Recensione di Daemon X Machina: Titanic Scion, action in terza persona e sequel del titolo Marvelous uscito nel 2019 per Nintendo Switch.

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Genere: Azione
Multiplayer: Si
Lingua/e: Testi italiano, doppiaggio inglese/giapponese

La saga robotica Marvelous prosegue con un capitolo scoppiettante

Nella maggior parte di noi, e specialmente nel nostro immortale animo fanciullesco, ci sono almeno due passioni che hanno accumunato praticamente tutti: dinosauri e robottoni.
Il fascino di creature preistoriche giganti e brutali, divampato grazie a un film che per sua fortuna non ha mai avuto seguiti, l’unico e immortale Jurassic Park del 1993; il fascino di enormi mech, brutali ed equipaggiati con qualsiasi tipo di arma, esploso grazie all’ondata di manga e anime dagli anni 70 in poi.

Quanto spazio c’è nel mondo videoludico odierno per le passioni e i sogni di un fanciullo? I dinosauri sono, come da prassi, praticamente estinti, ridotti a sporadiche apparizioni nelle avventure di Super Mario o a vivere nelle preghiere di chi ancora sogna una remastered di Dino Crisis.

I mech invece, per fortuna sono parte del medium anche nel mondo contemporaneo, protagonisti di titoli in due e tre dimensioni, in un numero imprecisato di sparatutto a scorrimento, in saghe di giochi di ruolo come Xenoblade ma soprattutto action in terza persona, rappresentati da titoli come Armored Core e ZOE, ma soprattutto, Daemon X Machina.

Sono passati ben 6 anni da Daemon X Machina, titolo uscito in esclusiva console per Nintendo Switch del 2019 e sviluppato dalla brillante Marvelous Inc. Siamo in un futuro lontano, un mondo in cui la luna è entrata in collisione col pianeta terra provocando danni catastrofici sul pianeta e rilasciando una misteriosa energia chiamata Femto. Le intelligenze artificiali preposte alla ricostruzione del pianeta dopo il cataclisma impazziscono al contatto con il Femto, sviluppano un linguaggio tutto loro e iniziano a sterminare gli umani. Per quel che riguarda gli umani, alcuni dei sopravvissuti, dopo la contaminazione da Femto vengono definiti “Outers“, hanno sviluppato capacità particolari e una spiccata resistenza alle terre contaminate.

Daemon X Machina: Titanic Scion prosegue la trama del primo capitolo, mettendoci nuovamente nei panni di un Outers umano che, dopo un atterraggio di emergenza su un pianeta alieno con il suo Arsenal, si unisce ai Recruiters, un gruppo di mercenari in lotta contro lo Sovereign Axiom, il regime militare autoritario che controlla numerosi pianeti nello spazio, dall’alto di enormi stazioni spaziali orbitanti. I Recuiters sono ribelli e diffidano degli Outers, e dovremo conquistarci la loro fiducia soddisfacendo le loro richieste e procedendo nella trama principale, fino ad affrontare i Neun, l’avanguardia d’elite dell’Axiom, avversari molto pericolosi il cui destino è legato a doppio filo al nostro.

Un mondo in rovina enorme, che aspetta solo i nostri combattimenti

La prima grande novità di Titanic Scion è rappresentata dall’aspetto e dalla caratterizzazione degli Arsenal, i mech protagonisti dell’avventura, non più di grandi dimensioni ma evoluti in esoscheletri più leggeri, più veloci e facilmente manovrabili, adatti anche a combattimenti in spazi stretti. L’armatura di ogni Arsenal è costituita da cinque parti, a cui vanno aggiunte le armi, e una volta fatta conoscenza con gli abili meccanici e ingegneri dei Recruiters, sarà possibile espanderlo e personalizzarlo liberamente: da ogni nemico sconfitto durante le missioni è possibile raccogliere parti dell’armatura, armi, materiali o schemi di costruzione, da sfruttare per creare equipaggiamenti man mano sempre più forti e dotati di un maggiore potere distruttivo.

Ogni arma ha un proprio stile di combattimento e una categoria, con una netta divisione tra equipaggiamenti a lungo raggio e adatti al combattimento ravvicinato. La varietà e le possibilità a nostra disposizione possono apparire inizialmente spiazzanti ma per fortuna, oltre a un comodo tutorial una volta acquisita un’arma di una nuova categoria, è possibile fare pratica nella base dei Recruiters, allenandosi per cercare il proprio stile. Dalle sciabole alle spade laser, a droni meccanici o cannoni a lunghissimo raggio, il gameplay varia sensibilmente a seconda dell’arma equipaggiata. Avanzando nella trama sarà possibile mutare il dna del protagonista, modificando i parametri in battaglia, accedendo a nuovi bonus e sbloccando mosse speciali in grado di rendere ancora più vario e intricato il sistema di combattimento. Inoltre, mutare il dna può modificare l’aspetto del proprio personaggio in modo permanente, perdendo in parte anche le fattezze umane, un piccolo dettaglio coerente con il complesso mondo tecnologico di Titanic Scion.

