Bravely Default – Recensione

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Non siamo soli

La ricostruzione di Norende, il villaggio natale di Tiz, è parte integrante dell’esperienza, ed è a tutti gli effetti il principale mini-gioco del titolo. Consiste in un surrogato di Age of Empires(!), dove si dovrà semplicemente assegnare la ricostruzione di varie parti del villaggio, ognuna delle quali richiede un determinato tempo per essere completata, a seconda del numero di villeggianti impiegate.

Tali villeggianti (inizialmente ce ne sarà uno soltanto), arriveranno un po’ dalla missione principale, ma soprattutto dall’interazione con altri giocatori, attraverso Internet. È infatti possibile ricercare ed aggiungere giocatori da altre parti del globo, ognuno dei quali aggiungerà una o più persone al villaggio, permettendo di ridurre drasticamente i tempi di ricostruzione.

Diverse sono le “parti” di Norende da riparare: si va da empori di armi a quelli di armature, magie, mosse speciali e parti di mosse speciali!

Infine, per ogni persona aggiunta via Internet o anche attraverso lo StreetPass, apparirà nel villaggio una Nemesi, ossia un nemico opzionale (di solito estremamente potente) che è possibile decidere di combattere o lasciar stare (e ve lo consiglio almeno finché non finirete il gioco!). Norende può ospitarne fino ad un massimo di 7, dopodiché le più vecchie verranno sostituite dalle nuove, ma è possibile “bloccare” quelle che non si vogliono perdere.

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In modo inusuale per un titolo del genere, la componente “social” è altrettanto sviluppata: curiosa è la possibilità di poter chiamare direttamente in battaglia gli amici aggiunti via Internet/StreetPass! È infatti possibile impostare una “mossa” qualsiasi tra quelle possibili dai nostri personaggi, e renderla disponibile a chi ci aggiungerà, che potrà chiamarci per attaccare i nemici!

Inoltre, è presente un sistema che mi ricorda l’ormai lontano sistema “Junction” di FF VIII, che permette di “unire” uno dei propri personaggi al Mii di un amico (sempre trovato via Internet/StreetPass), e poterne usare le abilità guadagnate! In pratica se il mio amico ha raggiunto il livello 7 della classe Mago Bianco e io no, potrò equipaggiare ed utilizzare le abilità da lui guadagnate come fossero mie!

Bravely Ending

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Bravely Default potrebbe fin qui sembrare un titolo perfetto (anche se nessun titolo lo è), e con i suoi indubbi pregi ci si avvicina, ma così non è.

La storia principale è semplice e ben raccontata, con qualche colpo di scena in più del previsto, ma presenta stratagemmi per “allungare il brodo”, soprattutto da metà in poi, che potrebbero infastidire parecchio chi odia la ripetizione di parti molto simili tra loro, soprattutto se sono obbligatorie per proseguire.

Più volte ho dovuto sforzarmi per proseguire nella parte finale dell’avventura, che è costellata di combattimenti contro una quantità di Boss immane, una vera prova di resistenza che non è appannaggio di tutti a mio parere, pur con tutte le facilitazioni inserite per snellire il potenziamento e l’avanzamento in generale.

Ovviamente il fatto che queste sezioni siano pressoché tutte intorno a ¾ della storia presuppone che la voglia di sapere come questa finisca sia una molla abbastanza potente da spingere fino alla conclusione, non posso però esimermi dal notare come certe scelte narrative avrebbero potuto essere snellite molto di più, evitando un’inutile sequenza di combattimenti sostanzialmente identici.

Nonostante questo, le avventure di Tiz, Agnès e compagni non possono non colpire per una realizzazione tecnica stellare, una struttura ruolistica solida ma con elementi innovativi, e un respiro “fantasy” che non si sentiva da tanto, troppo tempo.

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