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Nintendo, Sony e Microsoft contro le manovre anti Cina di Donald Trump

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Pubblicato il
27 Giugno 2019

Compagnie unite per un mercato libero

Sono in molte le compagnie contrarie alle tasse sul mercato cinese, fortemente volute dal presidente Donald Trump. Tra queste spiccano Apple, Nintendo, Microsoft e Sony.

Soprattutto le ultime tre vedono il 96% dei videogiochi importati in America direttamente dalla Cina e con questa nuova manovra i costi di produzione e probabilmente anche quelli di smistamento finirebbero inevitabilmente con l’aumentare. Il volere di Trump potrebbe intaccare persino gli sviluppatori se il mercato console dovesse subire rallentamenti — meno console vendute significherebbe meno giochi distribuiti tra gli utenti.

Ecco una parte del commento pubblico delle compagnie:

Un cambiamento per ogni singolo fornitore deve essere controllato con attenzione per mitigare i rischi relativi alla qualità del prodotto, all’inaffidabilità e alla sicurezza dei consumatori. Le tasse porterebbero ad un importante disgregamento del nostro business e aggiungerebbero costi significativi che abbasserebbero le vendite di videogiochi e console e i giochi e i servizi che incidono sul profitto di questo settore del mercato.

Insomma, l’intera industria del gaming non sembra affatto contenta di questa nuova manovra e i motivi sembrano più che comprensibili. Speriamo che Trump faccia un passo indietro per andare incontro a tutte quelle aziende che verrebbero inevitabilmente colpite nel lungo e nel breve periodo.

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