Capcom alza nuovamente l’asticella e sforna un JRPG bellissimo
Sono passati quasi dieci anni dal primo Monster Hunter Stories per Nintendo 3DS in Giappone , la prima incursione della famosissima saga action Capcom nel mondo dei giochi di ruolo, uno dei titoli tecnicamente più impressionanti per la console (qui la nostra recensione), un canto del cigno che proiettava la saga in una nuova dimensione e che sulla piccola portatile a due schermi sembrava stretto per quanto risultasse ambizioso.
Dieci anni in cui il brand Monster Hunter ha avuto una crescita costante in termini di qualità e soprattutto di vendite, infrangendo record su record per la serie grazie a Monster Hunter World, Rise e il più recente Wilds, diventando una vera e propria saga mainstream, capace di raggiungere un pubblico vastissimo e finalmente godere di un successo globale. Un periodo temporale che ha visto anche l’uscita del secondo Stories nel 2021, in esclusiva temporale su console per Nintendo Switch, un deciso passo avanti rispetto al primo ma a cui mancava ancora qualcosa, un titolo ancora una volta limitato nelle possibilità, seppur eccellente, ma senza ampio respiro (la nostra recensione di Monster Hunter Stories 2: Wings of Ruin).
E con Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection, Capcom ha finalmente raggiunto l’apoteosi, sviluppando e pubblicando un gioco di ruolo giapponese semplicemente bellissimo, uno dei migliori degli ultimi anni e di gran lunga, il miglior monster collector disponibile nel panorama videoludico.
Siamo nel regno di Azuria, un luogo pacifico in cui umani e mostri coesistono in armonia.
Durante una spedizione viene rinvenuto un raro uovo di Rathalos Scaglie Blu, una rara creatura da tempo estinta nel regno, dalla potenza mitologica, destinato ad essere legato alla famiglia reale di Azuria.
Qualcosa tuttavia va storto e dall’uovo nascono due Rathalos gemelli, presagio di grande sventura e distruzione per Azuria e purtroppo per le piccole viverne, l’unico modo per evitare la sventura è uccidere uno dei due, un sacrificio brutale ma necessario per evitare che la profezia si avveri.
Quando il destino di uno dei due Scaglie Blu sembra segnato, la regina Amalia lo salva e fugge col piccolo, abbandonando di corsa il regno, senza rivelare le sue intenzioni e venendo marchiata per sempre come una traditrice.
Passano alcuni anni da allora. Azuria si trova in una crisi diplomatica col vicino regno di Vermeil, afflitto e messo in ginocchio dalla cristallizzazione, un misterioso morbo che trasforma in cristalli gli esseri viventi e l’ambiente, corrodendoli con il tempo, senza nessuna possibilità di cura.
L’unica speranza per Vermeil è quella di recarsi oltre l’Altopiano Celeste, una terra al confine nord di Azuria, da tempo proibita per gli abitanti dei due regni, banditi centinaia di anni prima dopo un patto con l’antica razza dei wyverniani. Vermeil vuole rompere il patto per salvare il suo popolo e per farlo sono disposti a tutto, anche all’uso della forza contro Azuria.
E la nostra storia ci vede nei panni del principe (o della principessa) di Azuria, come da tradizione della serie, custode e rider del raro Rathalos Scaglie Blu, affiancati da un ricco e variegato cast di rider pronti a combattere ed esplorare al nostro fianco.

Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection è in tutto e per tutto un’evoluzione dei primi due capitoli della serie. Ne conserva la struttura di base sia nell’esplorazione che nel combattimento, ma espande ogni aspetto in modo esponenziale, alzando considerevolmente il livello e la qualità della produzione.
Ancora una volta, a differenza della sere principale basata sui cacciatori, Stories ha come protagonisti un gruppo di rider, vere e proprie guardie ambientali che hanno lo scopo di proteggere e tutelare l’ambiente e la conservazione dei mostri rari. I rider sono in grado di creare un imprinting con i mostri, detti monstie una volta addomesticati, e di convivere con loro, in un rapporto di rispetto reciproco.
I monstie, crescendo mettono al servizio del rider i propri poteri e abilità durante l’esplorazione e combattono assieme a loro contro le minacce ambientali e, nel presente di Azuria, contro mutazioni dei mostri causati proprio dalla cristallizzazione.
Esplorazione e combattimento sono, come da tradizione del genere, aspetti importanti di Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection, ma ancora una volta, il cuore consiste nella ricerca e nella selezione dei monstie. In ognuna delle aree del vasto mondo esplorabile sono disseminati nidi di mostri da cui è possibile prelevare uova delle specie autoctone, inizialmente di cinque tipi differenti.
Una volta schiuso un monstie, è possibile aggiungerlo alla propria scuderia oppure rilasciarlo in un’area, al fine di introdurlo se assente originariamente, oppure aumentare il livello della popolazione al fine di trovare uova di rarità migliore e monstie dotati di abilità più rare e potenti e parametri migliori.
La manipolazione dell’ambiente è un aspetto chiave per diventare sempre più forti, oltre che per riuscire a sbloccare mutazioni rare e segrete, ottenibili solamente in aree che soddisfano le condizioni richieste.

