Indiana Jones e l’antico Cerchio — Recensione a colpi di frusta

Indiana Jones e l'antico Cerchio sbarca su Nintendo Switch 2: ecco la nostra recensione!

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Genere: Azione, Avventura, RPG
Multiplayer: No
Lingua/e: Giapponese, Inglese, Spagnolo, Francese, Tedesco, Italiano, Portoghese, Russo, Coreano, Cinese, Polacco

Una recensione ricca di avventure!

Era il 1989 quando arrivò nei negozi Indiana Jones and the Last Crusade: The Graphic Adventure, la prima vera avventura grafica dedicata al nostro archeologo preferito, Indiana Jones. Il gioco fu sviluppato da Lucasfilm Games, lo studio che di lì a poco sarebbe diventato LucasArts, con il contributo creativo di Ron Gilbert, già autore di classici come Maniac Mansion e The Secret of Monkey Island.

Last Crusade: The Graphic Adventure si rivelò rapidamente un grande successo, diventando uno dei titoli più venduti della casa fondata da George Lucas. Con il suo stile punta-e-clicca, gli enigmi ingegnosi e la possibilità di affrontare le situazioni in modi diversi, con l’astuzia, la diplomazia o anche con i pugni, il gioco contribuì a definire l’epoca d’oro delle avventure grafiche su PC.

Ecco Indy in tutto il suo splendore, su Nintendo Switch 2!

A distanza di decenni, l’archeologo più famoso del cinema è tornato a impugnare frusta e cappello. Nel 2024 è infatti uscito Indiana Jones e l’antico Cerchio, un action-adventure sviluppato da MachineGames, lo studio che ha rilanciato la serie di Wolfenstein nel 2014 con The New Order, e pubblicato da Bethesda Softworks. Il titolo ha conquistato critica e pubblico fin dal debutto, segnando il grande ritorno videoludico del personaggio.

Oggi, con un po’ di ritardo e non poco scetticismo da parte dei giocatori, l’avventura arriva finalmente anche su Nintendo Switch 2, pronta a mettere alla prova la nuova console ibrida con uno dei giochi più attesi dedicati al leggendario archeologo.

L’avventura è ambientata nel 1937, la storia si colloca cronologicamente tra gli eventi del film I predatori dell’arca perdutaIndiana Jones e l’ultima crociata nel periodo di massimo splendore del nostro Indy. Il viaggio lo porterà in giro per il mondo, tra cui anche in Italia, alla ricerca dei segreti del misterioso Grande Cerchio, un antico manufatto che, secondo la leggenda, custodirebbe la chiave delle origini dell’umanità.

YAAAAAAA! (non sapevo cosa scrivere)

Lungo il cammino ritroviamo tutti gli elementi iconici della saga: nazisti pronti a ostacolare l’archeologo, rovine millenarie disseminate di trappole e una galleria di personaggi secondari pittoreschi che contribuiscono a dare colore all’avventura. La narrazione riesce a trovare un equilibrio sorprendente tra nostalgia e innovazione, i fan di lunga data riconosceranno numerosi richiami ai momenti più celebri dei film, mentre i nuovi giocatori potranno godersi una storia completamente originale, che non vive soltanto di citazioni ma costruisce una propria identità.

Il prologo, inoltre, rende un omaggio a I predatori dell’arca perduta senza risultare eccessivo o nostalgico a tutti i costi. È una sequenza spettacolare che funge da perfetto biglietto da visita per il comparto tecnico: una ricca vegetazione, un’ottima illuminazione, elementi e ombre ricchi di dettagli, e un frame rate sorprendentemente stabile per la piccola console ibrida di Nintendo contribuiscono a creare un inizio davvero memorabile.

Roma nun fa’ la stupida stasera…

Indiana Jones e l’antico Cerchio segna un cambio di direzione importante per la serie, proponendo un gameplay in prima persona che mescola elementi da simulazione di vita reale con una struttura più tradizionale degli enigmi. L’approccio al gioco è fortemente basato sulla libertà del giocatore: è possibile infiltrarsi furtivamente, evitare del tutto gli scontri, affrontare i nemici a viso aperto oppure ricorrere a travestimenti per accedere ad aree altrimenti proibite. Non siamo ai livelli di complessità di un Metal Gear Solid, ma la varietà di approcci resta uno degli aspetti più riusciti di questo titolo.

Il combattimento, nella maggior parte dei casi, è sorprendentemente semplice ma funzionale. Indy non è un lottatore professionista, e questo si riflette chiaramente nel sistema di gioco: gli scontri sono principalmente corpo a corpo, con pugni e armi improvvisate raccolte negli scenari. Le armi a una o due mani sono presenti e resistenti fino a un certo punto, ma raramente indispensabili, anche perché il gioco ne garantisce un ricambio continuo. I pugni di Indy sono più efficaci di quanto ci si aspetterebbe e, tra schivate e parate, la soluzione più comoda e appagante rimane spesso l’attacco aggressivo a mani nude. Forse l’intelligenza artificiale dei nemici rappresenta l’aspetto meno riuscito del gioco, ma dopotutto potrebbe anche essere perché si tratta semplicemente di fascisti. È interessante anche la presenza di elementi RPG: sarà infatti possibile acquistare oppure trovare nelle aree di gioco potenziamenti che migliorano le abilità del protagonista.

Uno dei puzzle da risolvere.

La frusta, elemento iconico della serie, svolge un ruolo fondamentale ma non si limita al combattimento. In battaglia permette soprattutto di disarmare e stordire i nemici, mentre nell’esplorazione diventa uno strumento versatile per superare ostacoli, attivare meccanismi a distanza e interagire con l’ambiente. Le armi da fuoco sono presenti, ma volutamente poco indispensabili nelle mani di Indiana.

