Recensione di Romancing Saga -Minstrel Song - Remastered International, versione definitiva del classico gioco di ruolo Square-Enix uscito originariamente per SNES.

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Genere: Gioco di ruolo giapponese
Multiplayer: No
Lingua/e: Doppiaggio inglese, testi in italiano

Estro e libertà in un classico dei giochi di ruolo giapponesi

Un percorso non lineare, gameplay complesso e sperimentale, esplorazione open world, tre definizioni che difficilmente utilizzeremmo per un gioco di ruolo giapponese, ma che in poche parole, spiegano cos’è SaGa.

Makai Toushi Sa – Ga, primo capitolo della serie, nasce come successore spirituale di Final Fantasy II nel 1989 per Game Boy e arriva in occidente come The Final Fantasy Legend. Uno spin-off che cresce, evolve con i due successivi capitoli, Final Fantasy Legend II e Final Fantasy Legend III, pubblicati sempre per la leggendaria console portatile Nintendo, e diventa finalmente indipendente con Romancing SaGa, uscito nel 1992 per SNES e protagonista di un remake per Playstation 2 nel 2005, la base della versione Remastered presa in esame.

Ci troviamo nel continente di Mardias, una terra protagonista ai tempi del mito della guerra tra la dea Elore e le tre divinità malvage Saruin, Schirach e il Dio della Morte.
La vittoria di Elore portò la pace a Mardias, ma la sconfitta dei tre avversari richiese il sacrificio dell’eroe Mirsa, destinato ad essere celebrato in eterno, seppur a costo della sua stessa vita.
Mille anni dopo, otto nuovi eroi sono pronti a intraprendere il loro cammino e a scrivere la loro storia, provenienti da ogni parte del continente, di estrazione sociale e con esperienze completamente diverse. Otto protagonisti iniziali tra cui scegliere, per vivere una delle storie di Romancing SaGa: Minstrel Song.
Quale titolo moderno sviluppato da Square-Enix salta alla mente pensando a otto storie? Ovviamente Octopath Traveler, e non è sbagliato definire Minstrel Song il capostipite della saga Octopath, l’antenato da cui hanno ereditato lo spirito e la struttura narrativa.

Nel 1992, il gameplay di Romancing SaGa era avanguardia pura e sotto tanti punti di vista, lo è ancora oggi. Dopo un breve incipit di trama personale una volta selezionato uno degli eroi, ci troveremo a vivere un’avventura praticamente libera, in cui il mondo cambia sulla base delle missioni e delle scelte del giocatore, in cui è possibile scegliere dove andare, quali luoghi esplorare e anche con chi interagire.
I combattimenti contro i nemici sono a turni, ma non esistono ne livelli ne punti esperienza da acquisire, tecniche e abilità vengono imparate sul campo, combattendo, oppure risolvendo missioni secondarie o interagendo con i personaggi non giocabili.

E in modo analogo al nostro, gli avversari non hanno una potenza definita dall’area in cui ci troviamo, ma la loro forza aumenta in parallelo alla nostra, garantendo una progressione più fluida e credibile.
Inevitabilmente, il lato negativo del sistema di progressione è che per imparare a utilizzare le abilità dei protagonisti al meglio sono richiesti tempo, dedizione e soprattutto, visto il sistema di crescita votato alla battaglia, tanto grinding.

Il menestrello, una figura misteriosa che narra le storie dall’esterno…

L’avventura a Mardias è, sotto tanti punti di vista, libertà pura.
Una libertà che rischia di lasciare storditi e spiazzare, in un mondo videoludico odierno in cui i titoli sono spesso guidati e votati all’accessibilità per ogni tipo di giocatore, a volte anche fin troppo didascalici. SaGa è una serie che ha sempre rappresentato un punto di rottura col genere a cui appartiene, coerente nei numerosi capitoli usciti negli anni per la filosofia del lasciare a noi come vivere l’avventura, dove andare, e come gestire il nostro party, ma allo stesso modo anche estremamente variegata nello sperimentare tra un titolo e l’altro, reinventandosi nel sistema di combattimento e nella progressione. Ogni storia è originale, nuova, la stessa filosofia che una volta perseguiva Final Fantasy.

Romancing SaGa: Minstrel Song Remastered è uscito per Nintendo Switch nel 2022, la versione presa in esame oggi è la Remastered International, provvista di un numero maggiore di localizzazioni, tra cui finalmente, l’italiano. Senza alcun dubbio, un grande aiuto per comprendere meglio le complesse meccaniche di un titolo unico e facilitare l’immersione nel mondo di Mardias.
Dal punto di vista tecnico, Square-Enix avrebbe dovuto, probabilmente, fare molto di più per rendere il gioco adatto a un pubblico moderno, visto anche il trattamento riservato a Romancing SaGa 2: Revenge of the Seven, ricostruito interamente in 3D e tirato a lucido visivamente per gli standard moderni.

Minstrel Song è dotato ancora oggi di un’estetica unica, con uno stile raffinato, ricco di dettagli cromatici che lo rendono affascinante, ma inevitabilmente, risente del peso degli anni, soprattutto nei modelli poligonali dei personaggi. In fondo, si tratta di una Remastered di un titolo Playstation 2 e conosciamo bene i limiti di Square-Enix in tali operazioni, non bisogna mai dimenticare cosa è diventato Final Fantasy X.

Un’estetica unica, pittorica, ma senza dubbio datata.

Romancing SaGa: Minstrel Song è un gioco di ruolo giapponese unico, e per i giocatori moderni, estremamente divisivo. Quanto appeal può avere offrire al giocatore la libertà di scrivere il proprio cammino abbinandolo a un grande fattore di rigiocabilità grazie a otto storie diverse, al prezzo di un pesante grinding e una dedizione assoluta al fine di comprendere le meccaniche superiore alla media?

Minstrel Song è un’avventura profonda, appagante, ma inevitabilmente, per la sua stessa natura, di nicchia, e tale è destinata a rimanere. Tuttavia, se siete amanti delle sfide e volete scoprire una parte di storia degli anni ’90, concedetegli una possibilità, pazienza e dedizione.
Non ve ne pentirete, anche se guardarsi attorno, anche magari rivolgendo lo sguardo proprio al remake del secondo capitolo della saga, è decisamente più semplice.

Ho vissuto le avventure degli otto protagonisti immergendomi nel mondo di Mardias grazie a un codice gentilmente fornito da Square-Enix.
Pro: Un’avventura unica, dotata di un gameplay libero che ancora oggi risulta innovativo.
Contro: Troppa libertà può risultare spiazzante, unita a un comparto tecnico non pienamente convincente e a un grinding decisamente sopra la media.
7.5

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