Insieme alla storia principale, altro elemento curato in maniera quasi maniacale è la soundtrack, la colonna sonora del titolo.
Vi ricordate il nome delle Magypsies? Erano corrispondenti ai sette modi musicali, come già detto in precedenza. La musica infatti ricopre un ruolo fondamentale all’interno del titolo tanto da andare ad influire in maniera diretta con il gameplay. Essa conta ben 250 tracce, tra musiche d’ambiente, da combattimento e jingle vari, e soprattutto di svariati generi. Si va quindi dalle tenui note di un pianoforte che accompagnano una triste canzone d’amore alla fedele riproduzione di una nota opera orchestrale contro il fantasma di un compositore, arrivando poi alle veloci note ritmate di una musica dance che accompagnerà il folle balletto del padre del ladro Duster, Wess, per non parlare poi delle tracce che accompagnano tutti i combattimenti del gioco.
La colonna sonora infatti conta un numero di brani a dir poco spropositato se si tiene conto del fatto che stiamo parlando di un gioco di ruolo, mica di un rhythm game o di un karaoke!… anzi, forse forse qualche influenza rhythm c’è!
Già, perché il sistema di combattimento presente in Mother 3 è assolutamente unico nel suo genere. Non si hanno le classiche battaglie “statiche” in stile Dragon Quest o Final Fantasy bensì le cosiddette sound battle. In parole povere, ogni nemico all’interno del gioco possiede una sua colonna sonora personale (si, ogni nemico, dal topo di fogna allo scarafaggio alle armature ai pigmask e così via) e premendo il pulsante di attacco a tempo con la musica in sottofondo si infliggono danni extra fino ad un totale di sedici attacchi diversi. Insomma, un vero e proprio rhythm game che può essere anche semplificato: addormentando il nemico infatti si potrà udire il battito del suo cuore, rivelando il tempo da seguire per realizzare le combo. Ovviamente le citazioni non mancano: il theme che trovate subito sotto è il sottofondo musicale del combattimento contro i pipistrelli, vi ricorda mica qualcosa?
Si, dai, è quello!
Ovviamente, come da tradizione della serie, Mother 3 è tutto tranne che un gioco facile, ne saprà già qualcosa chi ha avuto il piacere di giocare Earthbound su Wii U. L’aggiunta rhythm vi renderà sì più semplici le battaglie, ma la base rimane sempre il grinding selvaggio. Limitarsi a passeggiare fino al boss di turno, affrontando solo i nemici che vi si parano davanti, porta ad essere falciati in pochissimi secondi. È un gioco per (odio la definizione ma è così) hardcore gamer. I boss vi faranno penare molto senza il giusto allenamento e sarete spesso costretti a ricorrere a tutti i mezzi a vostra disposizione, dagli oggetti ai poteri PSI agli strumenti del mestiere di Duster.
Insomma, Mother 3 è un vero e proprio capolavoro. Bellissime musiche che incorniciano una splendida storia – dallo sconvolgente finale – calata all’interno di un contesto mai banale, atipico, folle e letteralmente fuori dal tempo. Forse ve l’avevo già accennato all’inizio di questo speciale/recensione, ma adesso voglio ripetervelo, per il vostro bene:
“Giocatelo, punto”