Anche Nintendo ha pagato le spese della crisi dei semiconduttori

Nintendo-Switch-OLED-1-NintendOn
I componenti per produrre una console oggi sono un bene più che mai prezioso (e scarso): in che acque navigherà Nintendo nel 2022?

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email

Chiuso un anno fiscale solido, ma il prossimo?

Gli effetti della pandemia da COVID-19 si sono visti in ogni settore immaginabile, compreso quello videoludico: è ben nota la difficoltà di Sony e Microsoft nel soddisfare la mostruosa richiesta di PlayStation 5 e Xbox Series X dovuta alla scarsità (e gli alti prezzi) dei componenti necessari per produrle. È un problema, questo, che sembra aver investito in maniera molto più silenziosa la produzione di Nintendo Switch, ma non per questo più rosea.

Shuntaro Furukawa, nel recente Q&A Summary pubblicato da Nintendo, ha toccato anche questo tema, dipingendo un possibile orizzonte per la casa di Kyoto:

Nintendo Switch è stato lanciato diversi anni fa e abbiamo continuato a lavorare per ridurre i costi, ma le recenti carenze di componenti stanno portando a un aumento. E anche se l’aumento è graduale, ha avuto un impatto sul nostro profitto lordo. Guardando all’intero anno, prevediamo che l’impatto sarà minore per quest’anno fiscale, ma se i costi continueranno ai livelli attuali anche per il prossimo anno fiscale, ci aspetteremmo che la redditività dell’hardware diminuisca di conseguenza rispetto a questo anno fiscale. Inoltre, come già accennato, Nintendo Switch – Modello OLED ha un margine di profitto inferiore rispetto a Nintendo Switch e Nintendo Switch Lite. A meno che la situazione non cambi drasticamente, non prevediamo un miglioramento della redditività nel prossimo anno fiscale e oltre. Detto questo, questi aumenti dei costi non influiscono sui nostri piani di produzione e continueremo a produrre il volume necessario per soddisfare la domanda.

Per quanto riguarda la produzione e la vendita dell’hardware Nintendo Switch, siamo stati in grado di produrre hardware sufficiente per soddisfare la domanda durante la prima metà (aprile-settembre) e i negozi avevano scorte in tutto il mondo. Ma nei mesi successivi a ottobre, che include le festività natalizie, quando le vendite sono ai massimi livelli, la situazione è variata nelle diverse regioni. In Giappone e in Europa, c’era una temporanea scarsità di Nintendo Switch – Modello OLED, ma in generale, per la famiglia Nintendo Switch tutta, siamo stati in grado di produrre e fornire hardware sufficiente per soddisfare la domanda. D’altra parte, negli Stati Uniti, le carenze sono continuate dalla terza settimana di novembre (periodo del Giorno del Ringraziamento) in poi.

A dicembre non siamo stati in grado di soddisfare tutta la domanda e tale situazione è continuata fino all’inizio dell’anno. Dall’inizio di questo anno fiscale, abbiamo affermato che le prospettive sono incerte a causa della carenza di semiconduttori e altri componenti. Non abbiamo ricevuto segni di grandi cambiamenti una volta entrati nel 2022, quindi la situazione è invariata. Il fatto che siamo stati in grado di vendere hardware durante le festività natalizie allo stesso livello dell’anno precedente in queste circostanze è stato in gran parte grazie al supporto delle nostre aziende partner e vorrei esprimere loro la mia profonda gratitudine per questo. In futuro, ci adopereremo per produrre quanto più hardware possibile per soddisfare la domanda.

Non ci resta che augurarci che il 2022 sia foriero di notizie decisamente migliori, o rischieremo di trovare Nintendo Switch con maggiore difficoltà. Nulla di paragonabile alle aziende rivali in fatto di vendite concluse fino ad oggi, essendo loro ancora agli inizi del ciclo vitale delle proprie console e quindi immersi in uno scenario molto più spinoso.

Potrebbero interessarti

No more posts to show