Il Memorabilia, però, non si limita all’esposizione di vecchi titoli ormai introvabili ma, come accennato in precedenza, mira a offrire un tuffo nel passato che permetta ai visitatori di vivere esperienze della propria infanzia o provare ad immedesimarsi nei panni dei propri genitori:
“Abbiamo avuto un grande afflusso di giovani: hanno veramente capito cosa volevamo fare, hanno recepito il messaggio.
Anche la zona dove facciamo giocare seduti per terra sui cuscini è piaciuta tanto, ai giovani come ai vecchi, perché abbiamo spiegato come si giocava quando eravamo noi bambini, la console a differenza di oggi non rimaneva nel salotto, diventandone parte integrante: si giocava e poi bisognava toglierla al volo, di corda, altrimenti la mamma te la buttava nella spazzatura.
Quindi abbiamo voluto far vedere non solo la console, il retrogame freddo, il videogioco e basta, ma il retrogame come ‘vita vissuta’.”

Le nuove generazioni visitano lo stand, partecipano curiosando tra le cose più nuove e magari si fermano davanti a quelle più vecchie, dimostrando in ogni caso la volontà di farsi coinvolgere, di provare a vivere questo mondo del passato riprodotto in scala.
“Sì, ci provano… e chiedono, perché tante volte trovano giochi come il primo star wars della Atari che è ingiocabile… ma loro ci provano, così come su Monkey Island che gira su un PC dell’epoca, o le prime console qui collegate su vecchi televisori CRT: per non parlare del NES, lo vedono e chiedono ‘Ma dove lo trovo?'”
Lo scopo principale di questa iniziativa è raggiungere le persone, incuriosirle, affascinarle e trasmettere le potenzialità di aggregazione di questa passione, capace di spingere sui ricordi e i sentimenti per raggiungere obiettivi più grandi: Giovanni non manca di sostenere questa posizione ricordando che questo tipo di eventi richiede del coraggio, molto impegno e dei piccoli sacrifici economici.
“La cosa è iniziata quando io ed un altro ragazzo, entrambi membri della 501esima, ci siamo detti: “La Lucasart ha chiuso: perché non facciamo una mostra con le nostre collezioni?”
Sembrava un po’ uno scherzo, ma poi la fiera ci ha ascoltato e ci siamo trovati tutto d’un tratto uno stand da 10×8 – uno dei più grandi che c’è – da lì è nato il progetto che sembra andare molto bene: la gente è contenta … arriva qua e piange sulla console. Giuro!
Ho visto un signore di 50 anni arrivare davanti al NES e dire: “oooh, l’ho regalato a mio figlio!” Anche con l’Atari, i ricordi di infanzia si sprecano! L’obiettivo del memorabilia è proprio quello di giocare sulla nostalgia.
L’abbiamo fatto per passione, siamo collezionisti e non ci guadagniamo niente: abbiamo voluto portare in fiera i nostri ricordi.”

Il successo di Memorabilia è innegabile, con migliaia di visite, centinaia di visitatori coinvolti nelle attività ludiche e un generale entusiasmo old school percepibile in questo angolo di passato ritagliato nella classica, enorme, sezione della fiera dedicata al fenomeno Star Wars.
In tutto questo non va dimenticato, però, come il cuore degli organizzatori conservi uno spazio speciale per Nintendo: la speranza di Giovanni e dei suoi colleghi è di poter presentare un evento simile dedicato solo ed esclusivamente al mondo della casa di Kyoto, in particolare grazie alla collaborazione con Eugenio Discalzi, collezionista Nintendo di livello assoluto, unitosi al gruppo dopo un’incontro ad una fiera ad Alessandria in cui esponeva parte della propria collezione, tra cui chicche come SF1, il televisore con SNES integrato!

Con entrambi abbiamo voluto scambiare due chiacchiere per andare oltre la fiera e scoprire qualcosa in più della loro Nintendosità.