Metroid Prime era stato concepito come shooter in terza persona basato sull’eugenetica

metroid-prime-nintendon
Gli albori di Metroid Prime e tante altre curiosità analizzate da Did You Know Gaming!

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email

Le origini di Metroid Prime (e non solo)

Metroid Prime ha portato Samus Aran nelle tre dimensioni e, soprattutto, ha infiocchettato una libreria, quella del Nintendo GameCube, davvero memorabile per i giocatori di vecchia data. Lo sviluppo di questo titolo, in ogni caso, non è stato esente da problemi (con crunch annesso), come testimoniano diverse personalità coinvolte nello sviluppo in quei tempi.

A intervistarle troviamo i ragazzi di Did You Know Gaming, punto di riferimento su YouTube per la divulgazione in ambito videogiochi. In uno dei loro video dedicato esclusivamente ai segreti di Metroid Prime, scopriamo che inizialmente Samus non era parte del progetto. Retro Studios, infatti, lavorò per diverso tempo a un action-adventure denominato “MetaForce“, uno shooter in terza persona con protagonisti tre metaumani di sesso femminile (Brynn, Miko e una terza dal nome sconosciuto). Ognuna avrebbe avuto un capitolo dedicato e un nemico contro cui scontrarsi, e la longevità doveva attestarsi sulle 30 ore.

La trama ricalcava i temi dell’eugenetica, disciplina che, tramite lo studio e la manipolazione del patrimonio genetico, si prefigge di migliorare le qualità innate di una razza e di ridurre la mortalità associata a malattie specifiche. Al centro della storia avremmo quindi avuto la creazione del perfetto essere umano. Tra i villain, al posto di Ridley e compagnia, spiccavano un leader luddista indiano e un eugenista neonazista. Pare che Nintendo fosse interessata al concept di gioco, ma avesse qualche riserva sul numero eccessivo di protagonisti.

Ad ogni modo, i primordi dello sviluppo di Metroid Prime sono soltanto una parte di quanto esplorato da Did You Know Gaming: il video infatti tratta altri aspetti del gioco, come il game design e il comparto sonoro, oltre ad altre curiosità incentrate sui capitoli successivi. Insomma, un documentario da non lasciarsi scappare!

Potrebbero interessarti

No more posts to show