Scott Pilgrim EX – Recensione del picchiaduro a scorrimento che vi farà riconsiderare il rapporto con i/le vostri/e ex

Scott Pilgrim Ex cover art

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Genere: Picchiaduro a scorrimento
Multiplayer: Co-op locale e online
Lingua/e: Testi in italiano

Se l’esistenza avesse una faccia la prenderemmo a pugni

Era una normale sessione di prove per i Sex Bob-Omb…infatti Kim, è sempre così alla batteria.

Vedere il mio nome e cognome accostati alla recensione di un gioco come Scott Pilgrim EX è come ricevere un power-up. Come redattore attempato sono stato profondamente influenzato dall’uscita di Scott Pilgrim Vs. The World: The Game sotto l’egida di Xbox Live Arcade, in quell’estate del 2010 in cui il nuovo brand di Microsoft iniziava a mostrare le potenzialità di prodotti che tanto avrebbero influenzato la scena retrò e indipendente (anche se nel caso specifico c’era lo zampino di Ubisoft). Quel gioco è tornato nel 2021 anche su Nintendo Switch nella sua “Complete Edition” e chi scrive manifesta la sua incapacità di essere equo di fronte al fascino di questa saga, avendo sborsato bei soldi per l’intera color edition dei fumetti, per una copia del film, e con l’aggravante di aver aggiunto anche l’edizione Nintendo Switch edita da Limited Run alla propria collezione… non proprio nella versione più economica.

Prendiamo a pugni la mia faccia da redattore di parte. Ecco, adesso vorrei farvi stringere la mano al buon Scott, parlando delle sue generalità come prodotto nella cultura di massa. Scott Pilgrim vs. The World è senz’altro il comic di maggior successo dell’autore (e musicista) canadese Bryan Lee O’Malley, vincitore di un prestigioso Eisner Award ed edito anche in Italia da Rizzoli. Forse, molti l’avranno conosciuto grazie al film omonimo, che vede il giovane bassista dei Sex Bob-Omb (allacciatevi le cinture perché i riferimenti alla cultura videoludica e a Nintendo si sprecano) combattere contro i 7 diabolici ex di Ramona Flowers, ragazza di cui si innamora perdutamente nelle prime battute della narrazione. A questo segue il primo gioco di cui sopra, e la sua edizione completa. Poi silenzio, o quasi, fino allo sbarco su Netflix nel 2023 con Scott Pilgrim Takes Off, serie televisiva ambientata in una timeline alternativa rispetto al film. Solo dopo questa continuity di media, arriviamo a Scott Pilgrim Ex, nuova opera di Tribute Games, che anche grazie ai tie-in di grossi brand pop come Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge e Marvel Cosmic Invasion, può mettere sul piatto una certa esperienza nel genere dei picchiaduro a scorrimento moderni.

Abbracciamo, dunque, l’onnipresente nostalgia dell’insicurezza e inadeguatezza giovanile, aggiungiamo un po’ di F.O.M.O, che Scott ci ha sempre insegnato a prendere a cazzotti (dando quasi il via alla rinascita dei brawler moderni), così da poter indagare sul valore di questo rullakartoni (noi boomer dicevamo così!) a scorrimento di Tribute Games: dove si colloca nel genere di riferimento? Quanto è migliore/peggiore del predecessore? Quanto rispetta ed espande il materiale originale?

Noi siamo i Sex Bob-Omb…e siamo stati rapiti!

Arriva un momento nella vita, in cui ti fai pure una bella foto di gruppo con gli ex.

Il gioco inizia dal termine della serie Netflix: tornato dal viaggio nel metaverso, l’eroe eponimo vede i propri compagni di band rapiti da una versione robotica e futuristica di sé stesso, ovvero Metal Scott. Questo porterà il nostro e Ramona Flowers ad allearsi con gli “ex” della stessa Ramona, da sempre antagonisti, ma finalmente giocabili, per far fronte all’invasione spazio-temporale ad opera di vegani, demoni e robot e tentare il recupero del gruppo musicale, prima dell’imperdibile show dei Sex Bob-omb. Il velo di leggerezza e ironia che fonda la poetica di O’Malley si fa sempre più forte ad ogni successiva produzione, adombrando un po’ il tema ben più serio dell’esistenza incerta dei teenager: benché si senta forte l’aria di pretesto per menare le mani, i riferimenti autoriali non mancano.

Le strade di Toronto ci vengono incontro, forse più belle di come le ricordiamo, piene di particolari sullo sfondo, coloratissime e sempre in movimento, ricche di riferimenti anche minimali, ma comunque simpatici. Spuntano ovunque portali temporali (da aprire con combinazioni musicali in stile Zelda) e la realtà è inevitabilmente frammentata, ma viva e interconnessa, in un brawler che sa di metroidvania.

Quando ti dicono che nel mix “il basso è in faccia”.

