Il brillante ritorno di Sakurai e Kirby
Air Riders rappresenta il ritorno di un progetto storico, oltre che una conferma della volontà di Nintendo di puntare a massimizzare la presenza di Kirby nell’ecosistema delle sue console. Chi vi scrive, non avendo trascorsi con l’opera originale, ha inizialmente approcciato questo titolo come una variante pittoresca e sakuriana di Mario Kart, salvo poi essere smentito già durante i primi minuti di gioco.
E sì, perché il buon Masahiro ha servito in tavola un’idea di game design tanto inusuale quanto distintiva, oltre che un vero e proprio parco giochi in stile Smash Bros. che si distanzia prepotentemente dalla filosofia di Mario e soci su kart.
Ma procediamo con ordine: Kirby Air Riders riprende e aggiorna l’impostazione dell’originale Kirby Air Ride per GameCube. Il titolo propone un modello di guida che si basa sull’accelerazione automatica, col giocatore che interviene principalmente tramite il freno, utilizzato sia per controllare la velocità e sia per caricare i turbo necessari all’uscita dalle curve. L’intera esperienza si basa, incredibilmente, su soli due tasti (o quasi), ma questa semplicità riesce a esaltare un gameplay sorprendentemente profondo e stratificato.
Il freno svolge anche funzioni secondarie, come l’attivazione delle abilità copiate dai nemici incontrati in pista, richiamando le dinamiche tipiche della serie principale. Ecco quindi che Kirby assume la forma di un abile spadaccino, di una palletta elettrificata, di un bozzolo spinato e chi più ne ha più ne metta. Attacchi, Colpi Rotanti da eseguire sconquassando l’analogico, derapate, mini-turbo ottenibili all’atterraggio dei salti e scie lasciate dagli avversari contribuiscono a creare un flusso di gioco pieno e frenetico, talvolta, di certo, anche confusionario, dove la chiave sta nel concatenare accelerazioni e attacchi senza pietà contro gli avversari.
Oltre a ciò, il titolo introduce un set di nuove modalità e percorsi, sbloccabili attraverso una serie di missioni specifiche. Lo stesso sistema di progressione permette di ottenere personaggi, veicoli e accessori estetici, con un’impostazione vicina alla filosofia già vista in Super Smash Bros. Ultimate.

Tra le modalità proposte, oltre alle classiche Air Ride e Top Ride (quest’ultima con camera dall’alto) City Trial rappresenta l’esperienza più singolare. Strutturata in due fasi (preparazione e competizione) invita i giocatori a esplorare l’area-arena di Celestia per cinque minuti, in cerca di potenziamenti, mezzi alternativi e segreti nascosti; l’obiettivo è “buildare” un mezzo dalle caratteristiche potenziate e in grado di farsi strada nella competizione che seguirà. Meteoriti, boss, UFO, e mini-gare improvvise contribuiscono a rendere ogni fase preparatoria diversa dalla precedente, aumentando il fattore rigiocabilità e instillando nel giocatore la curiosità di sapere cos’altro aspettarsi al tentativo successivo.
Al termine della fase esplorativa, il gioco passa alla competizione vera e propria, proponendo una selezione di sfide “Stadio” basate su abilità specifiche (velocità, potenza, planata, ecc.). Si può persino finire a collaborare tutti insieme per buttare giù un boss di fine livello, mettendo in campo tutte le risorse accumulate in precedenza. Tra le varie esperienze proposte da Air Raiders, City Trial è sicuramente quella più varia e “matta”, una sorta di gioco nel gioco.


E se City Trial dovesse stancarvi, ecco giungere in soccorso la modalità Road Trip: un percorso narrativo-interattivo, con scelte multiple. Chiaramente non ci troviamo di fronte a un’opera Telltale; il cuore pulsante restano le sfide, che vengono selezionate in sequenza ed evolvono il mezzo seguendo percorsi ramificati. La progressione è scandita da piccole tappe, con una difficoltà via via crescente, e prima di tagliare il traguardo finale ci saremo cimentati nei minigiochi più strambi e variopinti dell’intera opera.
Come se ciò non fosse abbastanza, Road Trip può fregiarsi anche di una storia. C’è una minaccia meccanica aliena e un misterioso pilota, e nel mezzo cutscene in computer grafica che lasciano sbalorditi per il livello di dettaglio e animazione. Siamo vicini a quanto visto coi trailer di presentazione della serie di Smash, qualcosa che per la portata del titolo poteva tranquillamente essere omesso, e che invece c’è: e quindi viva Sakurai!
Tra le tante proposte, forse quella a uscirne un po’ malconcia, almeno secondo il mio parere, è la modalità Top Ride; vuoi per un approccio ai controlli talvolta controintuitivo, vuoi per un’offerta che non si avvicina nemmeno per sbaglio alle modalità concorrenti, la si dimentica senza troppe remore.



La componente multigiocatore è disponibile sia in locale sia online, con la possibilità di creare stanze dedicate in cui gli utenti possono muovere liberamente i propri avatar, scegliere le modalità e interagire tramite emoticon. È inoltre presente un sistema di customizzazione del veicolo e una patente virtuale, anche questa in gran parte personalizzabile, che registra i progressi e il livello del giocatore.
Dal punto di vista tecnico Air Riders non punta ad alzare gli standard della console, ma offre una resa visiva stabile anche nei momenti più caotici, valorizzata da circuiti vari e da un’interfaccia ben leggibile. Artisticamente ci troviamo davanti a un’opera vivace, coloratissima come la serie principale, che riesce a esaltare la varietà stilistica dei circuiti. La colonna sonora combina brani originali e arrangiamenti di temi classici del franchise, col tema principale che risulta orecchiabile, sebbene meno incisivo rispetto ai pezzi più iconici della serie Smash.


La quantità di contenuti potrebbe inizialmente sembrare contenuta, ma la forza del titolo risiede nell’amalgama tra le diverse modalità e nella loro elevata rigiocabilità. La progressione, le missioni da completare, gli “achievement” e la personalizzazione dei mezzi garantiscono un’esperienza che tende a variare e che porta ad approfondire il core del gameplay.
Ci troviamo di fronte a una proposta rara nel panorama videoludico attuale: un titolo capace di unire semplicità dei controlli, sperimentazione e una forte coerenza di design. Pur potendo risultare atipico e non immediato per il pubblico abituato a racing più tradizionali, e quindi per questo di sicuro polarizzante, Air Raiders è dotato di una fortissima personalità, costruita attorno a tante belle idee.


























































