Xenoblade Cronico – Scoprire e Ritrovare l’amore per i jrpg

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Xenoblade Chronicles 3D sarà disponibile in esclusiva per New Nintendo 3DS fra meno di una settimana e si è riconfermato, anche in questo complicato porting, un titolo di assoluto valore.

Videogiochi di questo tipo generano emozioni e reazioni differenti in ogni giocatore, ma in questa occasione vogliamo concertarci su due elementi dello staff – all’apparenza dai gusti diametralmente opposti – facendovi raccontare da loro i passi che li hanno portati a scoprire l’originale Xenoblade Chronicles su Wii: trattasi di Alessandro “Vampirolol” Molinari, gran sostenitore del gaming immediato ma al tempo stesso calibrato con dovizia, ed Emil “The Sky” Petrov, esperto redazionale di JRPG.

Buona lettura!


Alessandro Molinari

Correva l’anno 2011, era passato ormai un lustro dall’uscita del Nintendo Wii, ma da buon nintendaro che ha sofferto periodi di magra e conferenze deludenti, mi sembrava fosse passata un’eternità. Parliamoci a due schermi (che sarebbe quattrocchi però adesso che usiamo gli schermi dico così, eheh come sono simpatico, se volete partecipo anche a cene e compleanni, vi prego invitatemi): non sono un amante dei jrpg. Ne ho giocati alcuni, mi sono divertito, ma è un genere che mi spaventa per l’inevitabile mole di impostazioni, oggetti e combinazioni che si possono incontrare. La cosa bella è che i fan del genere vanno in brodo di giuggiole se gli dici che ci sono millemila oggetti con combinazioni diverse che si trasformano in altri oggetti, però io sono anormale: mi piace soltanto premere A per saltare e B per correre, che ci volete fare, sono un sempliciotto! Insomma bazzicando per i forum ho visto questo topic “Monado/Xenoblade Chronicles: confermato PAL!” con centinaia di pagine, al che mi sono incuriosito ma appena ho capito che stavano parlando di un jrpg ho alzato le spalle e me ne sono andato con nonchalance. Purtroppo stavo in internet sulla tazza del cesso per cui sono inciampato coi pantaloni abbassati e la nonchalance è andata a farsi benedire… che fosse un segno del destino?

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“Dai Vamp, gioca ad un JRPG!”

Passano alcuni giorni e Giulio “Skullkid” Vitali mi condivide un video di 14 minuti su Facebook che mostra buona parte della mappa esplorabile nel gioco. Dopo circa 2 minuti di paesaggi sterminati e bellissimi accompagnati da una colonna sonora straordinaria, ho deciso di chiudere il video per evitare gli spoiler. La domanda che mi frullava in testa era: “Perché sprecare un overworld così maestoso per un jrpg e non per un action adventure?” Ma stavo soltanto mentendo a me stesso, perché sbavavo e mi tremavano le mani, dovevo assolutamente comprare quel gioco e dall’emozione mi cadde il telefono. Nel cesso. Oh non giudicatemi, a me piace stare in internet sul water! Così quando non sono d’accordo con quello che leggo posso dare un feedback negativo concreto. Tiè!

Arrivò il giorno dell’uscita e mi fiondai nel negozio tutto agitato, non so voi ma quando devo comprarmi il giochino nuovo mi vengono gli occhi lucidi e sorrido a chiunque! Un po’ come i Gorilla ingabbiati durante la stagione dell’amore quando trovano un addestratore timido e distratto. Ovviamente davanti avevo il solito bimbetto truzzo che doveva vendere 24 giochi della PS2 per comprarsi Fifa dell’anno prima, per cui mi sono messo lì a fissare la copertina di Xenoblade Chronicles e… wow. Quel titano avvolto dalle nuvole, la pianura sterminata… mi sentivo già libero, la mente correva e riuscivo a respirare aria fresca nonostante la puzza terribile emanata dal truzzetto: quella di giochi mediocri del tardo 2002.

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Ecco, QUESTO è un truzzo che vorrei nella mia compagnia!

Dopo l’enorme teaser posso parlarvi del gioco e porca miseria che sorpresa! Una schermata iniziale poetica mi ha lanciato in 10 minuti ricchi di azione che hanno fatto da introduzione perfetta al gioco.

