La squadra Star Fox è tornata per affrontare la minaccia di Andross, questa volta su Nintendo Switch 2. Ne varrà la pena? Scopritelo nella nostra recensione!

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Genere: Sparatutto
Multiplayer: Sì, offline e online
Lingua/e: Testi e doppiaggio in italiano

La squadra Star Fox è pronta per affrontare per la quinta volta la stessa avventura, ne varrà la pena?

Se penso a Fox McCloud non posso non pensare a come questa IP batta il record di reboot/remake/remastered rapportato al numero di giochi usciti, con il nostro povero protagonista costretto a rivivere all’infinito la stessa avventura in un loop temporale senza via di fuga. Da oltre trent’anni la nostra amata volpe deve infatti sventare la medesima minaccia del malvagio Andross ai danni del Sistema Lylat: lo abbiamo fatto nel 1993 su SNES, nel memorabile capitolo del 1997 su Nintendo 64, e ancora su Nintendo 3DS nel 2011 e su Wii U nel 2016. Nel mezzo, qualche tentativo di evasione come lo (a mio parere) splendido Star Fox Adventures firmato Rare, ma la verità è che la squadra Star Fox continua a riproporci lo stesso identico gioco aggiornato ai tempi moderni.

I personaggi mostrano carattere in ogni sequenza.

E questo “nuovo” capitolo non è da meno: al secondo anno di vita di Nintendo Switch 2, assistiamo al ritorno della volpe spaziale con un reboot intitolato semplicemente Star Fox. Sviluppato da Velan Studios e annunciato con un Direct a sorpresa svelato dieci minuti prima della messa in onda, il gioco si propone come un remake potenziato di Lylat Wars. C’era davvero bisogno di rigiocare per la quinta volta la stessa storia? Visto il risultato, la risposta è un “sì” convinto, ma condizionato da una struttura che accetta il peso del proprio passato, offrendo un’esperienza anacronistica che fa della nostalgia il suo scudo spaziale.

Laser, bombe e avvitamenti: l’immortale immediatezza arcade

Come ovvio che sia, il gameplay si rivela un vibrante tributo alla gloriosa era degli shooter su binari: il giocatore comanda l’Arwing (e non solo) in livelli in cui la progressione è predeterminata, costringendoci a focalizzare l’attenzione sull’eliminazione delle ondate nemiche e sugli ostacoli. La navicella risponde con precisione chirurgica: inclinare l’astronave o eseguire un avvitamento (il famoso “Barrel Roll!”) per generare uno scudo temporaneo che riflette i proiettili avversari è appagante come trent’anni fa.

La progressione classica premia l’abilità dell’utente: raccogliere tre anelli dorati espande lo scudo, mentre i laser si potenziano raccogliendo gli upgrade nello scenario. A spezzare l’egemonia del volo su binari intervengono le fasi in Campo Aperto, in cui si manovra a 360 gradi all’interno di arene circoscritte per ingaggiare frenetici dogfight. Inoltre, in determinate missioni potremo abbandonare l’Arwing per metterci ai comandi di altri due mezzi: il carro armato Landmaster, formidabile sulla terraferma, e il sottomarino Blue Marine, ideale per esplorare le oscure profondità oceaniche di Aquas. Entrambi i veicoli offrono una piacevole variazione sul tema, sebbene il loro utilizzo rimanga confinato a pochissimi stage.

Con il Landmaster si fanno bei danni.

Sedici livelli per una galassia di bivi

La campagna principale si consuma in circa un’ora e mezza di gioco. Sì, lo so, è un dato che fa storcere il naso a chi è abituato alla longevità moderna, ma che nasconde l’autentica filosofia arcade del progetto. La forza risiede nella rigiocabilità e nei bivi, con un totale di sedici livelli su diversi percorsi (facile, normale e difficile), sbloccabili soddisfacendo requisiti segreti in tempo reale, come salvare un compagno o completare compiti secondari.

Al termine verremo valutati in base ai nemici abbattuti e allo stato del team: i nostri compagni Falco, Peppy e Slippy volano al nostro fianco e, se subiscono troppi danni, saranno costretti a ritirarsi, privandoci del loro supporto strategico e penalizzando il punteggio. L’unico vero limite strutturale risiede nella gestione del salvataggio: il gioco costringe a ricominciare la campagna dall’inizio per modificare le rotte, permettendo di rigiocare solo l’ultimo stage completato; una rigidità che si scontra con le comodità moderne. Per i giocatori più esperti, la modalità Pro rimescola le flotte nemiche e rende i boss incredibilmente ostici, quindi la sfida e la longevità è ben calibrata per chi decide di dedicarsi al completismo.

Apparentemente ci sono pochi livelli, ma la vera avventura inizia lì.

Più cinema, stesso cuore: la space opera di Velan Studios

Il lavoro svolto da Velan Studios non si è limitato a un aggiornamento grafico, ma ha ridefinito la componente narrativa del titolo. Il gioco è ora introdotto da un prologo incentrato sulle ultime ore di James McCloud e sul tradimento di Pigma su Venom: questo focus conferisce uno spessore inedito alle vicende, trasformando una semplice scusa per sparare in una space opera dalle relazioni più mature.

