ROGOLF – Recensione che non va del tutto in buca

ROGOLF-NintendOn
ROGOLF è un gioco roguelite di minigolf, dove ogni livello ha le sue regole e ogni corsa è diversa. Ecco la nostra recensione!

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Genere: Arcade, Sportivo, Roguelite
Multiplayer: Sì, locale
Lingua/e: Testi a schermo in italiano

Un’esperienza tra ufficio e green

Il panorama videoludico indipendente ci ha abituati, negli ultimi anni, a fusioni di generi sempre più audaci. Abbiamo visto deckbuilder mescolarsi a survival, metroidvania unirsi a simulatori di cucina e, naturalmente, il genere sportivo piegarsi alle dinamiche imprevedibili dei roguelite. ROGOLF, sviluppato dallo studio francese Seabird Interactive, si inserisce esattamente in questo campo, cercando di trasformare la pacatezza del minigolf in una sfida frenetica e procedurale. L’idea di scalare un misterioso edificio piano dopo piano, superando “contratti di lavoro” a colpi di pallina, ha un fascino bizzarro che merita attenzione.

Tuttavia, dopo diverse ore passate a calibrare traiettorie, il risultato finale è un titolo che diverte, con le sue buone idee, ma che non riesce a staccarsi da una sufficienza che sa di occasione parzialmente sprecata.

Un’azienda portatile

La premessa di ROGOLF è tanto semplice quanto originale nel suo minimalismo. Non siamo su un campo da golf tradizionale immerso nel verde, ma all’interno di una struttura aziendale dai tratti surreali. La modalità principale ci vede impegnati a completare vari “contratti di lavoro”, che altro non sono che livelli di minigolf con regole e obiettivi specifici. L’estetica è pulita, quasi asettica, con una palette cromatica che richiama l’ambiente d’ufficio reinterpretato in chiave ludica. Sebbene l’idea della scalata verso la vetta dell’edificio sia un buon collante narrativo, si sente la mancanza di una caratterizzazione più forte. Gli ambienti, per quanto funzionali, tendono a somigliarsi un po’ troppo tra loro dopo i primi venti minuti di gioco, rendendo la componente visiva meno stimolante di quanto si potrebbe sperare.

Fisica, strategia e stick analogici

Il cuore pulsante di ROGOLF è la fisica della pallina. In questo, Seabird Interactive ha fatto un lavoro onesto, ma i controlli meritano una riflessione. Il puntamento e la gestione della potenza sono affidati agli stick analogici e se da un lato l’ergonomia dei nuovi controller è buona, dall’altro ho riscontrato che è un po’ difficoltoso essere precisi al 100%: la sensibilità degli stick tende a essere fin troppo nervosa nelle correzioni millimetriche, rendendo alcuni tiri cruciali più complessi del previsto.

Ogni livello introduce variabili diverse: zone a bassa gravità o ostacoli mobili. Qui interviene la componente roguelite: tra un livello e l’altro potrai acquistare equipaggiamento come mazze speciali o palline dalle proprietà uniche. Il sistema di item-building è interessante, ma soffre di un bilanciamento non sempre impeccabile. Alcuni oggetti appaiono decisamente più forti di altri, rendendo certi livelli estremamente semplici e altri frustranti.

Un percorso pieno di ostacoli

Se le fondamenta sono solide, dove inciampa ROGOLF? Il problema principale risiede nella profondità del loop di gioco. Una volta comprese le dinamiche di base, il senso di scoperta tende a scemare rapidamente. La varietà dei biomi interni non è sufficiente a sostenere sessioni di gioco prolungate, rendendo il titolo più adatto a brevi sessioni in modalità portatile piuttosto che a lunghe serate davanti alla TV.

Inoltre, la curva di difficoltà ha dei picchi improvvisi. Passare da un livello semplice a uno che richiede una precisione chirurgica, come detto prima difficile da ottenere con gli stick, può dare la sensazione che il fallimento non sia dovuto a una mancanza di abilità, ma a una costruzione procedurale non sempre rifinita.

Un punto che devo segnalare riguarda la traduzione italiana. È evidente che il team di sviluppo abbia voluto includere la nostra lingua, e questo è apprezzabile, ma il risultato finale appare purtroppo approssimativo. Ci sono diverse imprecisioni terminologiche e stringhe di testo che sembrano tradotte letteralmente da un software automatico senza un contesto preciso.

Non è un difetto che preclude la giocabilità, ma qualcosa che è comunque giusto segnalare.

Palla in buca

ROGOLF è un esperimento interessante che prova a dare una rinfrescata a un genere classico. La combinazione di minigolf e progressione a piani è funzionale e si sposa bene con la natura portatile di Switch 2. È il tipico gioco “mordi e fuggi” che fa il suo dovere senza troppe pretese.

Tuttavia, la mancanza di varietà a lungo termine, la difficoltà nel calibrare i tiri con precisione assoluta tramite gli analogici e una traduzione italiana imprecisa gli impediscono di ambire a voti più alti. È un titolo che mi sento di consigliare solo agli appassionati che cercano un roguelite leggero.

Ho giocato per qualche ora sia in portatile che su TV, grazie ad un codice offerto dagli sviluppatori.
Pro: Immediato e perfetto per partite veloci in portatilità.
Contro: Qualche picco di difficoltà improvviso. Traduzione italiana imprecisa. Alla lunga può annoiare. Alcuni power-up inutili.
6

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