I Racconti di NintendOn

La top 10 pazza del decennio!

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I 10 giochi più pazzi del decennio appena concluso

I 10 giochi più pazzi del decennio appena concluso

2 Gennaio 2020

Più di 10 giochi memorabili e folli da giocare e far giocare!

Ho visto classifiche di tutti i tipi quest’anno, ma nessuna che mi divertisse in particolare, e tutte un po’ “obbligate”. Probabilmente chi legge sa già quali sono i giochi migliori, o può benissimo andare su metacritic e settando i giusti parametri ottenere una lista di gioconi più o meno validi da recuperare. Quindi il motivo per l’esistenza di questo pezzo è presto spiegato: citare giochi che potrebbero sembrare “strani”, quindi premiarli per la loro originalità, e che valga la pena recuperare, perché altrimenti bastava fare un elenco con una cinquantina di giochi giapponesi a caso, se era una cosa fatta solo per ridere. Ci tengo a precisare che il metro di giudizio è assolutamente personale, quindi se non trovate gioco X nella lista è perché non mi piaceva, o mi piaceva meno di quelli elencati. O me lo sono scordato. Nessuno vi vieta di suggerire altri titoli non presenti in lista e dar luogo a una discussione tra appassionati, ovviamente!

Un altro piccolo appunto: si tratta di una top 10 (+ menzione finale per giochi che non mi sono sentito di escludere) che prende in esame l’ultimo decennio. Quindi sappiate che avrei messo volentieri Brain Training, Osu Tatakae Ouendan, Daigassu Band Brothers, Electroplankton, Wii Sports e perfino Wii Fit, ma la data d’uscita dei loro migliori capitoli ne ha determinato l’esclusione. Basta con la introduzione, e andiamo subito a vedere la decima posizione! (Sì, perché io ho il coraggio di metterli in lista ed espormi alle critiche, che credete?)

10) Goat Simulator (Coffee Stain Studios, 2019) – Nintendo Switch Recensione cliccando qui

Quando lo scherzo va troppo oltre, si ottiene Goat Simulator! Nato come parodia dei vari “Simulator” per PC, Goat Simulator, arrivato su Nintendo Switch nella sua versione migliore (la GOATY EDITION! E poi sono io a fare battute pessime), ci mette nei panni di una capra. Mi sa che non serve aggiungere altro!

Il gioco offre diverse modalità per quello che fondamentalmente Coffee Stain Studios considera un gioco in linea con i giochi di skateboard in stile Tony Hawk. Sicuramente un gioco che non si prende sul serio, e che può regalare tante risate, unico avviso: non vi aspettate un gioco rifinito, ma un gioco piccolo e anche rotto, lasciato blando e senza dettagli perché così fa più ridere. Ve l’ho detto: Goat Simulator è uno scherzo andato troppo oltre.

Dedicato a: chi gioca a GTA solo per rubare le macchine e schiantarsi contro i muri.

9) Ring Fit Adventure (Nintendo EPD, 2019) Nintendo Switch

E anche se avevo detto che non lo avrei fatto, vi rifilo a sorpresa Wii Fit! Perché? Perché sono pazzo, e questa è una classifica dei giochi pazzi! Ma anche perché quando Satoru Iwata (lacrimuccia) mi ha convinto a comprare una bilancia per mettermi a dieta, avrei dovuto chiedergli: ok, ma il gioco?

Non sapevo che avrei dovuto aspettare ancora anni, ma sarebbe arrivato, seppur senza bilancia: Ring Fit Adventures fa quello che si prometteva Wii Fit, ovvero mettere in forma il giocatore, divertendolo. Un’idea che senza dubbio va premiata, soprattutto perché stavolta siamo di fronte a un gdr, senza dubbio light, ma che restituisce un’esperienza solida, longeva e varia.

Dedicato a: i nerd sovrappeso brufolosi che aspettano un gdr per rimettersi in forma.

8) Untitled Goose Game (House House, 2019) Nintendo Switch

Se concettualmente ritorniamo un po’ alla decima posizione, c’è da dire che grazie allo stile grafico cartoonesco e un incredibile coinvolgimento del web che lo ha subito elevato a meme (almeno per quel breve periodo in cui vivono i meme), Untitled Goose Game si prende la palma di gioco inutile apposta del 2019 di diritto, e non potevo non citarlo anche in questa sede.

Essere un’oca rompiballe a quanto pare è davvero divertente, e anche se il gioco non propone nulla più che una serie di dispetti da fare a ignari cittadini modello, i momenti di divertimento non mancheranno di certo. Perché io amo gli animali di tutte le spec…HONKHONK…che fai? Togliti dallo schermo maledett…HONKHONKHONK…la tastiera mannaggia a te, LA TASTIERAAA!

