Round 2 – Nintendon’t: cosa non funziona
L’enorme libreria di titoli a disposizione dei giocatori è sicuramente un vanto per ogni possessore di console Nintendo, in grado di dare continuità al passato preservando i nostri ricordi nel presente, al fianco delle nuove generazioni di titoli.
Ma si tratta di un valore assoluto o, come si direbbe in altri casi, la bellezza sta nell’occhio di chi guarda?
1) È difficile spiegare il valore di questi titoli alle nuove generazioni.
Quando si ha un certo quantitativo di anni sulle spalle e la propria evoluzione come giocatore è passata dagli sprite sfarfallosi alle meraviglie dei 1080p, si è in grado di discernere con una certa cognizione di causa quali siano i titoli che hanno lasciato il segno, così come si è in grado di godere di alcuni giochi che – a causa del passare degli anni – non sono più in grado di offrire un’esperienza appagante.
La nostra esperienza, unita alla nostra nostalgia, ci offre una chiave di lettura in grado di apprezzare ancora oggi titoli che hanno ormai 30 anni sulle spalle.
Ma le nuove generazioni?
Come lo spieghi Baloon Fight a chi ha iniziato con l’iPhone e la Ps3?
Come spiegare alle nuove leve che è giusto spendere 5-6-8-10€ per titoli che a loro sembrano del tutto simili – se non inferiori – ai passatempi che scaricano gratuitamente sul cellulare? Come difendere meccaniche di gameplay che risentono il peso degli anni quando sugli store è possibile trovare fantastici titoli creati da sviluppatori indipendenti che, sempre per quelle cifre, offrono esperienze di gioco più complete e attuali?
Si rischia di fare la fine dei “vecchi” che difendono le vecchie, gloriose, band rock davanti ai giovanissimi che inneggiano a Emis Killa e Moreno. Tristezza.
2) Accesso a tutta la Virtual Console, con abbonamento: perché no?
Questa è un’idea in cui credo davvero e, visti i recenti rumor, probabilmente non sono l’unico.
Nintendo chiaramente ritiene che sia più opportuno, per le proprie strategie, offrire i singoli giochi a prezzi compatibili con il mercato del digital delivery, eppure penso che sarebbe decisamente più conveniente, in ottica di ampliamento della base installata, ideare un servizio che permette l’accesso a tutti i titoli delle Virtual Console tramite il pagamento di un abbonamento mensile o annuale.
Voi paghereste 5€ al mese per giocarli tutti in qualsiasi momento?
Abbiamo già parlato delle difficoltà di “vendere” questi giochi alle nuove generazioni, così come non è sempre facile convincere i fan a comprare per la seconda, terza o anche quarta volta lo stesso titolo… il servizio “aperto” con abbonamento renderebbe appetibile una console come Wii U anche senza giochi, trasformandola (grazie ai pregi citati nella pagine precedente) nella piattaforma retrogaming per eccellenza. Un grande potenziale inespresso.
3) Ingiustificabile assenza di contenuti cross platform
Nintendo noi ti amiamo e ti ameremo sempre, però è quantomeno bizzarro che chi ha comprato un titolo Virtual Console su Wii U non possa fruirne anche su 3DS, a maggior ragione ora che è presente un account unificato per entrambe le console.
Perché non pianificare la release contemporanea dei titoli sia su Wii U che su 3DS lasciando poi che un singolo acquisto permetta di giocarli su entrambe le piattaforme? Negli ultimi anni Nintendo ha sempre dato l’impressione di considerare home console e portatili come un unico universo, spesso lasciando trasparire dalle parole dei propri dirigenti una convinzione che la propria offerta software fosse completa proprio perché il nintendaro veniva considerato sicuro possessore di entrambe, quindi non vittima di periodi di carenza di titoli da giocare.
Comprarlo per Wii U e… non averlo per 3DS
Trovo invece ottima la scelta di proporre a prezzo ridotto, su Wii U, i titoli Virtual Console già acquistati su Wii: sicuramente il passaggio al nuovo hardware, sebbene si tratti di titoli tecnicamente semplici, non è stato a costo zero ed è giusto che quantomeno una minima quota venga pagata per il servizio.
Ma la doppia versione in contemporanea su Wii U e 3DS è una possibilità che darebbe seguito all’approccio stesso usato dai propri dirigenti durante i Direct e conferenze varie, concretizzando l’idea dell’offerta unica Nintendo. Perché no?
Abbiamo concluso l’analisi di cosa Nintendo abbia fatto nel modo giusto e cosa nel modo sbagliato in ambito Virtual Console: voi cosa ne pensate? Da che parte pende la bilancia, dai lati positivi o da quelli negativi? Avreste evidenziato altri pregi e/o mancanze? Fatecelo sapere nei commenti!