Il calcio made in Konami torna su console Nintendo e lo fa alla grande
In principio c’era la serie FIFA di Electronic Arts e Pro Evolution Soccer (PES) di Konami. In tantissimi siamo cresciuti con il calcio virtuale in modo genuino, consumando i polpastrelli tra Carriera, Master League, serate con amici e calciatori trasformati in struzzi. C‘erano quelli che preferivano la simulazione di FIFA contro quelli che amavano l’immediatezza arcade di PES.
Era un saliscendi di vendite, FIFA che surclassava PES, poi il titolo Konami che aveva un picco improvviso di popolarità con conseguente difficoltà di FIFA. Per noi nintendari, però, per tanto tempo l’unica scelta è stata sempre e solo il titolo targato EA, fino all’arrivo dell’esperimento di PES su Wii. Un titolo che ho adorato per la sua freschezza e soprattutto sistema di controllo, che sfruttava in maniera geniale il puntatore del Wiimote offrendo ai giocatori un gameplay incredibilmente originale, in cui si potevano orchestrare e direzionare i movimenti dei compagni di squadra in tempo reale per creare ragnatele di passaggi spettacolari.

Tuttavia, un faticosissimo passaggio alle successive generazioni di console lasciò di colpo la strada libera ai rivali di EA, che in quel vuoto hanno macinato miglia di vantaggio incolmabili in termini di licenze e vendite. Per moltissimi anni, Konami si è domandata con un’ingenuità quasi colpevole perché non riuscisse più a tenere il passo della concorrenza, finendo tristemente per snaturare il proprio iconico franchise nel disperato tentativo di inseguire i soldi facili. Abbiamo così assistito impotenti alla nascita di eFootball (e già questo, l’abbandono del nome PES, è stato un colpo al cuore) in versione free-to-play, un ecosistema che ha abusato delle ricche possibilità monetarie dei mercati asiatici, creando un ambiente tossico in cui i giocatori si sentivano condannati al pay-to-win e schiacciati da folli banner che richiedevano esborsi continui di denaro reale. Konami aveva scelto di ignorare la sua appassionata utenza offline, la stessa che un tempo aveva forgiato il mito indiscusso di PES.
Ma oggi, come una fresca e insperata boccata d’aria, eFootball Kick-Off! inverte clamorosamente questa dolorosa tendenza, eliminando alla radice pacchetti gacha e microtransazioni per offrire un’esperienza (quasi) premium offline a un prezzo estremamente onesto e budget, il tutto in esclusiva Nintendo Switch 2. Finalmente ci viene restituita l’emozione di essere padroni del nostro divertimento casalingo, segnando anche il graditissimo ritorno in campo di quegli eroi sfigati ma meravigliosi che davano inizio alla leggenda, come gli indimenticabili Castolo e Minanda.
Un rettangolo verde su misura per te
Una volta scesi sul rettangolo verde con il controller tra le mani, il titolo dimostra immediatamente di avere un’anima solida, chiara e divertente fin dal primo fischio dell’arbitro. La fisica che governa il pallone vanta una corposità e una pesantezza davvero realistiche: non si avverte quasi mai la sensazione che la sfera corra su invisibili binari precalcolati, rendendo il corretto posizionamento del corpo del calciatore un requisito essenziale per la buona riuscita di passaggi millimetrici o potenti tiri al volo. Il gioco però non si limita a offrire un gameplay a cui bisogna abituarsi, ma permette di plasmare quest’ultimo sulle proprie abitudini. C’è infatti una incredibile mole di opzioni per personalizzare sia l’interfaccia grafica sia il gameplay vero e proprio: i giocatori possono infatti scegliere tra comandi semplificati, comandi kick-off (completi ma senza la possibilità di stop e finte avanzate), comandi semi-automatici, comandi assistiti o lanciarsi nella pura simulazione con i comandi totalmente manuali e completi.