Il sistema stealth integra meccaniche classiche come la gestione della linea di vista dei nemici e la possibilità di nascondersi dietro gli elementi dello scenario, ma introduce anche un sistema di travestimenti che richiama da vicino Hitman. Tuttavia, questa soluzione è meno flessibile di quanto potrebbe sembrare: non è possibile ottenere un travestimento semplicemente sottraendolo a un nemico, ma bisogna trovare specifici abiti già predisposti nel mondo di gioco, una scelta che da un lato struttura il design, ma dall’altro limita un po’ la libertà d’approccio.

Indiana Jones non è solo un lottatore, ma anche un archeologo, e questo aspetto viene valorizzato attraverso una grande varietà di puzzle. Ogni enigma fornisce indizi e strumenti all’interno della stessa area, spingendo il giocatore più alla comprensione e all’osservazione che alla ricerca esterna di soluzioni. I puzzle spaziano da codici da decifrare a meccanismi complessi basati su ingranaggi, tubi e logica ambientale, fino alla lettura e interpretazione di testi antichi. L’esperienza risulta sempre appagante, con una difficoltà ben calibrata che evita frustrazione eccessiva ma mantiene costante la soddisfazione della scoperta.

Indiana Jones e l’antico Cerchio: L’Ordine dei Giganti DLC

Ambientato durante gli eventi di Indiana Jones e l’antico Cerchio, il DLC L’Ordine dei Giganti prende il via nelle prime ore dell’avventura principale, quando Indiana viene avvicinato da Padre Ricci, un giovane sacerdote disperato alla ricerca di un misterioso manufatto scomparso. Quella che sembra inizialmente una classica caccia al tesoro in puro stile Indy si trasforma ben presto in un viaggio oscuro e pericoloso, capace di scavare nei segreti più inquietanti della leggenda dei giganti Nephilim.

L’espansione introduce una nuova area ambientata a Roma, spingendo Indy oltre i confini della Città del Vaticano e trascinandolo tra rovine del Colosseo, antiche reti fognarie e cripte profonde. Il fascino dell’ambientazione è indiscutibile: l’atmosfera è densa di mistero, il ritmo dell’avventura funziona alla perfezione e il doppiaggio contribuisce a mantenere alta l’immersione per tutta la durata del DLC.

Pur essendo integrato nella trama principale, L’Ordine dei Giganti riesce a funzionare anche come esperienza indipendente, complice l’assenza di molti volti familiari. È però proprio qui che emergono i limiti dell’espansione: la durata contenuta e una struttura molto lineare finiscono per ridimensionare il senso di grande avventura che caratterizzava il gioco base. La scelta di concentrare gran parte dell’esplorazione in ambienti sotterranei e corridoi quasi claustrofobici lascia infatti la sensazione di un’occasione mancata, soprattutto considerando il potenziale straordinario di una città come Roma.

Nonostante ciò, la qualità complessiva dell’esperienza resta elevata. Più che puntare sulla spettacolarità o sull’azione sfrenata, L’Ordine dei Giganti preferisce concentrarsi su enigmi ben costruiti, atmosfere evocative e un’avventura archeologica dal sapore classico, pensata soprattutto per chi desidera immergersi ancora una volta nel lato più misterioso dell’universo di Indiana Jones. Rimane però il dubbio sul rapporto qualità-prezzo: con un costo di 19,99 €, il DLC potrebbe risultare un po’ leggero nei contenuti per chi si aspettava un’espansione più ampia e ambiziosa.

Una delle tantissime chiavi che troverete durante l’avventura.

Come già evidenziato da Digital Foundry nella propria analisi, la conversione su Nintendo Switch 2 di Indiana Jones e l’Antico Cerchio appare molto solida dal punto di vista tecnico. Il gioco gira a 30 fotogrammi al secondo, invece dei 60 delle altre versioni, ma texture e qualità grafica generale risultano molto simili. Per questo motivo, il port viene già considerato uno dei lavori tecnicamente più impressionanti sulla console ibrida di Nintendo.

Esplorare Roma con un livello di dettaglio grafico così elevato è davvero incredibile: viene spontaneo chiedersi come un gioco del genere riesca a girare su una console così piccola. In alcune zone fermarsi ad ammirare il panorama diventa quasi inevitabile.

Anche il comparto audio è di altissimo livello: l’utilizzo del celebre tema principale della saga cinematografica, insieme a molti altri brani, è semplicemente impeccabile. Il risultato è un’atmosfera che fa davvero sentire dentro un film di Indiana Jones, regalando un’esperienza straordinaria.

Il trailer della versione Nintendo Switch 2

MachineGames ha realizzato qualcosa di straordinario con Indiana Jones e l’Antico Cerchio. Il senso di avventura che il gioco riesce a trasmettere è eccezionale, grazie a ambientazioni ricche di dettagli e personaggi che restituiscono pienamente l’essenza di Indiana Jones.

La storia è scritta in modo eccellente e si accompagna a missioni coinvolgenti, enigmi ben costruiti, combattimenti e sezioni stealth appassionanti, oltre a molti altri elementi che arricchiscono l’esperienza. È un vero regalo per i fan affamati di nuove avventure del celebre archeologo, ma anche un ottimo punto d’ingresso per chi non ha mai visto i film della saga.

E poi sì… possiamo anche picchiare i nazisti!

Giocato in anteprima grazie a un codice offerto gentilmente dagli sviluppatori.
Pro: Ambientazioni piene di dettagli, storia avvincente, mai frustrante. Tanta roba.
Contro: Finisce.
9

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