I dialoghi in tempo reale all’interno della cabina sono stati riscritti, permettendo ai piloti di reagire dinamicamente alle nostre azioni e di costruire un reale senso di squadra. Inoltre, la colonna sonora orchestrale riscritta da Stephen Barton è monumentale, capace di enfatizzare magnificamente ogni singola manovra evasiva e di donare una grandiosità hollywoodiana a tutto il viaggio. Tutto ciò è condito da un doppiaggio in italiano di altissimo livello, che contribuisce a dare spessore ai personaggi che, mai come in questo gioco, hanno caratteri ben definiti e non risultano eroi perfetti, avendo tutti loro pregi e difetti, compreso il nostro amato Fox.

La temperatura che vorrei in questo momento…

Il ruggito del Viper Engine e la pulizia del DLSS

All’epoca del GameCube, Star Fox Adventures rappresentava uno dei giochi graficamente migliori per il cubo viola, soprattutto per la resa dell’acqua e del pelo. Oggi ci troviamo nuovamente con qualcosa di simile: è vero, siamo solo al secondo anno di Switch 2 e l’essere un gioco su rotaie, con la visuale imposta in avanti e con tutto pre-calcolato, fa sì che ci si possa spingere maggiormente, ma fatte queste premesse Star Fox resta un gioiello visivo. Sviluppato sul Viper Engine proprietario di Velan Studios, il titolo gira docked a una risoluzione approssimativa di 1080p e 60 fps granitici, regalando un’esperienza pulita anche nelle esplosioni più congestionate; il rendering basato sulla fisica inoltre conferisce peso metallico alle scocche degli Arwing, con l’HDR che fa brillare i laser e i motori con contrasti mozzafiato.

Nonostante ciò l’estremo realismo visivo crea piccoli limiti legati all’usabilità: la densità grafica rende a volte complesso individuare i nemici nel caos dello scontro, e i punti deboli dei boss risultano meno evidenti rispetto ai vistosi indicatori colorati dell’originale. Anche in modalità portatile il gioco mantiene stabili i 60 fps, regalando scorci splendidi sul piccolo schermo della console.

… la temperatura che invece c’è.

Cooperazione, sfide e facce strane

Tra le novità di questo remake/reboot troviamo la modalità mouse con i Joy-Con 2 che permette di mirare in prima persona all’interno dell’abitacolo sfruttando i sensori di movimento. Ci troviamo di fronte a una modalità molto precisa, da vero FPS, ma che sacrifica la percezione spaziale circostante rendendo i comandi classici in terza persona preferibili per le sessioni impegnative. C’è poi la modalità cooperativa locale, in cui un giocatore gestisce il volo e l’altro la mira, simpatica per giocare in compagnia ma sicuramente non il fulcro dell’esperienza.

Ho apprezzato molto invece la modalità battaglia (online o con bot) che offre arene d’azione a 360 gradi su tre mappe collegate ad altrettanti obiettivi: la conquista delle torri su Corneria, la raccolta di cristalli su Fichina, e il recupero del carico nel Settore Y. Gli scontri in rete sono immediati, caotici e divertenti, arricchiti da mine intelligenti e dal raggio al plasma. Anche in questo caso, però, si vede che non siamo di fronte a qualcosa pensato come il cuore pulsante del gioco, visto che manca un sistema di progressione (limitata a sbloccabili cosmetici) e le sole tre mappe rischiano di stancare dopo poco.

Portare a termine tutte le sfide non è affatto facile

Star Fox per Nintendo Switch 2 è una splendida, sontuosa e fedelissima lettera d’amore a uno dei capitoli più iconici della storia Nintendo. Velan Studios, su direttive di Nintendo, ha preferito non rischiare, mantenendo intatto l’impianto strutturale di trent’anni fa e concentrando gli sforzi nel confezionare una space opera spettacolare dal punto di vista tecnico e registico. Tuttavia, la mancanza di progressione online e la rigidità dei percorsi mostrano che l’opera punta principalmente a riconsolidare il marchio per il futuro, vedere se l’interesse rinato con il film di Super Mario Galaxy e rinnovato con questo capitolo possa solcare una nuova strada per capitoli successivi con il compito di osare e rinnovare concretamente la formula della serie.

Una cosa è certa e fondamentale: la squadra Star Fox è tornata ed è più in forma che mai, dopo l’ennesimo avvitamento speriamo arrivi l’ora di nuove avventure!

Ho portato a termine l’avventura principale più volte, scoprendo tutti i percorsi, facendo qualche sfida e provando il multiplayer, in circa 6 ore di gioco, grazie al gioco offerto da Nintendo.
Pro: Restyling grafico e perizia tecnica riuscitissimi. Modalità online e sfide divertenti. Gameplay immediato, responsivo e divertentissimo.
Contro: Campagna principale molto breve (circa 1 ora e mezza per run). Mancanza di una reale progressione nella modalità online. Obbligo di ripartire da zero per modificare i bivi superati.
8.5

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