L’acchiapparella a base di Yokai torna su Nintendo Switch
Yokai. Creature spettrali e inquietanti del folklore giapponesi che hanno terrorizzato e inquietato piccoli e grandi umani, costringendoli a crudeli e angoscianti partite a nascondino dalla durata di 3 minuti. Dalle premesse di OBAKEIDORO 2: Chase & Seek non si possono citare gli sviluppatori di Free Style tra i più diligenti folcloristi accademici. Tuttavia il piccolo ma concreto successo di vendite del gioco datato 2019 è stato sufficiente a generare un seguito.
Il successo, soprattutto in patria, non è casuale. Obakeidoro 2 ha quella estetica tenebrosa per scherzo, tutta chibi manghettosa che preme sui fili della memoria e rimanda a Mystery Detective o a certi giochi Level 5, con quella cosmesi ben definita e affascinante, e il suo gameplay multiplayer asimmetrico è semplice e veloce.
Il mio compagno di banco? Uno Shinigami!
Giochi nei panni di uno yokai? Cerchi di catturare 3 umani nel giro di 3 minuti. Giochi nei panni di un umano? Almeno uno dei 3 deve restare libero allo scadere del tempo. Il gameplay è tanto semplice che una partita tira l’altra e che si giochi online, modalità principale, oppure in locale, magari sfruttando l’ottimo GameShare di Nintendo Switch 2, i tempi di attesa sono ridotti all’osso.

All’interno dell’arena gli umani possono nascondersi, collaborare tra di loro, liberare gli alleati imprigionati premendo due interruttori che scoperchiano la gabbia in cui sono rinchiusi. Lo yokai invece insegue, sfrutta l’abilità del personaggio (attraversare pareti, seguire tracce etc), e in aggiunta alla mossa standard per acchiappare gli umani capitati sotto le sue grinfie può eseguire una supermossa che permette di acchiappare più umani se in linea retta sfruttando uno slancio poderoso.
Un gioco da bambini classico modernizzato con classe
Obakeidoro 2 non punta a mostrare i muscoli, preferendo ammaliare con un ottimo character design e un’esperienza fluida. Tecnicamente è tutto ben organizzato: la grafica è semplice ma efficace, i poteri sono ottimamente bilanciati e c’è sempre un buon equilibrio. Gli umani possono usare una lanterna per stordire il fantasma predatore, ma questo attacco stende lo yokai solo per qualche secondo, necessario per sgusciare via da una situazione problematica ma mai definitivo, utilizzabile solo una volta. Sarà possibile ricaricare poi la lanterna liberando gli alleati dalla prigionia tramite gli interruttori di cui sopra.
Lo yokai può invece contare sull’aiuto di piccoli fantasmi (Chibiobake o Ghouligans in occidente) per scovare gli umani, spostare gli interruttori della gabbia. La modalità principale è quella online fino a 8 giocatori, e al momento non si ha particolare difficoltà nella ricerca di altri giocatori, in assenza dei quali subentrerà la CPU. La modalità solitaria, oltre che per allenarsi a conoscere bene la mappa, è utile per ottenere timbri con i quali sbloccare lanterne e yokai.

Possibile anche fare stanze per invitare i propri amici tramite Gamechat e utilizzare il Gameshare per giocare in locale collegando in wireless fino a 3 ulteriori Nintendo Switch con una sola copia del gioco. Obakeidoro 2 è un ottimo esempio di come queste due feature della nuova ammiraglia Nintendo riescano ad aggiungere qualità a un gameplay, specie se semplice e immediato.
Nascondino spettrale digitale
La semplicità è proprio la caratteristica più fiera ostentata da Free Style. Si tratta però di un’arma a doppio taglio. La conoscenza dei quattro livelli chiave (in 3 diverse declinazioni) rivela quanto sia necessario sviluppare un approccio tattico per sfruttare al meglio le varie situazioni: chiamare un amico per poter fare un salto prolungato, coordinarsi bene per sparpagliarsi al meglio per la mappa o al contrario, radunarsi alla bisogna quando è il momento di farlo, accrescere la memoria spaziale.

Tuttavia l’offerta è adeguata solo in apparenza. La ristrettezza delle mappe e la semplicità di comandi e azioni si traduce spesso in un gameplay monocorde in cui, anche cambiando gli interpreti, si tende a fare le stesse cose. Aspettare accucciati perché lo yokai è distante e si riesce a guadagnare tempo prezioso o attendere pazientemente che gli alleati ci liberino dalla cattività sono fasi tediose anche nel contesto di partite da 3 minuti.
I personaggi sbloccabili, che facciano parte della fazione degli umani o degli yokai, non aggiungono abbastanza varietà al gioco perché anche se si gioca in maniera leggermente diversa, c’è sempre un grande equilibrio tra le varie abilità e azioni, e risultano più scenici che duttili. Incontrare un giocatore di livello 99 o di livello 3 non fa una gran differenza proprio perché il gameplay è volutamente semplice, frizzante, veloce ma poco profondo.

Fresco, veloce ma… troppo?
Per diventare più di uno schiacciatempo mordi e fuggi servirebbe uno story mode o se si volesse mantenere inalterata la natura multiplayer introdurre mini giochi o modalità accessorie. Del resto c’è un motivo se da adulti non giochiamo più ad acchiapparella ma continuiamo a giocare con videogiochi, giochi in scatola o praticare sport vari come calcetto, basket e altro, no? Il prezzo del gioco è sicuramente un altro punto a sfavore se messo a confronto dell’offerta.

L’accessibilità di Obakeidoro 2: Chase & Seek rende il gioco perfetto per giocatori di giovanissima età e poco adatto a chi mastica multiplayer asimmetrico da anni. Il gioco guadagna punti se il giocatore nutre fascino per il folklore giapponese, i personaggi chibi, l’influenza simil gotica europea, specie nelle musiche, appropriate e utili anche per la cattura o la fuga.


























