C’è la possibilità di aumentare o diminuire la velocità di gioco, un’opzione utilissima per rendere le partite più frenetiche e arcade oppure per rallentare l’azione e godersi un ritmo leggermente più ragionato e simulativo. Così come è possibile scegliere l’inquadratura durante la partita, il tipo di sonoro (senza telecronaca per dare risalto ai suoni dello stadio, modalità TV per simulare l’audio delle partite con commento, o ancora modalità in cui le canzoni su licenza vengono mutate per evitare problemi durante le live su piattaforme streaming). L’accessibilità per i neofiti è garantita anche da simpatici tutorial contestuali (come quello per imparare a tirare con effetto bullet-time tenuto dall’icona Castolo) e dalla comparsa di fumetti di dialogo sopra la testa degli atleti in tempo reale, che in campo vi inciteranno o si lamenteranno vivacemente nella schermata di formazione se deciderete di schierarli fuori dal loro ruolo naturale con frasi come “farò molta fatica”. Tutto ciò, come detto, è comunque disattivabile e personalizzabile al massimo.
Il giro del mondo in scarpini e sponde
Analizzando le modalità offerte, il gioco risulta essenziale e privo dei macchinosi orpelli del live-service, ma compensa proponendo un pacchetto di opzioni a fuoco per chi ama godersi il calcio in giocatore singolo o in compagnia di amici sul divano. Il vero fiore all’occhiello per chi preferisce l’offline è senza ombra di dubbio la modalità Tour Mondiale, una campagna avvincente che si propone come la perfetta crasi ludica tra la tanto rimpianta Master League dell’era PlayStation 1 e lo storico PES 6 uscito per Nintendo DS. Il viaggio inizia mettendovi alla guida della rosa predefinita, portandovi a viaggiare per tutto il globo per sfidare cinque squadre a torneo. Ogni volta che riuscirete nell’impresa di battere un club avversario, avrete l’opportunità di saccheggiare la loro formazione, reclutando un loro calciatore da inserire permanentemente nella vostra rosa titolare.
Ad arricchire questa progressione interviene un sistema di monete in-game: vincendo le partite si attiverà uno speciale minigioco del bingo che elargirà crediti tra i 100 e i 400 punti, suddivisi in quattro valute posizionali distinte (specifiche per portieri, difensori, centrocampisti e attaccanti). Accumulando queste valute, potrete accedere al negozio interno, la Hall of Players, per sbloccare icone del passato calcistico. Se il vostro desiderio è alzare al cielo un vero trofeo internazionale, la modalità Coppa Internazionale offre la riproduzione dei gironi ufficiali dei Mondiali del 2026, mettendovi alla guida della vostra nazionale del cuore.
A spezzare il ritmo ci pensano due immediati minigiochi spiccatamente arcade: il frenetico “Spondagol“, che vi getta in risse 3 contro 3 all’interno di un campo recintato dove si sfruttano furbescamente i rimbalzi sui muri per segnare 5 reti, e il “Percorso a ostacoli“, un duro percorso tecnico a cronometro studiato per allenare l’arte chirurgica del dribbling e del passaggio.

Infine, va sottolineato l’eccellente supporto tecnico al multiplayer locale, che vanta l’integrazione della funzionalità GameShare: l’utente host può condividere la propria copia digitale e far unire alla partita fino a tre amici dotati anche di vecchi modelli di Switch, garantendo innumerevoli ore di sano divertimento cooperativo ovunque vi troviate. Non manca nemmeno l’online, che si limita (e va bene così) a far sfidare un avversario casuale, a partite classificate o a creare una stanza con amici.
Maglie tarocche, facce vere e voci note
Per quanto concerne il comparto tecnico e le fatidiche licenze commerciali sono necessarie alcune tirate d’orecchie. Visivamente parlando, ci troviamo di fronte a un pacchetto grafico modesto, le cui texture generali e i modelli degli stadi ricordano molto da vicino una onesta conversione basata sulla passata generazione di console. Da lodare però la stabilità generale del frame rate: a differenza del rivale FC 26 in cui si è puntato molto sulla pura grafica realistica ma con i 30fps bazzicanti, eFootball Kick-Off! offre un gameplay che può contare sui 60fps stabilissimi, e sinceramente in un gioco di calcio preferisco la fluidità al fotorealismo.

Il delicatissimo tasto delle licenze ufficiali si ripresenta puntuale con l’amara dicotomia del passato: troverete partnership per club come Arsenal, Barcellona, Inter, Milan e o PSG, ma allo stesso tempo dovrete fare l’abitudine ad affrontare squadre mascherate sotto pseudonimi fittizi, come “Roma GR”, “Piemonte BN” o “Manchester B”. Fortunatamente i volti e i nomi anagrafici degli atleti sono tutti reali, salvando quantomeno la sospensione dell’incredulità. La telecronaca in italiano fa il suo lavoro discretamente: affidata al duo composto da Fabio Caressa e Luca Marchegiani, garantisce un forte senso di familiarità televisiva con frasi iconiche, piccole analisi sui giocatori più famosi e un accompagnamento tutto sommato non fastidioso.
Guanti bucati e difese colabrodo
Nonostante le indubbie e lodabili qualità che riportano finalmente in auge il puro divertimento casalingo, il gioco non è esente da sbavature strutturali legate all’intelligenza artificiale: anche impostando la difficoltà massima disponibile (l’unica per divertirsi davvero se si è avvezzi ai giochi di calcio), i portieri risultano comunque abbastanza scarsi, soprattutto quelli della propria squadra. Allo stesso tempo le difese avversarie, quando si effettuano cross al centro dell’area di rigore, tendono sistematicamente a perdersi le marcature, lasciando solo un attaccante avversario che può insaccare a rete indisturbato con un comodo colpo di testa.
Alla luce di queste limitazioni così marcate, è del tutto evidente che in generale il gameplay necessiti di essere raffinato e calibrato con future patch e aggiornamenti correttivi da parte di Konami, per evitare che la frustrazione rovini l’esperienza a lungo termine, e sarebbe un gran peccato visto l’ottima base di partenza. Spero inoltre che venga inserita la possibilità di modificare le rose con un calciomercato “fai da te”, senza dover aspettare Konami per avere squadre aggiornate ufficialmente.
Arrivati al 90esimo, ci troviamo davanti a un progetto che, al netto delle criticità legate all’intelligenza artificiale e un motore grafico che sicuramente non sfrutta la potenza della console, ha saputo restituire un calcio genuino, accessibile, e venduto a un prezzo irresistibile. Se Konami continuerà a supportarlo nel tempo, limandone i difetti, questo brillante esperimento per Nintendo Switch 2 potrebbe non essere solo il passatempo divertente di un’estate, ma il radioso nuovo inizio per una saga calcistica indimenticabile.


























































