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Ace Attorney, il creatore Shu Takumi parla delle origini e dell’evoluzione della serie

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Pubblicato il
17 Marzo 2019

Il creativo ripercorre il passato della serie e le sfide affrontate durante lo sviluppo

Shu Takumi, colui che ha dato il via al franchise di Ace Attorney, ha da poco rilasciato un’interessante intervista attraverso il blog ufficiale di Capcom.

In questa intervista Takumi ripercorre il passato della serie, spiegando anche il suo punto di vista su come i giochi avrebbero dovuto essere e su come ha fatto tesoro dei feedback negativi, per rendere Ace Attorney una serie migliore.

Ad esempio, la prima a dubitare del format del gioco fu proprio Capcom, ritenendo che il titolo non avrebbe riscosso l’interesse dei giocatori e che certamente avrebbe richiesto conoscenze legali, rendendolo quindi un titolo poco adatto al pubblico.

Takumi però spiegò in modo chiaro che il gioco sarebbe stato focalizzato piuttosto sulla risoluzione di enigmi, e che i giocatori avrebbero trovato sicuramente divertente scoprire le bugie dei testimoni servendosi di prove ed indizi, in una sorta di arena che è l’aula del tribunale.

Questi ed altri feedback negativi sono però serviti al team di sviluppo per raffinare le idee dietro il gioco ed anche il design dei personaggi, che ha avuto un’evoluzione nel corso del tempo.

frankiska von karma ace attorney
Franziska Von Karma… e la sua frusta

Infatti, dopo il successo del primo capitolo nel quale i personaggi avevano un design a metà fra “reale ed irreale”, dal secondo capitolo in poi Takumi decise di costruire personaggi “totalmente bizzarri” come Franziska Von Karma, che con la sua frusta non risparmia testimoni o giudici.

La serie ha quasi venti anni ormai, e dunque Takumi è rimasto sorpreso quando gli fu detto che la trilogia originale sarebbe stata restaurata e sarebbe sbarcata anche su nuove piattaforme, come Nintendo Switch, PlayStation, Xbox One e PC.

Questo però è proprio il segno che le scelte di Takumi si sono rivelate giuste, dato che il gioco si è creato una nutrita base di fan, che a distanza di anni ancora amano le avventure di Phoenix Wright e gridano in coro “OBIEZIONE!”.

Il merito è certamente della direzione attenta di Takumi che ha cercato, a suo dire, di costruire un qualcosa che rimanesse fresco e avvincente anche se giocato a distanza di anni dalla sua uscita, decidendo di raccontare eventi in cui chiunque potesse immedesimarsi e ricordare.

Purtroppo la trilogia in uscita ad aprile non avrà la localizzazione in italiano, e questo è certamente un peccato. Speriamo che Capcom possa ripensarci e pubblicare un patch che introduca la lingua nostrana.

Che cosa ne pensate di questa intervista? Voi avete provato i titoli della serie di Phoenix Wright?

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