Come sono nati Pikachu e soci?
Ma questi Pokémon, che ormai sono giunti a conquistare l’intero globo terrestre, come sono nati? Da dove è iniziato tutto, qual è stata la scintilla che ha portato un giovane sognatore giapponese a creare quello che sarebbe divenuto un devastante system seller?
Suvvia, non ditemi che non ne sapete nulla delle vicende di Tajiri e compagni. Sono certo che in molti conoscono ormai gli aneddoti più famosi legati allo sviluppo del brand Pokémon. Quel che (forse) non sapevate, è che la storia di questo desiderato e sofferto sviluppo è stata scritta, disegnata e trasposta in un manga biografico.

Satoshi Tajiri. Il mio mondo, i miei Pokèmon è la storia della nascita di Game Freak, e più nello specifico di Satoshi Tajiri, il creatore dei Pokémon. Tra le sue 159 pagine, ripercorreremo la vita di un piccolo appassionato di insetti e videogiochi che si trasforma (evolve?) pian piano in un game designer, e che si attornia di quelle che poi saranno le figure chiave per il futuro dei mostriciattoli tascabili e per Game Freak, nata, ricordiamolo, come rivista di videogiochi.
Ken Ta (Autore) e Akira Tanaka (illustratore) fanno sfilare i momenti chiave della vita di Tajiri di pari passo con il progresso delle tecnologie in ambito videoludico. I disegni sono semplici e piacevoli, il copione non si perde in chiacchiere ma trascina i momenti felici così come quelli dove lo sconforto regna sovrano, soprattutto quando le difficoltà sembrano insormontabili e i sogni iniziano a disgregarsi.

E qui arriva la morale della storia: Tajiri ci insegna che sono proprio i sogni e l’ambizione (forse anche un pizzico di ossessione) a rendere tutto possibile, a far sì che gli altri riconoscano il potenziale di un’idea al punto da farla propria e sentirsi parte di un’unica entità.
Per chi è cresciuto a pane e Poké Ball, questa lettura, edita da J-POP, saprà risvegliare emozioni probabilmente sopite e riscaldare il cuore; potrebbe, per molti, persino essere fonte d’ispirazione.
Almeno, per me è stato così. Sebbene, a fine lettura, abbia provato un po’ di malinconia. Mi sono chiesto infatti quanto di quel romanzato (ma verosimile) Tajiri sia rimasto nelle produzioni odierne, quanto della sua indomita curiosità venga ancora oggi sfruttata per ricercare qualcosa di innovativo e in grado di stupire i giocatori.

Satoshi, a partire dalla seconda generazione Pokémon, è l’essere umano più elusivo del mondo dell’industria. Un fantasma. Non si sa cosa faccia e a cosa contribuisca nello specifico, ma nei titoli di coda c’è sempre spazio per il suo nome. Io non so cos’abbia passato Tajiri. Forse, nell’osservare la sua amata creatura ingigantirsi e fagocitare ogni cosa al punto da divenire irriconoscibile, ha rinnegato tutto e preso le distanze. A pensarci, avrei fatto lo stesso anch’io.
In ogni caso, qualunque cosa tu stia pensando e facendo, caro Satoshi… grazie per averci fatto sognare.
