Fire Emblem Fates: Retaggio/Conquista – Recensione

Fire Emblem Fates si apre con il main theme del gioco, cantato dalla bellissima e misteriosa Azura.

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Pronti, via, si fa sul serio sin da subito.

Senza giri di parole, Fire Emblem Fates: Conquista è nettamente più difficile di Retaggio. Sin dal bivio, scegliendo di schierarsi con i Nohr la storia prende una piega drammatica che non consente di abbassare mai la guardia. Il primo combattimento è un 5 contro 5 tra i fratelli Nohr e Hoshido e la condizione di vittoria richiede di abbattere 4 nemici. Pur essendo la modalità di morte permanente disattivata in questa missione speciale, la battaglia difficilmente verrà completata al primo tentativo: ogni nostra unità persa avvicina inesorabilmente la sconfitta, soprattutto tenendo conto che Ryoma, fratello maggiore degli Hoshido, in questa battaglia è nettamente più forte di Siegfried e lo insegue senza sosta.

L’impatto, venendo da ore spese su Retaggio è straniante e ogni missione, da qui in poi, richiederà un ingegno sempre maggiore per uscire vincitori o semplicemente sopravvivere.
Conquista possiede una caratteristica principale che ribalta totalmente il gameplay del gioco, rendendolo profondamente differente da Retaggio: non è presente la possibilità di affrontare battaglie extra per guadagnare punti esperienza.

In sintesi, soldi, punti esperienza, affinità tra le unità e punti battaglia per espandere il castello si possono ottenere SOLO durante le battaglie dei capitoli della storia. Ogni mossa va quindi ben pensata e ponderata, lasciare indietro in termini di esperienza e forza alcune unità potrebbe risultare fatale contro nemici sempre più forti.
Allo stesso tempo, disperdere punti esperienza può risultare controproducente per le unità di punta in campo. Per ovviare a questa limitazione che riprende il gameplay dei primi capitoli della serie, ogni capitolo dispone di mappe più grandi, un numero più ampio di obiettivi per ogni missione e molti nemici da far fuori.

Quasi ogni mappa presenta bivi e differenti modi per essere completata
e richiede un impegno costante. Conquista è semplicemente una gioia per i fan affezionati della saga, stimolandoli continuamente a dare il massimo, anche con il livello di difficoltà più basso.
Per esempio, in una missione è richiesta la difesa di una zona portuale dall’invasione nemica per 11 turni. Per resistere, sono disponibili baliste e una sfera di fuoco, postazioni speciali che coprono un’ampia area d’attacco. In quel punto della storia però, disponiamo di un solo arciere in grado di utilizzare la balista, tutti gli arcieri nemici cercheranno di arrivare alla seconda balista per usarla contro di noi e difenderla non sarà semplice vista la presenza di molte unità alleate volanti, notoriamente fragilissime contro gli arcieri. Per non parlare dei nemici, sempre di più a ogni turno e sempre più vicini alla zona da difendere. E questa, è solo una delle prime missioni del gioco. In un’altra, avremo a che fare con tornado attivabili utilizzando la Vena del Drago per allontanare i nemici da noi e rimanere inermi attirerà contro di noi i venti, danneggiandoci.

Ryoma può essere un alleato formidabile o un nemico terribile, la scelta spetta solo a noi
Ryoma può essere un alleato formidabile o un nemico terribile, la scelta spetta solo a noi

La presenza costante nella storia di Re Garon, padre adottivo di Corrin e principale nemesi in Retaggio ne modifica i toni, virando spesso verso il dramma. Anche se non mancano momenti tristi in Retaggio, Conquista lascia spesso basito il giocatore, rendendo difficile affrontare combattimenti inevitabili contro personaggi conosciuti e assistendo impotenti al loro destino.
Conquista è un capitolo profondamente diverso alla radice da Retaggio, è una parte essenziale di Fire Emblem Fates, necessaria per comprendere a pieno l’enorme intreccio narrativo e il ricco e dettagliato mondo creato da Intelligent System. Conquista è, come detto, sotto diversi punti di vista il Fire Emblem più difficile in assoluto ma anche un titolo capace di tirare fuori il meglio delle capacità tattiche di ciascun giocatore, andando ben oltre lo schema basato sul trial and error per superare le missioni. Non è tuttavia un titolo adatto ai novizi della serie che rischierebbero di essere spiazzati dall’impostazione differente del gioco e dalla difficoltà immediata.
Un gioco che conquista, letteralmente, e lo stile di gioco differente lo rende più appagante, una volta completato, di Retaggio. Entrambi i titoli sono comunque acquisti assolutamente consigliati a tutti, non decidendo in base allo schieramento che più attrae ma tenendo conto del differente target di giocatori a cui si rivolgono per capire con quale cominciare. La storyline principale si attesta su una durata di circa 30 ore a titolo, a cui vanno aggiunte le side-mission e i DLC che arriveranno copiosi, come nel caso di Awakening, ad aggiungere carne al fuoco a una grigliata già ricca e succulenta.

Corrin possiede la caratteristica unica, già mostrata sin dai primi trailer, di trasformarsi in un drago antico
Corrin possiede la caratteristica unica, già mostrata sin dai primi trailer, di trasformarsi in un drago antico

C’è tanto in Fire Emblem Fates oltre agli aspetti trattati in questa recensione, tantissimi dettagli da scoprire, solo accennati per riservare sorprese e scoprire da soli due storie meravigliose. I due titoli arriveranno il 20 maggio, in attesa del tassello mancante della trilogia, la cui analisi arriverà presto: Fire Emblem Fates: Rivelazione

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