Tales of Arise: Beyond the Dawn Edition – Recensione

Recensione di Tales of Arise, ultimo capitolo della leggendaria saga Bandai-Namco, finalmente su console Nintendo.

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Genere: Gioco di ruolo giapponese
Multiplayer: No
Lingua/e: Doppiaggio inglese, testi italiano

Uno dei migliori Tales of arriva finalmente su Nintendo Switch 2

Tales of e Nintendo, una storia d’amore lunga ben trentasei anni, dall’uscita di Tales of Phantasia per SNES, primo capitolo della longeva e fortunata saga di giochi di ruolo Bandai Namco.

E su una console come Nintendo Switch, dove praticamente qualsiasi porting fa registrare ottimi dati di vendita, cominciando con la pubblicazione di Tales of Vesperia nel 2019, Bandai Namco ha proseguito negli anni con Symphonia, Graces F, Xillia e Berseria, fino ad arrivare al porting di Tales of Arise, uscito per Playstation 4 e Xbox nel 2021 e finalmente disponibile per Nintendo Switch 2.

Tales of Arise è stato primo titolo della saga a fare uso dell’Unreal Engine 4 e a rappresentare, a partire dal comparto visivo, un vero e proprio balzo in avanti per la saga.
E per fortuna, gli sforzi di Bandai Namco di evolvere il franchise hanno portato al miglior capitolo dai tempi di Tales of the Abyss del 2005, considerato da molti fan come l’apice della serie.

Rena e Dahna, due mondi gemelli in conflitto da trecento anni, dal momento in cui l’invasione renana ha ridotto in schiavitù i dahnani. Due popoli che non si conoscono, che hanno sviluppato un odio durato generazioni da parte di chi ha subito il dominio e prosperità e crudeltà da parte da chi lo ha inflitto.
Tre secoli in cui innumerevoli vite sono state sfruttate e sacrificate per trasferire l’energia astrale verso Rena, l’equivalente del mana, la forza vitale presente in ogni essere vivente.
I renani sono naturalmente in grado di sfruttarla e manipolarla tramite le arti astrali, vere e proprie magie elementali che consentono loro di sottomettere con facilità gli abitanti del pianeta gemello.

I due protagonisti dell’avventura sono Alphen, uno schiavo dahniano che ha perso la memoria, non prova dolore e il cui viso è rinchiuso all’interno di una particolare maschera di ferro, e Shionne, una ragazza renana afflitta da una maledizione che genera aculei dal suo corpo, ferendo chiunque la tocchi.

Shionne è inoltre dotata del Nucleo Primario del Fuoco, un misterioso artefatto in grado di convogliare una immensa quantità di energia elementale e che permette ad Alphen di utilizzare la Spada Ardente, un’arma dotata di un potere in grado di ribaltare le sorti sul campo di battaglia.
Dopo un incontro fortuito, i due si alleano per abbattere i cinque lord renani che governano sulle varie regioni di Dahna, allo scopo di liberare finalmente il pianeta dalla schiavitù.

Visivamente, Tales of Arise è un tripudio

Tales of Arise abbaglia il giocatore, fin dalle prime battute. Il passaggio a un nuovo motore grafico, finalmente moderno, ha permesso alla serie di uscire da un empasse che durava da troppi capitoli e il balzo in avanti rispetto a Tales of Berseria, penultimo capitolo della saga, è enorme.
Le aree che caratterizzano le regioni di Dahna e Rena sono un’abbagliante esplosione di colori, tinte sfumate che caratterizzano un vero e proprio dipinto in movimento, un mondo acquerellato accompagnato a un’espressività dei protagonisti e una cura per i dettagli che non temono rivali in quanto a spettacolarità.

Ogni regione del gioco è divisa in macro aree, mappe ricche di nemici e dalle caratteristiche uniche, modellate secondo l’elemento di riferimento o in base al livello tecnologico raggiunto.
Un tripudio visivo che tuttavia, pur splendendo su Nintendo Switch 2, mostra il fianco a cali di frame-rate durante l’esplorazione e qualche occasionale ritardo dei caricamenti delle texture durante i filmati.
Si tratta di un problema di ottimizzazione e non è escluso che possa essere risolto da Bandai Namco con un aggiornamento.

