Nintendoes & Nintendon't

Nintendoes & Nintendon’t #1 – La retrocompatibilità

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Pubblicato il
24 Febbraio 2014

Premessa: la splendida immagine di Mario e Wario che vedete nella testata è opera di Andy Helms.

Nota: i lettori di NintendOn più ferrati con l’inglese noteranno subito (alcuni l’hanno già segnalato, ecco il perché della nota) che “Nintendon’t” non è corretto usando la terza persona singolare: questo perché trattasi di una citazione che, forse per l’età, non tutti potranno cogliere.
Genesis does what Nintendon’t era lo slogan che Sega (negli USA) utilizzava per pubblicizzare la sua console a 16 Bit (da noi Mega Drive) e quindi è sembrato naturale utilizzarlo nel titolo della rubrica.

Benvenuti al primo appuntamento con Nintendoes & Nintendon’t, rubrica che vuole evidenziare, ogni volta in un contesto ben preciso, cosa di buono fa Nintendo e cosa invece le riesca male.
Perché l’amore per Nintendo è grande, ma non abbiamo le fette di prosciutto sugli occhi… come è anche vero che è fin troppo facile criticare senza tenere di conto di tutto quello che di positivo riesce ogni volta a esprimere la casa di Kyoto.

Iniziamo dunque con un argomento che direi rappresenta alla perfezione la natura della rubrica, ovvero l’approccio di Nintendo alla retrocompatibilità.

Round 1 – Nintendoes: cosa funziona

Ben sapete tutti che, al contrario della “concorrenza”, Wii U è in grado di leggere e riprodurre i titoli della console precedente (Wii), permettendo così di godere di una serie di vantaggi non indifferente:

1) In caso di trade-in della vecchia console, è (stato) possibile preservare la propria libreria di titoli Wii.

Chi, all’atto di acquistare una console dell’ottava generazione appartenente alla concorrenza, ha “dato dentro” la propria console di settima generazione si è trovato anche a doversi disfare di una quantità di videogiochi consistente, difficile da piazzare con adeguata soddisfazione a causa di valutazioni monetarie discutibili (come accade in catene quali Gamestop) o tempistiche piuttosto dilatate nel tentativo di aspettare il giusto acquirente su canali alternativi come eBay.

gamefraudÈ il suo lavoro, non prendetevela come se fosse una cosa personale…

Con Wii U tutto questo non accade, ed è possibile tenere i propri scaffali intonsi e immacolati sapendo che basta attivare il menù Wii per godere dei propri titoli preferiti come sempre fatto.

Da tenere conto anche la possibilità di trasferire i dati da Wii a Wii U e poter così movimentare il proprio portfolio titoli “old-gen”, salvataggi e altro sulla nuova macchina.

2) Una connessione, un’alimentazione.

Nel caso in cui siate dei nostalgici e/o collezionisti o semplicemente troviate inappropriato il compenso economico derivato dalla vendita del contenuto dei vostri scaffali e vorreste continuare a giocare ai vostri vecchi titoli, la concorrenza vi obbliga a conservare la console old-gen, con una conseguenza che può sembrare trascurabile e invece, al giorno d’oggi, va considerata con grande attenzione: l’affollamento dei prese e connessioni in prossimità della tv.

I vostri mobili non sono fatti per ospitare un numero sempre crescente di console nel corso degli anni, così come le vostre ciabatte e le vostre multiple gradirebbero non essere sempre affollate come le discoteche dove le ragazze entrano gratis al sabato sera.

ciabattaSimili opere d’arte in casa vostra starebbero benissimo, non credete?

E il vostro fantastico TV di ultima generazione, che ne pensa? Quelle povere porte HDMI non sono fatte per essere trattate al pari delle vecchie scart, che venivano continuamente trastullate e violate con risultati devastanti sulla qualità dell’immagine nel corso degli anni.

Avere un Wii U è come avere Wii e il suo successore con lo stesso ingombro, senza contare che la migliore connessione video per Wii era il component… sempre meno presente nei TV di ultima generazione, dove regnano le connessioni HDMI, standard per Wii U.

Per la prima volta nella storia dei videogiochi i titoli di una console è meglio giocarseli sul suo successore.
No, abbiate l’accortezza di non tirate in ballo i giochi PS1 su PS2 perché quel filtro bilneare spalmato a caso faceva davvero pietà.

3) Una libreria di capolavori già disponibile

Altro punto importantissimo… anche se, giustamente, più rilevante per chi non ha posseduto Wii: la retrocompatibilità perfetta permette ai nuovi possessori di Wii U di godersi senza intoppi i titoli che si erano persi durante la settima generazione di console.

Chi aveva sdegnato Wii in favore della concorrenza per poi lasciarsi tentare dall’acquisto di Wii U si trova nell’invidiabile condizione di poter curiosare in un fantastico backlog di titoli che comprende sia capolavori conclamati che ottimi titoli passati in sordina a causa della percezione fallimentare della softeca di Wii.


Il miglior JRPG della settima generazione di console. Esclusiva Wii.

Non servono gli elenchi, basta esprimere un concetto: chi ha comprato un Wii U al lancio ha potuto scegliere alcuni dei nuovi titoli in alta definizione e coprire le eventuali carenza della libreria acerba con l’acquisto di giochi delle precedente console ma a basso prezzo .

Il ventaglio di titoli Wii, sebbene presenti delle mancanze piuttosto evidenti in alcuni generi, offre una varietà e originalità non presente su altre piattaforme e permette dunque, anche a chi già aveva la console, di avventurarsi nella ricerca di nuovi e interessanti titoli, da giocare su Wii U, con upscale a 1080p, senza altre console collegate.

Affrontati i lati positivi, potete cliccare pagina 2 per scoprire cosa invece non funziona, ovvero il Nintendon’t.