Il battle system mi ha colpito subito creando l’illusione di avere un controllo in stile action sul personaggio. In realtà, tempismo e direzione del colpo a parte, mi trovavo di fronte ad un solido rpg con una buona dose di tattica e tantissime combinazioni possibili. L’idea di prevedere il futuro e poterlo quindi cambiare durante le battaglie è una delle trovate più divertenti di sempre, roba che mi gaso ancora adesso a ripensarci, grazie anche alla colonna sonora sempre pronta! Ah, magari avessi una Monado per sbirciare nel futuro… sarei ricco, su una barca, pieno di donne… però immaginate la rabbia, tipo che guardate la prima puntata di Breaking Bad e d’improvviso vi parte una visione del finale! O magari i vostri amici hanno un hype pazzesco per l’E3 e voi sapete già che sarà deludente. Ah no, quello mi accade normalmente.

Comunque il gioco mi aveva quasi conquistato ma rimanevano alcuni dubbi, uno su tutti: i personaggi. Alcuni anni prima i jrpg vennero infestati da quei maledetti biondini fighettini tutti tamarri che mi ricordavano il truzzetto visto da Gamestop, uno dei tanti orrori del primo decennio del 21° secolo, ma di nuovo il mio timore era frutto di disinformazione. Perché il battle system di Xenoblade era solo il primo esempio di utilizzo intelligente di cliché e originalità. Tutti i personaggi di Xeno sono già visti eppure emanano un forte carisma e tanto carattere, hanno reazioni comprensibili ed empatiche. La possibilità di scegliere tra doppiaggio occidentale o giapponese (nella versione Wii – NdR) è la ciliegina sulla torta, personalmente ho mantenuto il doppiaggio inglese perché recitato in perfetto accento anglosassone (niente masticone americano insomma) che dona un pizzico di classe a tutto.

Ok forse dopo un po’ il doppiaggio stanca…

E i nemici? Robot steampunk appassionati di carne umana che si riparavano con pezzi del loro morti! Roba che non si vede tutti i giorni in un gioco Nintendo. Nonostante Xenoblade mi avesse ormai conquistato, le sue adulazioni non cessavano di colpirmi : “Vieni qui e ascolta le mie musiche orchestrate, belle eh?” oppure “Guarda, ti piazzo una nuova idea di gameplay, perché ti voglio bene” e addirittura “Sali sulla mia gamba e rilassati…”. Eh già, LA GAMBA DI BIONIS! Solo chi l’ha giocato può capire quanto sia fatta bene quella parte di overworld, così bella e così divertente da esplorare. L’esplorazione è una parte importantissima del gioco, arriva addirittura a dare punti esperienza ed è proprio questo senso di scoperta che ci accompagnerà fino all’ultimo istante, tra colpi di scena e momenti in stile “OH MIO DIO DAVVERO POSSO FARE QUESTO?!?!”.

E a proposito di punti esperienza, ogni scusa è buona per guadagnarne! Ma niente paura, questo non semplifica il gioco ma anzi, regala un senso di soddisfazione per le piccole imprese compiute che mantiene alto l’interesse. Che dire della storia? Mi ha tenuto incollato al pad per ore e ore, senza mai deludermi, mantenendo la ricetta del cliché rivisitato. Difetti ce ne sono? Ecco magari le subquest, nonostante risultino fantastiche all’inizio, finiscono per stancare per ripetitività e numero di missioni, a volte anche per colpa di alcune piccole sbavature nell’interfaccia e nel design, con il rischio di uccidere un nemico troppo presto per avere la ricompensa. Ma nessuno ci impedisce di dare una pacca sulla spalla all’ennesimo soldato pigrone e dirigerci verso il gran finale del gioco, che vi aprirà la mente con un cavatappi e farà uscire tutto ciò in cui avete mai creduto.

La vostra mente durante la parte finale di Xenoblade…

Che dire di più? Xenoblade Chronicles è uno di quei giochi che non si dimenticano, il genere di opera che farebbe ricredere perfino il più scettico riguardo i videogames in generale. Adesso non ho più paura di giocare ai jrpg, adesso sbavo anche io guardando il trailer del nuovo gioco dei Monolith Soft. Grazie dell’attenzione e se ciò che ho scritto non vi è piaciuto, ricordate il feedback negativo!

Segue a pagina 2

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