Un’ulteriore possibilità in battaglia è offerta dall’Heavy Armour, delle vere e proprie armature per l’Arsenal di grandi dimensioni, caratterizzati da un’autonomia limitata e pertanto da utilizzare nelle battaglie contro i bossi più impegnativi, ma dotati di una potenza senza pari, in grado di ribaltare l’esito dei combattimenti. E, per i nostalgici, dall’aspetto molto simile agli Arsenal del primo capitolo della saga. Una tale varietà di possibilità nel gameplay porta inevitabilmente a un lato che per alcuni può apparire negativo: Daemon X Machina: Titanic Scion sfrutta praticamente tutti i tasti della console o del controller Pro a disposizione, il sistema di controllo può facilmente apparire ostico all’inizio e manovrare alla perfezione il proprio Arsenal richiede tempo e pratica, ma la soddisfazione nel controllare le battaglie ripaga di tutta la fatica e la dedizione al titolo. E soprattutto, è un’esperienza divertente.

I Neun, avanguardia dell’Axiom, principali nemici dell’avventura e combattenti temutissimi

Titanic Scion abbandona lo stile visivo in cel-shading del predecessore per offrire un mondo dalle cromie più tenui e realistiche, sacrificando forse una parte dell’unicità che ha contraddistinto il primo capitolo ma guadagnando, nel complesso, nella coerenza del mondo di gioco. L’obiettivo di Marvelous era quello di espandere il brand, di evolvere Daemon X Machina in modo da lasciare i giocatori a bocca aperta e bisogna ammettere che Titanic Scion l’ha perfettamente centrato. Il pianeta da esplorare è enorme, suddiviso in aree e biomi che diventano accessibili procedendo man mano nella trama principale. Le mappe sono curate e ricche di dettagli, liberamente esplorabili e piene di battaglie e missioni secondarie da eseguire.

Il titolo Marvelous è un gioiellino che si schiude pian piano, accompagnando il giocatore in un mix equilibrato tra esplorazione e una trama principale coinvolgente e adrenalinica, con un comparto sonoro di elevata qualità, in grado di immergere nelle fasi più concitate. Titanic Scion è molto più di un sequel, è un titolo che riscrive il primo capitolo mantenendone lo spirito ed espandendolo, portandolo verso nuove vette e permettendogli di eccellere in un genere molto amato quanto di nicchia, senza alcuna paura di sfidare giganti affermati come Armored Core. Daemon X Machina è un titolo molto valido e divertente, ma con un’anima essenziale, hardcore, che non temeva di essere ripetitivo, Titanic Scion è un titolo finalmente completo e, senza dubbio, nella rosa delle migliori produzioni sviluppate da Marvelous Inc.

Poteva mancare un gioco di carte? Ovviamente no!

Ciliegina sulla torta, l’avventura può essere affrontata in co-op asincrono fino a tre giocatori connessi online, offrendo anche il cross-play con le versioni Playstation, Xbox e PC. Il party può progredire nella storia principale, esplorare il mondo di gioco e sfidare nemici e boss, ogni giocatore connesso riceve il proprio bottino personale e anche se le scelte nei dialoghi vengono gestite dall’host della stanza, tutti i giocatori proseguono nella trama.

Nonostante una buona varietà, a lungo andare alcune missioni secondarie possono risultare ripetitive e non mancano cali di frame-rate, piccole incertezze tecniche che rendono la versione Switch 2 la più debole rispetto alle altre console, seppur comunque godibile, senza dimenticare il vantaggio dell’esperienza portatile, asso nella manica perenne della piccola ibrida Nintendo. Nel complesso, il gioco gira in modo più stabile rispetto al primo capitolo ed è un significativo passo avanti anche sotto questo aspetto.

Daemon X Machina: Titanic Scion è un titolo che espande e migliora sotto ogni punto di vista il predecessore, espandendone il gameplay, la trama e le opzioni a disposizione del giocatore per combattere con lo stile che preferisce. Un titolo ricco di azione, longevo, con una trama accattivante, una lettera d’amore dedicata agli amanti dei mech, da giocare in single player o assieme agli amici su Nintendo Switch 2 o su console Sony o Microsoft o PC sfruttando il cross-play. A fronte di qualche incertezza tecnica e di una inevitabile ripetitività nelle missioni, Titanic Scion è davvero un’avventura titanica da non perdere!

Ho volato e combattuto a bordo del mio Arsenal sul pianeta di Daemon X Machina: Titanic Scion grazie a un codice review fornito gentilmente da Marvelous Inc.
Pro: Un’avventura spettacolare e longeva, ricca di possibilità. Una lettera d’amore agli amanti dei mech.
Contro: Occasionali cali di frame rate, missioni secondarie un po’ ripetitive.
8,5

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