Come picchiaduro a scorrimento laterale, il pregio principale di questo tie-in è la qualità delle animazioni, immensamente fluide, nella loro ricchissima pixel-art. Altro segreto del successo del gioco era ed è la semplicità del sistema di controllo (che può rivelarsi profondo qualora siate appassionati del genere o qualora si prenda contezza delle infinite combo effettuabili con le giuste sequenze di tasti): come se foste davanti a un bel cabinato, Scott (o uno degli altri sei personaggi, tutti accessibili sin da subito) potrà colpire con un attacco leggero, un attacco pesante e le varie combinazioni di questi tramite l’utilizzo contestuale delle direzioni. Inoltre, potrete agganciare gli avversari con una presa, saltare (creando una serie di attacchi aerei diversificati) o effettuare una supermossa quando avrete la barra relativa carica (solitamente ottima per il crowd-control). Alla pressione del dorsale “L” corrisponderà l’aiuto (in stile tag team) di uno degli altri membri del gruppo allargato di Scott (primeggia su tutti la “folla di cloni” del Giovane Neil che travolgà i nemici, quando lo chiameremo in soccorso) e avrete anche a disposizione il parry, da effettuare con ZR. Ogni schermata è piena di oggetti ed armi da raccogliere e lanciare (alcune anche con particolari effetti…qualcuno ha detto “bacchette magiche”?), pronte a conferire un pizzico di pepe strategico all’interno degli scontri.

Tutti i controlli sono riprogrammabili in base alle vostre esigenze, ma l’unico movimento che lascia perplessi è quello relativo alla corsa che (come in River City Girls di Way Forward) è demandato alla doppia pressione dell’analogico nella direzione in cui desideriamo far scattare il lottatore controllato: l’attivazione di questa mossa non è sempre precisa al millimetro, e si carica di un’inerzia che lascia un po’ di incertezza sul punto esatto in cui il personaggio si andrà a fermare, questo sia che attiviate o disattiviate l’opzione per la corsa automatica. Proprio la stessa inerzia va a detrimento di tutte le sessioni (per fortuna rare) di platforming e dell’eventuale utilizzo della verticalità (come ad esempio salire su alcune casse per avere una posizione di vantaggio sul nemico) nelle architetture.

Ciao! Tu che cosa fai? …Wow…ehh…Gioco a Zelda…Tetris, è una domanda impegnativa!

Strana “partita” di beach volley con i vegani.

A rompere il ritmo dei vostri destri e sinistri troverete alcune sfide che omaggiano i classici picchiaduro, come quella in cui dovremo distruggere un auto con delle bombe (…anziché a pugni) o quella in cui dovremo rompere tutti i barili che ci verranno incontro…ma niente, niente può battere la “partita” di pallavolo contro i vegani. Il gioco porta in dote (dal primo capitolo) una leggerissima componente di progressione in stile RPG, che si estrinseca tramite l’acquisizione di punti statistici (autoassegnati) ottenuti completando sfide e picchiando i vari malcapitati, nonché la possibilità di equipaggiare oggetti che modifichino tali statistiche (acquistabili nei vari negozi) con le monete che lasceranno cadere i vostri avversari sconfitti. Questa struttura invita, in parte, al backtracking, ma risulta un po’ forzata rispetto ad altre soluzioni viste in tempi recenti, come accade ad esempio in Absolum, che con la sua natura roguelite permette ad ogni run di far crescere il personaggio in modo più deliberato e significativo.

Invece, risulta veramente cosa gradita poter impersonare gli ex (e in co-op locale o online è ancora meglio). L’operazione rasenta il fanservice più plateale (soprattutto se si è a conoscenza degli archi dei vari personaggi all’interno della saga), ma ogni lottatore avrà pregi/difetti e un set di mosse ad hoc che renderà fresco l’approccio alla campagna, almeno per sette volte: personalmente ho apprezzato moltissimo che Lucas Lee faccia valere tutta la sua stazza e utilizzi il celeberrimo skateboard per spaccarlo in testa ai nemici durante le combo; Gideon Graves, come capo degli EX della pellicola originale è un personaggio ottimo sia per velocità che per il crowd-control, soprattutto quando “ingigantisce” nel corso di un particolare attacco. Sì, Matthew Patel con la mossa speciale evocherà una ragazza hipster demone, proprio come nel primo gioco. Completano il roster Roxie Richter la cui abilità unica la vede lanciare una bomba fumogena per riapparire dall’alto, Ramona Flowers che può saltare nella propria borsa e ricomparire dietro ad un nemico per colpirlo alle spalle, e Robot-01 che è un po’ un coltellino svizzero e vi permetterà di ricorrere a granate stordenti, attivare attacchi esplosivi o difendersi con uno scudo veramente simile a quello di un noto eroe Marvel.

Questa varietà di personaggi allunga di molto la vita di un titolo che comunque non impegna più di 4-5 ore per terminare la campagna principale (anche se si può arrivare a vedere ben sette finali diversi, uno per ogni personaggio, cosa che aumenta proporzionalmente il tempo di completamento totale). Possiamo dunque auspicare un DLC con qualche personaggio aggiuntivo (come per il titolo originale), magari proprio i membri dei Sex Bom-omb salvati durante l’avventura?

