NintendOn Game of the Year 2017

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…ma portate pazienza!

Perché prima di svelare i vincitori, vogliamo ricordare alcuni titoli che hanno lasciato il segno pur senza riuscire ad entrare nella classifica finale.

Ecco i “Premi Speciali della Critica”


Premio: “Troppo folle per essere vero”

Rocket League

Rocket League da solo incarina la nuova fiolosofia di Nintendo Switch in merito alla gestione dei titoli terze parti: è un gioco spiccatamente competitivo, 99% online e che fonda il suo successo sulla community sempre crescente e gli aggiornamenti periodici… cose praticamente mai viste su console Nintendo. E invece, grazie all’impegno di Panic Button (già, sempre loro dopo Doom) abbiamo tra le mani un gioco divertente, fresco e INFINITO, grazie al cross play che ci consente di giocare con gli utenti PC e Xbox One.

Sembra inoltre confermato un impegno a lungo termine quanto a supporto, con il gioco che ha visto di recente l’arrivo di una patch per migliorare le prestazioni – già più che discrete. Pronti a scatenarvi?


Premio: “It’s dangerous to go alone”

Portal Knights

Tanti giochi competitivi, vero, nella libreria di Nintendo Switch, in particolare se parliamo di online. Manca al momento un’esperienza cooperativa come si deve, di quelle che consentono ai giocatori di perdersi ore e ore a condividere esperienze ed esplorare mondi fantastici. In attesa di avere notizie sulla versione europea – se mai arriverà – di Monster Hunter Double Cross, possiamo decidere di teletrasportarci nel cubettoso mondo di Minec- ehm, Portal Knights.

È veramente facile trovarsi a citare il blockbuster di Mojang, ma Portal Knights ha le qualità necessarie per distinguersi dalla marea di cloni presenti sul mercato: innanzitutto offre una progressione di facile lettura, che non conduce mai alla frustrazione, e inserisce elementi dell’RPG d’avventura (compreso un sistema di combattimento decisamente “zeldoso”) che rendono il tutto decisamente più gradevole… il tutto in un’ottica multiplayer locale e online. Perché sfidarsi quando c’è il gioco adatto a chi ama cooperare?


Premio: “Me lo rigiocherei pure sulla calcolatrice”

Skyrim

Il classico dei classici di Bethesda. E non perché sia considerato universalmente il loro miglior titolo (sento fin da qui le urla dei fan di Morrowind o di Oblivion, per non parlare di Fallout), bensì per la sua natura di prezzemolino che l’ha visto approdare su ogni piattaforma esistente – tranne quelle Nintendo, finora. Chiunque ha sentito parlare di Skyrim, tutti hanno incrociato qualche meme a tema “Fus Ro Dah” o “Mi sono buscato una freccia nel ginocchio“. Parliamo di un gioco dotato di una portata crossmediale immensa, capace di ricreare l’immaginario fantasy occidentale moderno e renderlo appetibile a tutti.

Su Nintendo Switch poi, grazie alla portabilità (non hai controlli motion, eh) si guadagna l’ennesima occasione di essere rigiocato, perché non ci si stanca mai di lanciare magie o glitchare nei muri quando sei in giro! Da provare!


Premio: “Chi lascia la via vecchia per la nuova…”

Thumbleweed Park

Quando si parla di classici, di grandi nomi e di esperienze indimenticabili, difficile non chiamare in causa Ron Gilbert e l’epoca d’oro delle avventure “Punta e Clicca”. Thimbleweed Park ci riporta in quell’epoca, regalandoci l’opportunità di rivivere in chiave moderna le meccaniche che hanno reso leggendario un genere. Grazie alla sua natura di console “ibrida”, Nintendo Switch è probabilmente l’ideale vetrina per proporre un prodotto simile al suo meglio, permettendo al giocatore di scandire gli istanti dell’avventura a suo piacimento… un’ora adesso, mezz’ora domani, notte in bianco dopodomani!

Un ritorno alle origini, uno sguardo al passato, una storia indimenticabile. Ce ne fossero di titoli così!


Premio: “L’incompreso”

ARMS

I controlli motion non piacciono ai “veri gamer” (qualunque cosa siano), lo sappiamo bene: sono divertenti, originali, intuitivi, ma non consentono di portare al limite le capacità del giocatore per via degli evidenti limiti fisici di un sistema di controllo che risponde ad accelerazioni, cambi di direzione, rotazioni e punti di partenza/arrivo. A meno che non pensare ad una tuta virtuale capace di replicare al 100% le reazioni di ogni nostro muscolo, ogni esperienza motion si troverà a muoversi in un compromesso delimitato dalla precisione del giocatore nel muoversi entri i limiti imposti dal sistema.

ARMS ha il coraggio di prendere una meccanica non troppo amata quale quella della boxe con i sensori di movimento e portarla al suo limite, presentandoci un picchiaduro competitivo davvero interessante per costruzione e sviluppo. Tecnicamente ineccepibile, stilisticamente grandioso, questo titolo trova nella mancanza della profondità dell’esperienza in singolo il suo unico limite e ha goduto – come successo per il primo Splatoon – di un consistente supporto post lancio, conclusosi solo di recente con l’aggiornamento 5.0. Scaldate i pugni e dategli una chance!


E ora il gran finale!

(volta pagina per scoprirlo!)

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