In ogni nido sono presenti più di un tipo di uova e la selezione della specie ottenuta è casuale.
Sebbene sia possibile cercare più volte, ogni tentativo rischierà di allarmare il mostro che risiede nel nido, solitamente molto più forte e pericoloso di quelli presenti in natura.
Ogni area possiede inoltre uno specifico elemento, e i mostri schiusi in essa lo erediteranno, cambiando le proprie debolezze e resistenze e subendo anche una mutazione cromatica, aggiungendo un fattore ulteriore al collezionismo.
Le specie più rare, estinte in natura, sono protette da particolari mutazioni, detti mostri invasivi, varianti particolarmente aggressive che hanno ridotto all’estinzione creature come la Rathian e il Lagiacrus e che proteggono il loro ultimo uovo esistente gelosamente nel loro nido segreto.
Si tratta di avversari temibili, estremamente potenti e che richiedono una particolare strategia in battaglia per essere allontanati, la loro sconfitta è legata a determinate condizioni che sta al giocatore capire, con l’ausilio delle indicazioni di Rudy, il nostro fedele felyne, attento osservatore e maestro nella strategia.

Il sistema di combattimento di Twisted Reflection è basato sui due capitoli precedenti, da cui riprende la struttura, espandendone le possibilità e migliorando una formula già vincente.
In battaglia abbiamo il controllo del protagonista e il controllo parziale del nostro monstie, con noi ci sono un compagno di squadra assieme al suo monstie, controllati dall’ia del gioco, di ottimo livello.
La base del combattimento è basata su uno schema triangolare delle tre tipologie di attacco: potenza, tecnica e velocità. Potenza batte tecnica, tecnica batte velocità e velocità supera potenza, vincere il confronto con l’attacco dell’avversario garantisce danni maggiori inflitti e un riempimento più rapido della barra di affinità con il nostro monstie, perderlo comporta l’annullamento di qualsiasi azione selezionata in quel turno e un danno maggiore subito.
Inoltre, sincronizzare la propria tipologia d’attacco con quella del monstie offre la possibilità di effettuare un attacco doppio, dalla potenza decisamente maggiore.
In aggiunta a questa base, le varianti e i parametri da tenere in considerazione sono molteplici.
Ogni mostro possiede debolezze o resistenze elementali, e anche l’elemento di attacco può variare in battaglia, in base alla sua condizione fisica e allo status, per questo è importante creare una squadra di monstie in variegata, in grado di adattarsi a ogni situazione.
Come nella saga principale, ogni rider può selezionare e portare con se fino a tre tipi di armi tra quelle forgiabili, divise tra quelle da taglio come lo spadone e la spada lunga, da impatto come il martello, perforanti come l’arco o anche di supporto, come il corno da caccia.
E proprio come per la selezione dei monstie, una variegata tipologia di armi in grado di adattarsi alle differenti situazioni proposte durante le battaglie, è fondamentale. Per avere una buona squadra, pianificazione e strategia sono fondamentali, anche perché le battaglie contro i boss sono tutt’altro che semplici e venire sconfitti non è affatto raro.

Una volta riempita la barra di affinità con il proprio monstie, è possibile cavalcarlo in battaglia, accedendo ad abilità più potenti e soprattutto agli attacchi legame, spettacolari e potentissime mosse combinate, eseguibili in singolo oppure assieme all’altro rider, cavalcando nello stesso momento.
Nel complesso, il combat system di Twisted Reflection è solido e ricco di possibilità, richiede strategia ma non risulta mai frustrante, grazie anche a una curva di difficoltà bilanciata e a sistema di gioco che offre una notevole varietà per salire di livello e diventare sempre più forti.
Un sistema che richiede tempo per essere padroneggiato ma che offre e garantisce enormi soddisfazioni.
Visivamente, il cel-shading proposto da Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection è uno dei migliori visti finora nel panorama videoludico. Gli ambienti sono ricchissimi di particolari e zone da esplorare e nel complesso il mondo appare credibile, nonostante il fragile equilibrio tra umani e mostri, ma più coeso rispetto alla serie principale, dove le maestose creature sono viste principalmente come una minaccia.
Siamo spinti ad esplorare, a progredire in maniera equa bilanciando l’espansione della nostra scuderia e la progressione nella trama principale, avvincente e ricca di colpi di scena, strizzando più di un occhio agli appassionati del franchise ma in grado di conquistare tutti i giocatori, un notevole e indimenticabile biglietto d’ingresso nel mondo unico creato da Capcom.

Tecnicamente qualche incertezza non manca, l’avventura principale è stabilmente ancorata ai 30/40 frame per secondo, raggiungendo vette superiori durante i combattimenti e i filmati, anche se non manca qualche sporadico calo, occasionale, così come capita che alcune texture non vengano caricate immediatamente, causando un effetto fastidioso. Niente che possa condizionare la qualità complessiva dell’avventura, nel complesso solidissima tecnicamente.
Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection è uno dei migliori gdr giapponesi usciti negli ultimi anni e ha tutto, veramente tutto per meritare la considerazione degli appassionati del franchise e del genere.
Rappresenta la naturale evoluzione dei primi due capitoli, presentando una trama più matura, un mondo più vasto e dando la giusta impressione che i valori produttivi e il budget di Capcom siano decisamente maggiori rispetto al passato.
Avvincente, sorprendente, complesso e strategico ma anche estremamente appagante e divertente, Twisted Reflection è il capitolo della consacrazione per la saga Capcom ma soprattutto, ed è bene ribadirlo in casa Nintendo, di gran lunga, il miglior monster collector disponibile sulla console.
Un gioco di ruolo eccezionale, da non lasciarsi sfuggire per nessun motivo.