Gli attacchi in combo vanno usati appena possibile, permettono di infliggere danni devastanti

Le grandi saghe del genere gioco di ruolo giapponese hanno sempre delle caratteristiche uniche che le distinguono l’una dall’altra, come il sistema di combattimento o dettagli unici nel gameplay, elementi che contribuiscono a forgiare un’identità e che saltano subito alla mente.
Tratti distintivi come le storie ogni volta uniche dei Final Fantasy e filmati sempre più cinematografici, come la sicurezza di trovare una fiaba dolceamara nei Dragon Quest, o i voli in pianeti visionari che bilanciano tecnologia, natura e mitologia degli Xeno.
O una continuità politica e un mondo in evoluzione nei Trails, un ricco e intenso studio degli incantesimi negli Atelier, il senso di avventura e di sacrificio nei mondi onirici dei Mana.
E quali sono le caratteristiche che vengono subito in mente pensando a un Tales of?

La prima è il sistema di combattimento dinamico, di stampo action, in cui attacchiamo direttamente i nemici muovendoci nell’arena di battaglia, sfruttando un ricco cast di personaggi giocabili dalle caratteristiche e abilità uniche, concatenando attacchi sempre più potenti, singoli e di gruppo.
Un sistema ormai rodato, che evolve a ogni capitolo, aggiungendo ogni volta elementi distintivi legati alla trama, in Arise si tratta della Spada Ardente: una volta caricata, permette di infliggere pesanti danni ad area ai nemici circostanti, oltre a risultare un’arma decisiva durante gli attacchi combinati.

La seconda caratteristica sono le scene di approfondimento, dialoghi extra facoltativi tra i protagonisti che appaiono con l’esplorazione o il progredire della trama.
Brevi momenti quasi sempre completamente doppiati che permettono di approfondire il carattere dei personaggi, oltre a dar loro modo di sviluppare un rapporto e conoscersi meglio.

I filmati di approfondimento permettono di conoscere meglio i protagonisti e il loro rapporto

Nonostante un leggero calo di ritmo nel finale, la trama di Tales of Arise tiene incollati fino all’ultimo.
Il nuovo capitolo Bandai Namco affronta temi sempre attuali e purtroppo mai superati come schiavismo, colonizzazione, razzismo e odio tra popoli basato su un’ideologia piuttosto che sulla conoscenza e su veri attriti, e quindi, sull’ignoranza.
Alphen affronta un percorso di crescita e maturazione, attraverso la conoscenza di Shionne ma anche recuperando i propri ricordi e la loro ricerca della verità toccherà popoli e regioni lontane, circondandosi di comprimari che condividono lo stesso obiettivo, aprendosi a un mondo che, a dispetto di tanta sofferenza, riesce comunque a meravigliare e sorprendere, un mondo per cui vale la pena lottare.

Tales of Arise è un jrpg di alto livello, il miglior capitolo della saga dai tempi di Abyss. Rappresenta una rinascita per il brand, il primo capitolo di una nuova era, finalmente rinnovato dal punto di vista tecnico e con una trama tra le più coinvolgenti e appassionanti di tutta la saga.
Un titolo che amplia l’offerta dei giochi di ruolo giapponesi sulla piccola ibrida Nintendo, e che, ancora una volta, è caldamente consigliato a tutti gli amanti del genere.

Ho giocato e finito Tales of Arise all’epoca della sua uscita e l’ho testato in maniera approfondita su Nintendo Switch 2 grazie a un codice gentilmente fornito da Nintendo
Pro: Il miglior Tales of dai tempi di Abyss, finalmente su Switch 2. Longevo, coinvolgente, appagante, una meraviglia visiva.
Contro: Cali di frame rate durante l’esplorazione. Una conversione non perfetta: si spera in una patch per ottimizzare le prestazioni.
9

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