Honk.

Dedicato a: chi ama cani e gatti, ignorando i pennuti. Si ravveda!

7) Guild01 (Level-5, 2012) Nintendo 3DS

Nel 2012 Level-5 riunisce le menti più brillanti dello sviluppo videoludico storico nipponico per confezionare Guild01, una compilation che comprende quattro piccoli giochi, quattro piccole gemme che hanno come unico denominatore la libertà di espressione in fase di concezione, in occidente verranno distribuiti come titoli singoli su eShop.

Suda51 (Killer7, No More Heroes) e Makoto Chida (Lollipop Chainsaw) propongono Liberation Maiden, il gioco più concreto di tutto il pacchetto, uno sparatutto anime con valori produttivi eccellenti per una produzione piccola (animazioni di Studio Bones). Yoot Saito (Seaman, Odama) ha creato per l’occasione Aero Porter, un puzzle game a tema smistamento bagagli. Yasumi Matsuno (Final Fantasy Tactics, Ogre Battle) è l’autore di Crimson Shroud, un gdr molto tradizionale che fa uso dei dadi proprio come un gdr da tavolo, e infine abbiamo Weapon Shop de Omasse, un gestionale di vendita e forgiatura di armi, arrivato in gran ritardo su eShop per la mole di testo da tradurre.

Nessuno dei giochi è esattamente un capolavoro, e la produzione ha un sapore decisamente sperimentale ma forse è proprio questo che ci fa sperare che iniziative del genere possano ripetersi in futuro. Cito anche il seguito, Guild02, che contiene tre giochi molto interessanti a opera di Keiji Inafune (Street Fighter, Mega Man), Kazuya Asano, Takemaru Abiko e Kaz Ayabe.

Dedicato a: chi vede Fuori Orario su Rai 3.

6) Ultimate NES remix (Nintendo EAD Tokyo, 2014) Nintendo 3DS

Uscito alla chetichella, in un periodo perfetto per cadere nel dimenticatoio, è difficile avere sentore della qualità di NES remix prima di farci una partita. In fondo voi vi divertireste se qualcuno vi mettesse un pad in mano, accendesse la console con caricato su il primissimo Zelda e vi dicesse “colpisci 3 octorok e hai vinto”? I vari giochi NES vivono così una seconda vita, decontestualizzati e stravolti da sfide dal gusto decisamente arcade, e nonostante questo, insieme formano un gioco dannatamente divertente e con un tasso di sfida variabile.

Particolarmente apprezzabili i vari remix, che permettono di utilizzare i personaggi di un gioco dentro i livelli di un altro, andando a volte a rompere l’equilibrio base di capolavori rinomati. L’episodio migliore è quello per Nintendo 3DS, che sotto il nome Ultimate raduna tutto ciò che abbiamo visto nei primi due per Nintendo Wii U, con qualche aggiunta.

Dedicato a: chi vuole sempre lo stesso gioco ma nuovo.

5) Cadence of Hyrule (Brace Yourself Games, 2019) Nintendo Switch

Non esattamente quello che ci si aspetta da “il nuovo Zelda per Nintendo Switch”, Cadence of Hyrule riprende le meccaniche base di Crypt of the Necrodancer per realizzare quello che, depauperato dal ritmo, potrebbe benissimo essere un The Legend of Zelda 2D in formato mini. Ma ovviamente sarebbe da pazzi rinunciare a una meccanica intrigante e soprattutto, a una ost spettacolare, che riprende i classici temi di Koji Kondo, arricchendoli con una chiptune pazzesca.

Il gioco riesce anche ad essere infame quando vuole (infatti se vi sembra difficile questo, non giocate mai al suo già citato ispiratore, sarebbe da masochisti), e probabilmente è uno dei migliori co-op a 2 giocatori su Nintendo Switch.

Dedicato a: chi ha la console collegata a un impianto home theather con subwoofer

4) The Wonderful 101 (Platinum Games, 2013) Nintendo Wii U recensione cliccando qui

Orfani di The Viewtiful Joe, questo è il massimo che potete ottenere finora. E onestamente, se vi lamentate, siete dei grandi ingrati! The Wonderful 101, Hideki Kamiya e Atsushi Inaba ai posti di comando, ripesca infatti dallo stesso immaginario sentai per dare vita a un’avventura che ha di tutto: azione frenetica e fasi più calme, controlli touch, ironia e un ventaglio di situazioni di gioco da metter imbarazzo ai Power Rangers.

Soprattutto, è un titolo follemente giapponese, come è difficile vederne ai giorni nostri. Non si sa perché non è ancora arrivato su Nintendo Switch, dato che lo stesso Kamiya vorrebbe portarlo, nel frattempo, rimane forse l’unica vera killer application dello sfortunatissimo Nintendo Wii U.

