Ha ancora senso giocare a Rosso Fuoco e Verde Foglia? Retrospettiva sui giochi Pokémon di terza generazione

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Vale la pena fiondarsi oggi sulla terza generazione Pokémon? Quali sono i suoi limiti e i suoi punti di forza?

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La cara vecchia Kanto

Mentre il mondo era in fervente attesa della Gen Ten, The Pokémon Company ha annunciato l’arrivo su eShop dei remake di prima generazione: Rosso Fuoco e Verde Foglia.

Un’operazione che ha diviso la community dei mostriciattoli tascabili, oggigiorno forse più sensibile a tali manovre commerciali, e che ha fatto sorgere le domande più legittime: perché a pagamento? A chi è rivolta tale ri-pubblicazione? Vale la pena spendere 20 euro (x2) per due titoli, per quanto classici, appartenenti a un’era ormai superata, in termini grafici e in termini meccanici?

Come dicevo, sono domande legittime. Sono cresciuto insieme a Pikachu e compagni, ho vissuto sulla mia pelle e sui miei polpastrelli ogni cambiamento, evoluzione e de-evoluzione della serie, e quindi con questo articolo proverò a rispondere a queste domande cercando sia di rivolgermi all’allenatore sopito, in attesa, lì in cima al Monte Argento, che è in me, e sia a chi ha scelto il suo primo starter su una console col doppio schermo, o magari su un sistema ibrido.

Iniziamo con l’unico tasto davvero dolente.

Il prezzo è giusto?

Non è la prima volta che assistiamo a un’operazione del genere. Su 3DS giunsero per intero la prima e la seconda gen, compatibili con la Banca Pokémon, al costo di dieci euro, persino in un’edizione cartonata e con codice all’interno. A memoria, nessuno ebbe da ridire. Credo vengano tutt’ora ricordate con estrema positività.

Potreste dirmi che la possibilità di trasferire i propri compagni d’avventura a Pokémon HOME è un’aggiunta di cui tenere conto, che non è fisiologico di una rom ripubblicata a distanza di più di vent’anni. E sono d’accordo. Ma a mio avviso avanzano comunque dieci euro di troppo. Non è una cifra spropositata, non rende inaccessibile — e ci mancherebbe — i giochi alla maggioranza, semplicemente credo che non rispetti appieno il valore reale dell’operazione.

Sapete invece cosa l’avrebbe resa perfetta? Una lieve revisione, con aggiunte della quality of life che si vedrà poi nelle gen future (esempio: il sistema MN-MT), una ritoccata al team building, alle meccaniche di gioco, al controllo degli incontri casuali, magari un selettore della difficoltà.

Sappiamo che i Pokémon sono un discorso a parte, che sembrano seguire un’altra linea spazio-temporale rispetto alle altre IP, che hanno il potere di instillare in noi inguaribili nostalgici la voglia incontenibile di acquistare qualsiasi cosa emetta scintille da due tonde guance rosse. Lo sappiamo, e proprio per questo vorremmo sentirci spremuti il giusto.

A chi è rivolta questa operazione?

Beh, questa è facile. A tutti.

Sia i fan storici che i neofiti hanno già avuto a che fare con una ri-riedizione della prima generazione grazie ai Let’s Go, ma quella prima gen era un mix tra un Pokémon starter pack e un capitolo main, con varie semplificazioni alle meccaniche e feature dall’efficacia quantomeno dubbia che volevano avvicinare anche il pubblico mobile di GO.

Faccio una doverosa premessa: con tutti i limiti del caso, ho davvero apprezzato i Let’s Go. Sono probabilmente il pacchetto più “pulito” di tutta l’offerta Pokémon dell’era Switch, hanno tutto il senso di esistere. Ma se si vuole vivere Kanto in tutta la sua completezza, ripercorrere la storia dei mostriciattoli dalle origini, allora…

…non resta che fiondarsi su Rosso Fuoco e Verde Foglia. Agendo per vie legali, ci sono solo due strade per farlo: fiondarsi sul retrogaming — cosa che potrebbe risultare piuttosto dispendiosa — o acquistare i due capitoli su eShop di recente pubblicazione.

Quanto è invecchiata la terza generazione?

Un bel po’, ma non quanto pensereste. Partiamo dalle ragnatele.

Nonostante abbia introdotto tante delle meccaniche fondamentali del competitivo (come le Nature), i numeri di questa gen potrebbero lasciare interdetti. Mi riferisco in particolare all’assenza della distizione tra Attacco Fisico e Speciale. Badate bene: non alla statistica del Pokémon, ma alla categoria danno.

Prendete un Gyarados e il suo mostruoso potenziale offensivo basato sulla statistica Attacco: senza una mossa di tipo Acqua di categoria danno Fisico non potrà beneficiare appieno della sua statistica più forte e quindi sfruttare per bene il potere dello STAB (bonus di tipo). Inutile dirvi che Pokémon come Alakazam, Gengar e compagnia, che posseggono un elevato Attacco Speciale associato a un’alta velocità, sfrutteranno appieno tutto il loro potenziale combattivo, perché il tipo Psico o Spettro basano il loro danno sull’Attacco Speciale.

Detto ciò, c’è una cosa che la terza gen sa offrire molto bene, e che in Rosso Fuoco e Verde Foglia è stata persino potenziata: una mappa con un buon level design, piena di grotte, edifici e dungeon nei quali perdersi, ovviamente muniti di grandi scorte di Repellenti. Ciliegina sulla torta, ed esclusiva dei remake, è il Settipelago, che aggiunge anche una parte di storia nuova (il Team Rocket continua ad avere il suo fascino nonostante il tempo trascorso) e aree mai viste da esplorare, con un livello di sfida mediamente più alto.

Ah già, il livello di sfida. Per quanto ancora accessibile, la prima gen saprà ancora come mettervi in difficoltà, soprattutto nel post-game.

Non è un caso se le ultime iterazioni 3D, anche a causa di una realizzazione grafica a dir poco insufficiente, sono riuscite a far rimpiangere le visuali isometriche e i quadratini dei vecchi giochi: ci troviamo davanti a uno dei picchi grafici della serie, che poi si evolverà con un curioso (ma riuscitissimo) ibrido tra scenari nelle tre dimensioni e telecamere poste strategicamente.

Ma quindi, Rosso Fuoco e Verde Foglia valgono la spesa?

In valore assoluto, tenendo conto della qualità intrinseca di questa gen, direi di sì. Soprattutto se non si hanno altri modi per recuperarli. Come detto, Rosso Fuoco e Verde Foglia, pur non rappresentando l’apice della terza generazione (c’è Smeraldo che guarda tutti dall’alto in basso) sono tutt’oggi un’esperienza Pokémon di spessore, una versione più che migliorata ed espansa dei primissimi capitoli.

Rimane il rammarico per un’operazione più volta a incassare piuttosto che a offrire un prodotto più appetibile sia per i nuovi che per i vecchi allenatori.

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