Crozza oppure poter usufruire di quella mezz’oretta libera prima di andare al lavoro per trasformarla in mezz’ora di gioco, ma istantanea, prendi la console e giochi, senza installazioni e attese. Beh, questa immediatezza fa tutta la differenza del mondo.

Sicuramente una perplessità che è del tutto sparita è il supporto da parte di Nintendo. Se l’annuncio di giochi nuovi nel tempo è dato per scontato, così non è per quel che riguarda migliorie nell’esperienza utente o nei giochi. Con l’aggiornamento firmware di marzo 2026 infatti si può abilitare la modalità Boost, grazie alla quale è possibile giocare ai giochi Nintendo Switch in modalità Handheld con la stessa qualità della modalità Docked. Questo si traduce spesso in aumento di risoluzione, framerate ed esperienza di gioco più soddisfacente.
Forse però la caratteristica che personalmente apprezzo maggiormente è la modalità Game Sharing. Comprendo perfettamente che sia una cosa del tutto personale, ma vi assicuro che giocare in 2 come ai tempi di Nintendo DS, ognuno con il proprio portatile, è sicuramente tutt’altra cosa rispetto a utilizzare lo splitscreen. Anche qui c’è da migliorare, i giochi pesanti come Donkey Kong Bananza sono meno fluidi e più soggetti a occasionali lag, ma è comunque una feature esclusiva per Nintendo Switch 2 e che se sfruttata a dovere farà la felicità di genitori con figli o persone con il/la proprio/a partner, come nel mio caso.

Per dovere di cronaca cito anche la Gamechat, che permette il dialogo tra giocatori durante le sessioni online. Essendo io un single player non ho ancora avuto modo di sperimentarla, non fatico a credere che sia abbastanza sovrapponibile all’utilizzo dell’app mobile Nintendo dedicata, o a quelle di terze parti quali Discord, e che sia perfetta in caso si voglia parlare con amici “al volo”, senza utilizzare headset e orpelli vari.
Concludo questo riassunto frutto di coesione tra dati oggettivi ed esperienza personale con una panoramica sull’offerta Nintendo finora. Nel primo anno di vita non abbiamo avuto nè Zelda, né Mario main, contrariamente a quanto accaduto con Nintendo Switch. In parte hanno sopperito aggiornamenti ad hoc per Nintendo Switch 2 a giochi come Super Mario Wonder, gli ultimi due Zelda e Pokémon Leggende Z-A.

Mario Kart World, titolo di lancio, è stato accolto in maniera tiepida. Lo scontro con Mario Kart 8 Deluxe è per forza di cose impari, visto che si tratta di un titolo di lancio paragonato a un gioco perfezionato (ed espanso) negli anni. Tuttavia la filosofia delle piste interconnesse, la nuova modalità di gioco a esclusione e le varie missioni per la mappa rendono questo gioco un’alternativa fresca, considerando che Mario Kart 8 Deluxe rimane giocabile a prescindere. Inoltre il titolo ha già avuto diversi aggiornamenti e non è detto che non verrà espanso in futuro proprio come accaduto il suo predecessore. Ovviamente tecnicamente è una meraviglia di fluidità e divertimento per cui la mia opinione personale è che si tratti già di un titolo imprescindibile.
Il titolo che più di tutti ha avuto successo nel primo anno è stato Pokopia, un gioco che unisce la creatività di Minecraft, la dolcezza di Animal Crossing e i Pokémon con l’obiettivo di creare un paradiso per i piccoli mostri tascabili.
Quello che mi ha maggiormente sorpreso è come ci sia una storia che non ti lascia in balia della troppa libertà. Una volta portato a termine l’arco narrativo (o prima) è possibile volare con la fantasia e costruire qualsiasi cosa, basta dare un’occhiata a Instagram o Tik Tok per scoprire come questo gioco abbia fatto breccia anche in chi come me non vive a pane e Pokémon.
Donkey Kong Bananza è stato il Mario di turno. Livelli enormi che stuzzicano i fan dei Collecthaton, altissimo potenziale distruttivo. Unico difetto: doversi limitare coi pugni nell’abbattere mura per dover andare avanti col gioco. Yoshi and the Mysterious Book ha forse depistato qualche giocatore che si aspettava un gioco più classico. Per un fan Nintendo rappresenta una vera e propria enciclopedia sulle creature delle avventure di Yoshi oltre a un rompicapo con uno stile artistico sproporzionato.
Hyrule Warriors: L’Era dell’Esilio che ho recensito qui, è uno dei Musou più concreti in assoluto, col pregio di essere ambientato nell’universo di Zelda e approfondire la storia dell’ultimo capitolo. Non per tutti, a causa della ripetitività tipica del genere, ma un gran gioco. Kirby Air Riders è un gioiellino, oscurato solo dalla presenza di Mario Kart al lancio. Il gioco ha comunque il merito di soddisfare i palati di chi trova Mario Kart World troppo “party game” e di invadermi casa di amiibo, non so se esattamente sia un pregio però.
Mario Tennis Fever è un buon capitolo di una serie che probabilmente non si è mai posta come eccellenza ma come buon diversivo multiplayer. Le third party invece si sono già fatte vive con i titoli citati in precedenza e altri come Cyberpunk 2077, Indiana Jones e l’antico Cerchio, Monster Hunter Stories 3, Kena: Bridge of Spirits, Fallout 4, Final Fantasy VII Remake, solo per fare qualche nome.
Insomma, ora che abbiamo tirato le somme non ci resta che fiondarci sul Nintendo Direct di oggi, sperando ci lasci pieni di notizie goduriose per il prossimo anno.