Dedicato a: chi ha detto almeno una volta “chotto matte!” a qualcuno che non sa una parola di giapponese.

3) Wario Ware Gold (Nintendo EAD, 2018) Nintendo 3DS recensione cliccando qui

Quando la copertina che capeggia sulla cover strilla “più di 80 minigiochi”, si è portati a pensare che le idee degli sviluppatori fossero così povere che nessuno di quei giochi ce l’avrebbe mai fatta a uscire stand alone. A parte il fatto che la storia ha dimostrato il contrario, dato che alcuni di quei giochi sono poi usciti su eShop, ma non è questo il punto. Il punto è che Wario Ware non è una raccolta di minigiochi, ma è la raccolta dei minigiochi a essere Wario Ware. Il succo è affrontare una serie di minigiochi assurdi, dallo stile minimalista, con un gameplay che rimanda ai giochi arcade, che mettono in moto materia grigia e riflessi, in un contesto surreale. Col tempo, possiamo benissimo affermare che è questo il vero gioco di Wario, ancora più di Wario Land, che forse era troppo derivativo per spiccare con le proprie ali, sebbene con il genere platform lo abbiamo visto protagonista di giochi di indubbia bontà (su tutti Wario Land: The shake dimension).

Ma è con Wario Ware che finalmente Wario trova un senso come personaggio a sé stante, a metà strada tra er monnezza e zio Paperone, ed è con Wario Ware che è nato un suo microcosmo, con personaggi memorabili come 8-volt con la sua nostalgia per i retrogame e Crygor, coi suoi problemi intestinali, ognuno più bizzarro dell’altro e quindi più esilarante dell’altro. A mio parere gli episodi più riusciti sono il primo, la cui semplicità restituisce un divertimento senza troppi fronzoli, e il secondo per gameboy advance, che include al suo interno un giroscopio e i cui minigiochi richiedono di muovere a sinistra e destra la piccola console. Su Nintendo 3DS è uscito Wario Ware Gold che riunisce i minigiochi migliori di tutte le versioni e li lega con una trama folle e, ovviamente, tutta da ridere.

Dedicato a: chi si è stancato di premere troppi tasti per divertirsi

2) Katamari Damacy REROLL (Monkeycraft, 2018) Nintendo Switch

Non si capisce esattamente cosa abbia contro Nintendo, il geniale game developer Keita Takahashi. Ai tempi di Nintendo Wii dichiarò di non voler sviluppare per la console di Nintendo e che riteneva offensivo il focalizzarsi della casa di Kyoto sui controller, e recentemente ha dichiarato di non aver acceso più Nintendo Switch dopo aver finito Super Mario Odyssey, e che non ha gradito l’ultimo Zelda. Eppure il suo Katamari Damacy sembrava proprio adatto alle console Nintendo, tanto che a lungo si è vociferato di una versione prevista per Nintendo DS. Per giunta, il prototipo originale del suo capolavoro è stato messo in piedi su Gamecube, più facile da programmare in tempi ristretti, per cui si può dire che senza Nintendo forse le cose non sarebbero andate nella stessa maniera, e lo stesso Takahashi ha ammesso di aver scelto Playstation 2 per il suo controller, un’affermazione poco in linea con la sua opinione sul marketing per Nintendo Wii.

A distanza di più di un decennio il Katamari rotola finalmente su Nintendo Switch (e pc, ma ironia della sorte, non su PS4). Katamari Damacy REROLL è un remaster HD che non ha nulla di nuovo, e ciononostante è ancora quel capolavoro selezionato dal MoMa come esempio di opera d’arte videoludica. L’immenso re dell’universo ha spazzato via per sbaglio un intero universo e ha incaricato il minuscolo principe di raccogliere del materiale da trasformare in astri, nebulose e tutto quanto possa essere utile a generare il cosmo. C’è anche chi ci vede una critica al consumismo (tra cui lo stesso Takahashi), ma l’importante è che ogni istante del gioco è studiato per dare un sorriso, con la sua grafica minimalista, coloratissima ed efficace, musichette e canzoncine da canticchiare sotto la doccia, cose sempre più assurde da inglobare e dialoghi astratti e surreali.

Dedicato a: chi vede il tutto nelle piccole cose.

1)Beat the Beat: Rhythm Paradise (Nintendo SPD, 2011) Nintendo Wii

Si può creare un videogioco in grado di essere completato senza guardare lo schermo? Il primo Rhythm Tengoku, che ai tempi del l’ormai lontano 2006 restò confinato nel sol levante, poteva essere finito semplicemente premendo il tasto A a tempo. Ma se questo vi fa pensare a un gioco facile e privo di spessore, vi sbagliate di grosso. Similmente a quanto avvenuto con Wario Ware, infatti, il gameplay, stavolta veicolato dalle musiche stupende di Tsunku, si basa su riconoscimento dei pattern che è possibile intuire andando a tempo su motivetti orecchiabili che nascondono melodie divertentissime. Anzi, beccatevi un concertino!

