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Malati di Fornite? Curatevi con The Legend of Zelda: Breath of the Wild

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Pubblicato il
08 Febbraio 2020

Uno psicologo francese consiglia il capolavoro Nintendo per curarvi

Sono anni ormai che il mondo della medicina, nonché della psicologia indagano su quelle che possono essere le nuove patologie nate dall’eccessivo abuso del medium videoludico, e soprattutto di quei giochi che richiedono ore su ore per venir padroneggiati.

Uno di questi titoli è proprio Fortnite, gioco competitivo multiplayer sviluppato da Epic Games e disponibile per quasi qualsiasi piattaforma attualmente in circolazione, compresa Nintendo Switch. Ma come curare la “Fortnite-ite” una volta schiavi del gioco?

Secondo uno psicologo di origine francese, per curare l’eccesso di Fortnite si deve ricorrere a The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Stando a Michaël Stora (lo psicologo di cui prima) Fortnite trova facile appiglio, soprattutto sui più giovani, grazie alle sue meccaniche legate allo spendere sempre più soldi per skin e balletti.

The Legend of Zelda: Breath of the Wild, dall’altra parte, riesce a far immergere il giocatore in un mondo calmo ma ricco di avventure, in cui è possibile fermarsi un attimo a contemplare la bellezza del mondo creato da Aonuma e dal suo team. La narrazione, non intesa come il racconto di una storia ma come il giocatore che crea la propria avventura giocando, è estremamente improntata sull’aspetto ludico, sulla sperimentazione e sul vivere passo dopo passo ogni obbiettivo raggiunto, che esso sia il trovare una nuova arma o lo sbloccare un nuovo sacrario.

Breath of the Wild, un senso costante di avventura

Una delle caratteristiche più interessanti di Zelda è il senso di avanzamento che si ottiene ad ogni obbiettivo raggiunto. Questo, effettivamente, può portare il giocatore a voler continuare a giocare con soddisfazione, alla ricerca di nuovi obbiettivi da conquistare.

Giocare a Zelda è sempre una splendida avventura

Questo senso d’avventura non si placa nemmeno quando incontriamo dei personaggi non giocabili (i classici NPC), i quali ci mettono di fronte alle loro storie ed alle loro esperienze. Riuscire a raggiungere il Villaggio Calbarico la prima volta e parlare con l’anziana Impa, così come raggiungere il proprio primo Santuario sull’Altopiano delle Origini o scoprire che, nascosta in cima ad una torre, potremo trovare un’arma particolarmente potente, sono tutte azioni che portano soddisfazione nel giocatore, che si sente effettivamente ricompensato e gratificato per aver intrapreso quella determinata strada.

Un altro dettaglio che risulta importante è quello relativo al fattore “spesa“. Giocare a Fornite è gratuito, ma acquistarne le skin o gli oggetti in-game no. Questo meccanismo spesso tende a forzare la mano ai giocatori che continuano a spendere soldi nel gioco, portandoli a spendere ancora più soldi.

Lo stesso non accade in The Legend of Zelda: Breath of the Wild, dove se vuoi un oggetto o un’arma devi trovare il modo di guadagnare abbastanza rupie per poterla acquistare.

Fortnite, tra psicologia e realtà

La creatura Epic Games è ormai da anni sotto la lente d’ingrandimento di ricercatori e psicologi, al lavoro per studiarne le cause del successo ed i possibili danni che verrebbero a crearsi in determinate persone.

Ad esempio, lo psicologo Mike Brooks ha pubblicato un interessante articolo su Psychology Today, nel quale paragona Fortnite ad una slot machine. Definendo il risultato come “effetto Vegas“, Brooks sottolinea il senso di motivazione dato dall’aver sfiorato la vittoria come causa motivatrice per continuare a giocare. Ovviamente tale effetto non è presente solo in Fortnite, ma qui trova il suo motivo fondante più forte per continuare a tenere avvinghiati a sé i propri giocatori.

Fate attenzione a quanto spendete nello shop

Il fattore fortuna è stato posto sotto l’attento interesse di Lisa Damour, una psicologa che ha pubblicato un articolo sul New York Times. In questo articolo troviamo soppesati pregi e difetti del gioco, come il possedere una grafica di qualità che attira l’utenza e senso dell’umorismo, oltre che altri attributi tipici di prodotti di estremo successo.

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Allo stesso tempo, però, il prima citato fattore fortuna incide molto sui giocatori, che sono quindi disposti a spendere sempre più soldi per riuscire ad accaparrarsi l’ultima skin o l’oggetto raro, e che come nel gioco d’azzardo rende molto difficile l’allontanamento del giocatore dal titolo.

Fonte: YouTube,