Quando gioco con te, mi sento come se fossi sotto l’effetto di droghe. Non che io mi droghi.

Non riesco a non pensare alle “mille mani” di Honda.

A livello tecnico, nel passaggio da Ubisoft a Tribute Games (che casualmente ed ironicamente è composta da ex sviluppatori del primo gioco) non c’è stata alcuna perdita di fluidità. Il titolo gira ottimamente sia in portatile che in “docked” sull’originale Nintendo Switch, con qualche rarissimo calo nelle fasi più concitate, quindi è lecito pensare che su Nintendo Switch 2 i pugni volino senza ritardi di sorta. Un punto degno di nota è che il gioco è totalmente tradotto in italiano dal giorno uno, con un adattamento volto a rendere bene l’umorismo di fondo della produzione.

Altra caratteristica che aggiunge valore produttivo stellare a questo picchiaduro è la musica: tornano gli Anamanaguchi con una colonna sonora da ben 71 tracce. L’originale Scott Pilgrim: The Game aveva impressionato per i brani chiptune che si sposavano perfettamente con l’estetica retrò fumettosa del gioco, ed il lavoro per questo nuovo prodotto è qualitativamente paritetico, ma quantitativamente ancor più ricco. La band non è nuova a performances che la vedono utilizzare l’hardware del NES o GameBoy combinati ai propri strumenti musicali per ottenere esattamente quei suoni che hanno sicuramente popolato le notti di coloro che sono nati negli anni ’80: vi ricordate quando andavate a letto con ancora il motivetto del boss in testa? A me succede tutti i giorni con questo titolo. Scott Pilgrim Ex potrebbe valere l’acquisto anche solo per essere ascoltato (e non semplicemente giocato) e continuare a canticchiarlo alla stazione, al supermercato, al lavoro.

Un giudizio senza latticini, cercando di non incorrere nella polizia vegana!

La cosa più bella dello shop…è la colonna sonora!

Faticando a non ragionare da fanboy della produzione di O’Malley, Scott Pilgrim Ex si configura come un brawler a scorrimento estremamente competente, coloratissimo e appagante, anche se costituito di soli fumettosi pixel. La soundtrack varrebbe da sola l’acquisto del vinile, composta da veri e propri artigiani del genere “chiptune” e, se ancora non siete passati a Nintendo Switch 2, la performance sia in docked che in portabilità è ottima, fatto che ormai non è più così scontato.

I pugni e i calci di questi giovani canadesi risultano tuttavia annacquati quando il gioco cerca di ibridarsi con elementi “ruolistici” veramente minimali, di spessore puramente statistico, facendoci tornare sui nostri passi molte volte e senza una marcata sensazione di progressione effettiva come risultato finale: il primo titolo incoraggiava a rigiocare più volte i livelli in sequenza ordinale per far crescere i personaggi, e risultava…più scorrevole, e ad oggi il panorama dei picchiaduro a scorrimento si è reinventato con soluzioni anche più eleganti.

O muori da cattivo, o vivi abbastanza a lungo da diventare l’eroe.

Inoltre, Scott Pilgrim Ex è una miniera di citazioni nascoste in bella vista per tutti coloro che conoscono l’epopea del bassista dei Sex Bob-omb e il parco giochi Nintendo o retrò in generale: cogliere i riferimenti continui e l’armonizzazione di tutti questi asset in un nuovo materiale organico è parte del divertimento, che però potrebbe passare totalmente in cavalleria per un giocatore non familiarizzato con queste reference.

Il primo titolo rimane molto più seminale come “produzione arcade” di alto livello, anche perché nacque in un momento in cui non uscivano brawler eccezionali l’uno dietro l’altro (come capita adesso con i giochi della stessa Tribute e LizardCube), ma per quanto questo gioco prenda in prestito molto, ha dato tantissimo al genere e l’ha praticamente reinventato 16 anni fa. Abbiamo dunque un altro Scott! Non è necessariamente migliore del precedente, ma nell’incertezza senile, possiamo sempre rifugiarci nella bellezza di prendere a pugni il presente.

La recensione è finita…meglio fare come dice Julie!
Mi sono fatto guidare dai miei pugni in giro per le strade di Toronto per circa 7 ore, sia in modalità docked che in portabilità sull’originale Nintendo Switch, grazie a un codice gentilmente fornito per la recensione.
Pro: Animazioni splendide, combat-system semplice ma profondo e declinato su 7 personaggi, soundtrack fuori parametro; easter-egg legate al mondo di Scott Pilgrim e del videogioco (anche Nintendo) in generale. Se avete un compagno/a con cui giocarlo sarà ancora più divertente. Il ritorno di un capostipite dei brawler moderni.
Contro: Il sistema di controllo della corsa è ancora impreciso, la struttura open world con molto backtracking e la crescita del personaggio risultano forzate e volte ad allungare la formula. Se non siete fan dell’universo di Scott Pilgrim potrebbe essere solo “un altro picchiaduro”.
7.8

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