È forse difficile anche solo cercare di spiegare perché la serie di Rhythm Tengoku sia così assuefacente senza cadere nella retorica o sminuire il divertimento che può regalare questa produzione Nintendo, che resta tra le cose migliori che la grande N abbia mai prodotto. Proprio come per Wario Ware, per Nintendo 3DS è uscito un episodio “the best”, è spettacolare e lo trovate anche a poco, ma questo decennio appena trascorso ci ha donato uno dei migliori giochi per Nintendo Wii: Beat the Beat Rhythm Paradise, il primo della serie a includere il multiplayer, con tracce e minigiochi totalmente inediti. E ovviamente folli!

Dedicato a: chi ha fatto suonare i bicchieri con le posate durante il cenone di Natale.

Premio Notice me, senpai!
Senran Kagura: Peach Ball (HONEY PARADE GAMES, 2019) Nintendo Switch

I giochi di questa serie mi ricordano un po’ gli Elio e le storie tese, quando sono saliti sul palco di Sanremo vestiti da baronetti solo per poter dire “Figaro” senza l’ultima sillaba, in mondovisione. Se quello è genio, allora anche gli sviluppatori di Senran Kagura Reflexions lo sono, del resto basta dare un’occhiata al video allegato per capire.

Cioè studi scientifici solo per trasmettere la sensazione di palpare tramite i joycon, manco i possessori di Switch fossero i più laidi molestatori di un vagone metro di Detroit. Reflexions quasi non ha gameplay per quanto è destinato a permettere al giocatore di massaggiare una ragazzina del liceo. Il più recente Peach ball ha quantomeno il pretesto di nascondersi dietro a un gioco di flipper. Ma tanto sappiamo tutti che l’intento è urlare a squarciagola, con una mano sul joycon e l’altra no: “CHE DIO LA BENEDOCAAA!”

Dedicato a: chi va ancora a scuola e ha una vita davanti.

Premio il piccolo indie
Little Inferno (Tomorrow Corporation, 2012) Nintendo Wii U recensione della versione Switch cliccando qui

Un caminetto in cui gettare oggetti, per riscaldarsi in un mondo in cui l’inverno non ha mai fine, il calore scaturito dalla fiamma ma anche dalle misteriose lettere che riceviamo da una persona sconosciuta. Il caminetto diventa quindi un gioco per il bambino-giocatore, intento a risolvere enigmi legati a definizioni e giochi di parole.

Si inizia per scherzo, proprio come quando accendiamo un fiammifero da piccoli, per la prima volta, e a poco a poco ai scopre cosa c’è dietro un mondo freddo e grigio, si scopre perché un bambino è stato lasciato da solo a giocare, letteralmente, col fuoco. Un gioco che costa poco, dura poco, ma che colpisce allo stomaco. Uno dei migliori, piccoli indie mai realizzati in assoluto.

Dedicato a: chi ha bisogno di un po’ di calore e non ha manco una stufa, fisica o metaforica.

Premio: only NintenDOES!
Nintendo labo (Nintendo EPD, 2018) Nintendo Switch

Se Nintendo fosse un’azienda di videogiochi normali, penserebbe solo a fare il gioco migliore per la sua utenza e non avremmo casa piena di accrocchi di plastica per simulare attrezzi ginnici o sportivi, stampanti minuscole che stampano la nostra faccia in monocromatico su uno scontrino e cartoni che manco un senzatetto. E il mondo sarebbe un posto più triste. Perché senza quelle idee che ti fanno dire “solo Nintendo può” senz’altro ci mancherebbero tutti quei momenti pieni di stupore e le teorie più strampalate a seguito di annunci misteriosi e fugaci.

Infatti, quando è stato annunciato Nintendo Labo nessuno sapeva cosa aspettarsi, e quando abbiamo capito di cosa si trattava, lo volevamo a tutti i costi. E non importa se ho 30 anni in più rispetto al target del prodotto, non importa se è il gioco comprato al dayone a cui ho giocato meno. L’idea di assemblare degli accessori da usare poi insieme al gioco è fantastica e quindi siamo davanti all’ennesimo potenziale inespresso forse, magari un giorno si ricorderanno di allegare un software più sostanzioso anche per i gamer, o resterà una cosa perfetta per genitori e figli, chi lo sa. Intanto una menzione come idea pazza del decennio sa la meritava senza dubbio alcuno.

Dedicato a: chi ha tanto spazio in casa e non sa come sfruttarlo.